Occupazione Pirellino, la Digos ferma la protesta degli antagonisti

26
Bsnews whatsapp

Gli antagonisti occupano il Pirellino. Alle 10.30 di giovedì 4 febbraio decine di attiviste e attivisti del movimento per il diritto alla casa di Brescia (Diritti per Tutti, csa Magazzino 47, Collettivo Gardesano Autonomo e Collettivo Antisfratti Val Camonica) hanno occupato la sede bresciana di Regione Lombardia, il “Pirellino” di via Dalmazia, contro la nuova legge regionale lombarda sulla casa.

“La nuova legge regionale – si legge in una nota – svenderà ai privati una considerevole percentuale delle case popolari, privatizzerà la gestione delle case popolari, diminuirà la disponibilità di alloggi a canone sociale per l’emergenza sfratti e provocherà un aumento dei canoni di affitto”.

Sul posto è intervenuta subito la Digos di Brescia. L’occupazione è terminata in tarda mattinata dopo che una delegazione di attivisti ha incontrato i vertici della Regione a Brescia, compreso il direttore del Pirellino, Enrico Capitanio al quale è seguita un’affollata assemblea davanti al Pirellino.

Comments

comments

Ufficiostampa.net

CALCIOBRESCIANO
CONDIVIDI

26 COMMENTI

  1. Ma io mi chiedo , tutte queste persone , di cosa vivono? Occupano uno stabile e ci stanno lì ore , giorni , settimane , mesi …. come fanno a vivere? Nel dubbio , mandate la celere !

  2. il conflitto è il motore della storia, chi non lo capisce e pensa che tutto ci è dato spesso lo ingolfa, anche se vuoi piegarti la schiena in due per lavorare questa società non ha più bisogno del tuo e del nostro lavoro, se il 40 % dei giovani non riesce a trovarne uno una ragione ci sarà, il colmo è che 64 persone al mondo sono ricche come la metà dell’umanità e poi chi subisce tutte le ingiustizie fa la guerra non a chi ne è la causa ma al suo vicino, quello che gli è più prossimo, spesso altrettanto sfigato … i diritti se non li conquisti con la lotta non te li regala nessuno e chi invoca la celere dovrebbe rifiutare per sé tutto lo stato sociale che abbiamo conquistato a forza di lotte pagate di persona da chi si opponeva allo stato di cose presente, perché lui avrebbe chiamato la celere (sic!) … quello stato sociale che ci stanno togliendo pezzo dopo pezzo per nutrire le banche e la finanza. Un signora dell’alta borghesia bresciana ad una cena di industriali molti anni fa si lamentò degli operai che passavano il tempo, secondo lei, a scioperare, e disse che si stava sicuramente meglio una volta, quando se scioperavi ti mettevano in galera … il marito, un po’ più intelligente, le rispose con un sorrisetto sulle labbra che dipendeva da che parte stavi …

  3. Che lavoro fate voi per aver tempo di commentare su questo sito? Magari queste persone stanno impiegando il loro tempo per protestare per qualcosa di condivisibile, sicuramente stanno facendo qualcosa di più utile di voi in questo momento. Ah, ma non avevo notato che erano i soliti comunisti! Allora il motivo della protesta passa in secondo piano, molto più importante criticarli…

  4. Guarda, è facilissimo soddisfare la tua curiosità: prova a parlarci, incontrarne qualcuno è facilissimo, non serve nemmeno andare in “postacci” come il Magazzino 47, se hai paura che ti mangino basta telefonare a Radio Onda d’Urto (03045670). Ti fai una chiacchierata, serenamente, e poi continuerai ad essere libero di criticare, accusare, persino di invocare l’invio della celere se lo riterrai, ma almeno lo farai sapendo di cosa parli e farai più bella figura.

