Rifiuti del Sud negli inceneritori del Nord, Fondra: non in quello di Brescia

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Il timore che l’articolo 35 dello Sblocca Italia consenta di bruciare i rifiuti del sud Italia negli inceneritori del Nord, Brescia compresa, sembra non preoccupare particolarmente l’assessore all’Ambiente del comune di Brescia, Gianluigi Fondra che in un’intervista rilasciata al Corsera di Brescia a firma di Pietro Gorlani grida forte e chiaro la propria contrarietà. “Già nell’autunno del 2014 avevamo raggiunto in consiglio un’intesa, innanzi tutto con la Lega, approvando una mozione di contrarietà al decreto del Governo – ha ricordato – Oltre alla nostra volontà politica c’è un dettaglio tecnico fondamentale: l’impianto di Brescia lavora già ora al massimo della sua capacità termica e non può ricevere altri rifiuti”.

Fondra si è sentito di rassicurare anche tutti quei cittadini che, per diffidenza, credono che anche la raccolta differenziata finisca bruciata nel termoutilizzatore di via Codignole: “Abbiamo garanzia che carta, vetro e plastica vanno ai centri di smaltimento. Certo, la plastica ha oltre 100 polimeri e non tutti sono riciclabili. Se qualcuno ha prove di questo che ce le fornisca”. Un discorso logico sarebbe quello che, con la partenza della differenziata cittadina ad aprile diminuisca progressivamente la quantità di rifiuti inceneriti.

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  1. Egregio assessore ci dica che anche via ricobelli non la preoccupa…. O non era lei che si agitava tanto contro quella iniziativa… Cosa c’è ora di diverso?….. Ah… il nome del progettista….!!!!

  2. “Abbiamo garanzia che carta, vetro e plastica vanno ai centri di smaltimento.” Facci vedere qualche fattura (o bollette di trasporto/pesatura etc.) dei centri di smaltimento, così anche noi possiamo pensare di essere garantiti. O no?

  3. Dobbiamo importare i rifiuti perchè noi non ne produciamo abbastanza per alimentare l’ecomostro! Assurdo e fuori di testa!! I dati del recupero, anche economico, della differenziata di oggi io non li conosco. Li hanno mai pubblicati? Se vogliamo fare ecologia, caro Fondra, è ora che smettiamo di seguire gli interessi economici dell’ecomostro. Chiusura dello stesso, differenziata individuale con centri di raccolta (isole ecologiche), e generico con cassonetti a calotta. Logicamente poi calo drastico delle tariffe. Così si farebbe ecologia e si sarebbe vicino ai cittadini, non continuamente vessati con nuove regole e tariffe sempre al rialzo… Sono capaci tutti…

  4. E’ la classica fine di chi si mette in politica: appena entri nelle stanze del potere diventi complice e rinneghi tutti i buoni propositi del passato. Il problema quindi è a monte: che schifo di stato unitario abbiamo fatto? Solo di potere e di intrighi!

  5. Fa quasi compassione il Fondra, Gnaro de Mompià. Gli tocca attaccarsi al numero di polimeri della plastica per non dirci che siamo totalmente A2A-dipendenti, nel bene e nel male. E che non è certo il voto di una mozione consiliare a poter non dico cambiare ma anche solo interferire con le scelte strategiche di business, profitto e mercato della multiutility, che nell’ultimo mese ha perso quasi il 14% in Borsa forse per ricordarci indirettamente che in realtà è la finanza a guidare le nostre sorti ambientali.

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