Inquinamento, Bordonali (Lega): da Del Bono solo la danza della pioggia

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"Ormai le politiche di Emilio Del Bono in materia ambientale si sono ridotte a un’unica, desolante strategia: fare la danza della pioggia. Ieri infatti i livelli di pm10 in città sono scesi di poco sotto la soglia di 50 microgrammi per metro cubo solo grazie alle due gocce d’acqua che sono piovute, ma da oggi il problema si ripresenta in modo pesante". Queste le parole con cui Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia ha criticato il sindaco di Brescia Emilio Del Bono.

"Per il resto, gli interventi strutturali tanto sbandierati in campagna elettorale non si sono visti nemmeno con il telescopio. L’aria a Brescia è cambiata in peggio ed è diventata irrespirabile. Dispiace solo che i comitati ambientalisti che tanto si erano mossi negli anni scorsi generando allarmismi, ora non alzino la voce in un contesto notevolmente peggiorato rispetto agli anni di amministrazione Paroli" aggiunge Bordonali.

"Del Bono non ha fatto nulla per la mobilità ciclabile e ha tagliato 180.000 Km all’anno di trasporto pubblico locale alle linee 3, 8 e 18. La città sta trascinando tutto il territorio bresciano verso il fondo delle graduatorie di vivibilità. Dopo la classifica stilata da Il sole 24 ore, che vede la nostra provincia arretrare di due posizioni, ora anche uno studio de La sapienza registra un peggioramento di quattro posizioni".

"Mentre Trenord e altri comuni lombardi cercano di intervenire per valorizzare il trasporto pubblico con biglietti unici giornalieri o periodici, il sindaco Del Bono aspetta immobile che cambino le condizioni meteo" conclude l’assessore regionale.

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  1. L’ha fatta fuori dal vasino stavolta. Attendo risposta del precisissimo Manzoni che la fara’ piangere. Invece di produrre falsita’ ci dica cosa sta facendo in regione! Vergogna

  2. Giunta sottotono e sotto la media. Questo lo si è visto fin dall’inizio. Con l’aggravante che si vantavano di non avere i livelli d’inquinamento del periodo Paroli, solo perchè ha continuato a piovere. Ma loro davano la notizia che era grazie alle loro politiche (quali?) ambientali e alla metro che avrebbe drasticamente ridotto l’inquinamento atmosferico. Ma, il diavolo fa le pentole, non i coperchi e quindi quest’anno vi è toccato un lungo periodo senza piogge e si è ripetuto quello che è sempre successo a Brescia: inquinamento con in più i debiti della metropolitana sul groppone!

  3. Forse sarebbe il caso di analizzare tutto quanto è stato fatto e soprattutto non fatto a Brescia in tema ambientale a partire dagli anni ottanta, cioè da quando i problemi hanno cominciato a manifestarsi con evidenza e drammaticità. Scopriremmo semplicemente che il tema ambientale è stato da sempre in fondo ad un elenco di priorità ammministrative e come tale è stato gestito. Aggiungiamoci pure che gli interessi trasversali sono sempre stati non pochi, da quelli delle imprese siderurgiche a quelli dell’industria chimica e delle lavorazioni dei metalli, da quelli del’imprenditoria edile a quelli delle escavazioni e dello smaltimento rifiuti. Aggiungiamoci poi i limiti nella gestione del trasporto pubblico, dei parcheggi, della viabilità urbana, delle fonti energetiche alternative, dell’inquinamento civile. Qualsiasi governo della città può su questi temi soltanto arrancare ed annaspare o tamponare qua e là perchè la dimensione dei danni è irreversibile. Tutto il resto è demagogia politica.

  4. Concordo, ma dico che i problemi si sono evidenziati in maniera seria già nei primi anni Settanta ma allora si pensava ancora all’espansione edilizia e industriale infinita per la città e l’hinterland.

  5. Concordo, ma dico che i problemi si sono evidenziati in maniera seria già nei primi anni Settanta ma allora si pensava ancora all’espansione edilizia e industriale infinita per la città e l’hinterland.

  6. Concordo, ma dico che i problemi si sono evidenziati in maniera seria già nei primi anni Settanta ma allora si pensava ancora all’espansione edilizia e industriale infinita per la città e l’hinterland.

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