  5. Mi è già capitato di parlare con qualcuno di questi soggetti ( stavano impedendo di sgomberare un appartamento occupato da una famiglia che da anni non pagava l'affitto mentre il proprietario continuava a pagare mutuo e tasse varie) e per questo ribadisco : mandate la celere!
    Alla signora che mi ha risposto per prima dico che ha sicuramente ragione X alcune cose che scrive ma i suoi modi non li condivido …. X niente

  6. ok, ci hai parlato in occasione di una loro iniziativa che tu non condividevi. Immagino che la conversazione sarà stata relativa a questo e, posso immaginare, non proprio pacata, quindi non credo abbiate avuto modo di parlare delle fonti di sostentamento di ciascuno e mi pare che, questa volta fosse questa la tua domanda. A parte la tua curiosità (legittima), credo che l’iniziativa di protesta messa in atto oggi vada incontro anche alle tue posizioni, visto che è volta a contrastare un provvedimento che non farà altro che acuire la deprecabile conflittualità tra locatori e locatari. Se si vogliono evitare situazioni di contrasto, bisogna proporre soluzioni e, dato il contesto sociale ed economico attuale, solo una politica abitativa pubblica a canoni sopportabili può ridurre i problemi. La guerra tra poveri (piccoli proprietari e affittuari in difficoltà non per loro colpa) è inutile e dannosa per tutti.

  7. rispondo ad APE a proposito dei modi… capisco che tu non li condivida, ti sei convinto che non è così che si fanno le cose, qualcuno ti ha fatto credere che siamo sulla stessa barca e che remiamo tutti insieme; non è vero e ti faccio due esempi: pensa alla Val di Susa, al TAV, tutta una popolazione non vuole l’ennesimo scempio inutile del suo territorio, eppure lo stato manda l’esercito a difendere le aziende che incassano milioni a palate, uno Stato che manganella, mette in galera e processa come terroristi giovani e vecchi che si oppongono al progetto per salvare il territorio su cui vorrebbero vivere in pace… ci sei mai stato in Val di Susa? se ci andassi capiresti … i valsusini non si sono ancora ripresi dalla costruzione dell’autostrada, un mostro che gli cammina sulla testa che già arriva questo progetto che serve a nutrire solo le grosse aziende a cui non interessa per nulla il destino del territorio, interessano solo i loro profitti, lo Stato, quello che tu pensi sia lì per fare da paciere schiera l’esercito contro la popolazione … quella stessa popolazione che si ricorda bene di come la sua lotta contro l’autostrada sia stata troppo blanda e rispettosa della legalità … perciò sono riusciti a costruirla; ora ne ha piene le tasche della legalità e si concentra sulla legittimità, è legittimo o no subire questo scempio del TAV? No ed è per questo principio che lottano … la stessa cosa si sta cercando di fare sulla tratta Brescia-Verona, ma quanta fatica farla capire a chi vorrebbe solo spostarla un po’ più in là … altro esempio: l’inceneritore di Brescia, se ci fossimo opposti più seriamente, se fossimo stati in tanti, tutta la popolazione bresciana a dire NO ad un mostro che inquina e che ci porta il cancro forse non avrebbero potuto farlo, ma avremmo dovuto essere convinti e solidali, pronti anche a pagare di persona per questo … ma cosa vuoi che facciamo noi bresciani, abbiamo a pochi km da qui la base di Ghedi e una ventina di bombe atomiche che verranno sostituite fra poco con una spesa di ammodernamento dei bunker di una ventina di milioni di euro a nostro carico con delle bombe atomiche ancora più devastanti e cosa facciamo? giriamo la testa, la nostra povera testa dall’altra parte e ce la prendiamo con chi sta peggio di noi … devi avere ancora molta fiducia in questo Stato se pensi che ti difenderà quando ne avrai bisogno …

  8. Condivisibili i ragionamenti di Antonella. Il problema però è che tutto è complesso, difficile da districare. Spesso si scontrano interessi legittimi contrastanti. Si dovrebbe prima di tutto partire dal buon senso, e poi dalla regola generale che meno siamo meglio stiamo. In pochi riusciamo a risolvere i problemi comuni. In tanti, come siamo in Italia, diventa difficile, quasi sempre impossibile…

