Burocrazia e fisco fanno perdere 116 milioni di euro alle aziende bresciane

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«È come partire per una competizione, azzoppati e senza un braccio e questo è un male innanzitutto per il Paese. Ogni artigiano sperimenta sulla sua pelle tutti i giorni l’impegno scientifico da parte dello Stato a ostacolare la voglia di fare impresa in Italia». commenta il presidente di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale Eugenio Massetti il recente rapporto sullo spread burocratico elaborato dall’Osservatorio di Confartigianato.

L’Italia associa ad una più elevata pressione fiscale anche un maggiore onere burocratico legato agli adempimenti fiscali. Il confronto internazionale disponibile in Doing Business 2016 della Banca Mondiale evidenzia un ampio e persistente gap burocratico fiscale a svantaggio delle imprese  italiane. Prendendo a riferimento il tempo necessario per pagare le imposte, si osserva che sono necessarie 269 ore per pagare le imposte in Italia, il 34,3% in più della media Ocse di 177 ore.

Un peso della burocrazia e degli adempimenti fiscali che si traduce in 116 milioni di euro persi ogni anno nella sola provincia di Brescia. Una zavorra che le piccole e medie imprese della provincia più dinamica della regione devono caricarsi sulle spalle mentre cercano di tenere il passo con i competitor esteri. Undici giorni su 365 persi a correre dietro a fisco e burocrazia che si trasformano in una perdita (da mancati ricavi e costi aggiuntivi) vicina al miliardo per l’intera Lombardia (918 milioni di euro) e che alle imprese bresciane vale 116 milioni di euro.

Uno spread che colpisce in particolare l’artigianato bresciano, che di questi 116 milioni volati via per colpa di balzelli, studi di settore e moduli da compilare si ritaglia una quota pari a 35 milioni (il 30,4% sul totale). Uno spread burocratico fiscale per adempiere alle scadenze delle tre maggiori tipologie di tasse — quella sul reddito d’impresa, l’Iva e i contributi sociali sul lavoro che è costa alle imprese di Brescia, nel solo 2015, 288 euro per addetto (contro i 243 euro lombardi), 394 euro per addetto (contro i 446 euro a livello lombardo) se considerate le sole imprese artigiane.

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  1. e noi dovremmo stare tutti zitti e piegarci a novanta? perché? perché lo Stato che ci dovrebbe aiutare fa di tutto per affossarci? prima o poi imbracceremo i forconi e allora si che saranno dolori

  2. Che novità! Qui da noi lo dicevamo già nel 1990: infatti si diceva che, fra tasse e balzelli vari, si cominciava a guadagnare da settembre…. Più di 25 anni, ma la solfa è sempre questa….

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