Sos supplenti nelle scuole primarie bresciane. A rischio la formazione degli alunni

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E’ emergenza supplenti nelle scuole primarie di Brescia e provincia. L’effetto negativo della riforma Buona Scuola si riversa sull’educazione dei bambini e già molte le famiglie lamentano la mancanza di maestre e maestri in grado di formare i propri figli.

In sostanza quando gli insegnanti assunti rimandano il trasferimento nella nuova sede i dirigenti devono ricorrere ai supplenti. Se però anche questi si ammalano, nicchiano e non accettano l’incarico ai presidi non resta che affidarsi alla graduatoria interna. C’è una tale difficoltà a reperire i supplenti, a causa delle graduatorie esaurite, che le cattedre vacanti in alcuni casi sono messe a disposizione di insegnanti in pensione o di semplici laureati che, senza i requisiti per insegnare, sono chiamati a fare ciò per cui non sono preparati. Con tutte le conseguenze che ciò potrà avere nella formazione degli alunni.

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  1. L’ennesima dimostrazione nei fatti che dietro gran parte dei progetti spacciati per Grandi Riforme da Renzi vi è un unico obiettivo: il taglio, troppo spesso lineare e generalizzato, della spesa pubblica. Purtroppo, prima di mettere in difficoltà settori primari per il futuro del Pese come l’istruzione pubblica, si dovevano condurre ben altre analisi e vedere da vicino le vere sacche improduttive, gli sprechi e le inefficenze. A partire magari dai ventimila Enti pubblici del tutto inutili, dagli svariati miliardi di euro spesi in consulenze per finire con la polverizzaizone dei centri di acquisto senza ottimizzazione della spesa per le forniture pubbliche di beni e servizi. Ma Enti pubblici, consulenze e acquisti servono “politicamente” come centri di spartizione del potere, d tangenti, di poltrone e di prebende elettorali. E quindi…mettiamo pure mano all’istruzione pubblica.

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