  9. I soliti ragionamenti triti e ritriti della sinistra radicalchic. Come se gli altri siano dediti alle scemenze. Quarantacinque anni fa i comunisti continuavano a dire che il popolo era bue perchè imbottito di canzonissime e lotterie. Quindi non era impegnato socialmente. Solo loro lo erano, solo loro capivano…

  10. mi permetto ancora di rispondere a chi ha scritto “meno siamo, meglio stiamo” per ricordargli la fine degli indiani d’America: territori immensi, ricchezze straordinarie, popolazioni numericamente esigue … son stati sterminati lo stesso … magari bastasse essere in pochi per star bene! il problema di fondo è la proprietà privata dei mezzi di produzione, non la mia casa o la tua auto, ma tutti quei mezzi che servono per estrarre il profitto dalla forza-lavoro; l’ingiustizia nasce da questo modo di produzione che produce non per i bisogni ma per una domanda pagante e butta al macero tutto ciò che non si riesce a vendere o a comprare; non è forse uno scandalo che fame e malattie convivano con sterminate ricchezze, non è uno scandalo che con la scusa di dare lavoro si inquinino la terra, l’acqua, l’aria e ci si condanni a pensare “morte tua, vita mia”? Non possiamo pensare a qualcosa che sia un bene per tutti e un male per nessuno? Ti faccio l’esempio di una multinazionale che voleva costruire una miniera per l’estrazione dell’oro in Grecia, con la scusa di dar lavoro a un po’ di persone stavano per distruggere un territorio bellissimo, ricco di vegetazione e acque cristalline; questi capitalisti per il loro profitto erano pronti a desertificarla perché la procedura di estrazione e i trattamenti di questi prodotti sono altamente inquinanti e l’inquinamento sarebbe durato per secoli come il PCB da noi, tanto per restare in famiglia… la popolazione ha detto NO e per fortuna una volta tanto non hanno vinto loro … per non trasformare tutto in un deserto che scotta dobbiamo trovare urgentemente un altro modo di produzione altrimenti segheremo l’ultimo ramo dell’ultimo albero su cui siamo seduti tutti e anche chi crede di salvarsi verrà sommerso …

  11. Non ho voglia di affrontare i problemi del mondo , non che non mi stiano a cuore o che non mi riguardino , preferisco parlare del motivo per cui sono intervenuto , quindi ribadisco : x chi occupa celere!

  12. non basta ripetere vecchie idee logore…. Apprezzo sinceramente lo sforzo ma ormai il panorama del mondo del lavoro è così cambiato che le parole che usi sono fuori luogo. Ormai i temi si sono spostati, ormai tu lavori per te stesso, non hai padroni. Hai collaboratori e clienti, che se non sono soddisfatti vanno altrove, anche molto lontano. E tu con la tua capacità e voglia di lavorare resti al palo. Proffitto forza lavoro… cavolo ma ti sei accorta che non siamo negli anni 60? Che la fabbrica oggi è un sogno e non un incubo? Sul PCB hai detto un’altra cavolata. La produzione si è fermata perché tecnologicamente sorpassata. Leggiti il libro di Marino Ruzzenenti in proposito….. Altro che la popolazione ha detto NO….. E leggi anche qualcosa di contemporaneo… Perché i problemi si sono evoluti e le soluzioni come le parole per cercarle si debbono sviluppare… forza lavoro hahaha Ti ringrazio ora mi sento più giovane, mi pare di leggere i volantini che stampavamo negli anni ’60!

  13. xantonella. Guarda che mi riferivo al mondo, non solo all’Italia. Meno siamo meglio stiamo perchè i problemi sono di più facile soluzione. Ha ragione poi @antonella. Mi sembra di sentire le utopie degli anni Sessanta sfociate poi nelle proteste dei Settanta e rivelatesi poi con un sistema insostenibile. Cerchiamo di semplificare i problemi che sono già tanti…

  14. Ma magari ce ne fossero molte di persone ancora capaci di ragionare con la loro testa, come la commentatrice Antonella!!! A me pare che le idee logore siano quelle di chi continua a riportare indietro di decenni, se non di secoli, le lancette dei rapporti sociali. Ormai siamo tornati al caporalato (sia nella versione classica, sia in quella aggiornata delle sedicenti “cooperative” o agenzie di fornitura di mano d’opera), al lavoro pagato a giornata (vedi la genialata dei voucher, perfetti per tenere quanti più dipendenti possibile in nero e farla franca), al licenziamento arbitrario di fatto senza risarcimento né reintegro (vedi jobs act), le pensioni sono praticamente abolite o ridotte a miserabili sussidi, e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Certo, se ad una classe imprenditoriale incapace e rapace si affianca l’esercito di parassiti che lucra con i magheggi finanziari, coi derivati, con la speculazione sui titoli e tutti insieme sono spalleggiati da una politica a loro totalmente asservita, impegnata a fare leggi e regolamenti sotto dettatura mentre il popolo si beve le corbellerie sui “tempi nuovi” e si lascia trascinare nella guerra tra poveri…

  15. Guarda che questi problemi che elenchi non derivano dal fatto che la gente è disattenta ed incapace di ragionare con la propria testa. La gente non è cambiata, è sempre stata così. Sono cambiate le istituzioni che dovrebbero tutelarle ed in particolare i sindacati. Da decenni sono una casta intoccabile dedita solo ad autoreferenziarsi e che da moltissimi anni ha smesso di tutelare i lavoratori in difficoltà. Oggi tutelano se stessi, quelli già tutelati (pubblico e grandi aziende) e gli extracomunitari perchè sono solo questi che fanno le tessere. Il problema è proprio questo: fare tessere. Un disoccupato, uno che lavora in una cooperativa (spesso creata da loro) a pochi euro all’ora o chi lavora in piccole aziende non si può permettere la tessera, se la fa viene subito licenziato, e il sindacato ha da sempre rinunciato a tutelarli. Di conseguenza la parte più forte ne approfitta. E, siccome le grandi aziende (a parte la Fiat) non sono più aiutate dallo stato, non reggono più la concorrenza globale, ecco che chiudono e i più rimangono senza tutele. Avanti allora sindacati, riformatevi, tornate a fare quello che dovreste, non imboscatevi per i vostri interessi…

  16. Hai ragione, solo due appunti. Chi fa il rappresentante sindacale nell’azienda in cui lavora, il più delle volte, è completamente fuori dalle logiche del sindacato e svolge questa funzione con i migliori propositi, senza guadagnarci niente…anzi. Se nelle piccole aziende chi si tessera viene licenziato la colpa non è certo dei sindacati, spesso in queste aziende non si rispettano i termini dei contratti di lavoro (e di legge) e i dipendenti lavorano senza la minima idea dei propri diritti. Poi, oh…c’hai ragione.

  17. Insisto sul fatto che, purtroppo, buona parte dei drammatici problemi che colpiscono le persone sia quanto meno favorita dalla loro mancanza di capacità e voglia di ragionare (e di conseguenza agire); hai ragione al 1000% sulla deriva dei maggiori sindacati ma è anche vero che da almeno 40 anni ci sono i sindacati “alternativi” che il loro lavoro cercano di farlo (non sono perfetti neppure questi, troppo divisi tra loro), vedi USB o SICOBAS tra gli altri. Certo, sono sindacati piccoli, chiedono impegno e sacrificio ma non a caso sono gli unici a tentare di difendere (ostacolati soprattutto da CGIL, CISL e UIL) gli “ultimi” come i lavoratori della logistica o i precari; ma militare in questi sindacati non porta favoritismi né privilegi, spesso costa il posto di lavoro e magari anche bastonate da parte di crumiri e poliziotti, proprio come cent’anni fa e dunque i più preferiscono la comodità, salvo poi inveire contro i sindacati in genere. Lo stesso accade sul versante della politica, dove tutti si lamentano ma poi o si limitano al disinteresse e non vanno nemmeno a votare o finiscono per votare sempre i soliti, magari ogni tanto si lasciano abbindolare dagli specchietti per le allodole come la Lega, che pareva chissà quale movimento rivoluzionario e in poco tempo è diventata quel che abbiamo potuto vedere tutti oppure oggi i 5 stelle. Pochissimi hanno voglia di impegnarsi davvero.

  18. Criticabile anche quello che dici: molti rappresentanti sindacali delle aziende lo fanno per avere i permessi sindacali, per evadere dal loro lavoro, per avere alcuni privilegi, per non alzarsi alle 6.00 ma fare lavoro d’ufficio, per rendersi importanti davanti agli operai che “pendono” dalle loro labbra. Infatti quelli intelligenti e che vogliono capire il perchè di certi provvedimenti in genere non si affidano a loro. Il fatto poi che le piccole aziende licenzino chi si iscrive al sindacato dimostra dove il sindacato deve penetrare e non lo fa. Magari non con i lavoratori che rischiano il posto, ma con chi è in aziende grandi già sindacalizzate che dovrebbe andare in queste aziende volantinando, organizzando incontri, facendo capire l’importanza della difesa del lavoratore, proponendo una raccolta firme per un disegno di legge che tuteli le piccole aziende. Certo, tutto questo costa, non hai il rientro di tessere immediato, non ti fai bello con quelli della tua azienda, ma fai attività sindacale… Guarda che la gente ha bisogno di esempi concreti e disinteressati, non di dare per avere…

  19. Vero anche quello che dici. Però anche i piccoli sindacati non sono in grado di attirare gente. Eppure oggi, rispetto al passato, si conoscono meglio i problemi, si studia di più, si gira di più, si ha più accesso alle notizie, si può studiare di più. Non è invece che anche i piccoli sindacati propongono un modello di lotta che non convince, oppure, è troppo complesso risolvere questi problemi che alla fine ognuno di noi guarda al nostro orticello senza rinunciare a nulla e sperando di essere più fortunati degli altri? E quindi chi ha il capitale sta bene e gli altri si arrangiano che è stato poi il modello adottato da cgil, cisl e uil negli anni passati, camuffato da lotta per i diritti dei lavoratori.

  20. Scusa se insisto, ma parlo per esperienza personale, io dico “il più delle volte” non hanno vantaggi, tu dici “molti rappresentanti” hanno vantaggi…la verità starà nel mezzo, ma nella realtà che ho vissuto, io e altri rappresentanti ci abbiamo solo perso, poi ce n’era uno che ne approfittava. Esisteranno sicuramente altre realtà dove più gente ne approfitta, in quelle che ho conosciuto io ad approfittarsene erano i meno. Per quanto riguarda il licenziamento di chi si iscrive al sindacato, mi spiace, ma rimango dell’idea che i sindacati non abbiano responsabilità, anche se facessero maggiore informazione nelle piccole aziende, nessuno impedirebbe comunque al datore di lavoro di “prendere provvedimenti”…non sto dicendo che sia sbagliato ciò che dici, è giustissimo, potrebbero fare di più, ma il comportamento scorretto (e illegale) non è il loro.

  21. Intanto i sindacalisti non lavoratori di quelle aziende dovrebbero cominciare a fare proselitismo nelle aziende più problematiche, invece di ignorarle, non trovi? Sarebbe come dire: lì ci sono i problemi seri e io, deputato per quello, mi giro dall’altra parte. Quanto all’attività di chi fa il sindacalista, credimi, sono la stragrande maggioranza quelli che ne approfittano ed è una delle tante ragioni per cui poi i lavoratori, alla fine non si fidano oppure se si fidano è perchè vedono che è il meno peggio o non hanno alternative (comunque sempre al ribasso). Un po’ come la politica, insomma….

RISPONDI