A proposito della bancarella di piazza Vittoria

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di Claudio Bragaglio – Leggo, come molti interessati ai libri, la polemica sulla bancarella dell’amico Gigi. Sì proprio quella un po’ nascosta e rintanata, con quei suoi vecchi libri, in piazza Vittoria. Quella che non dà alcun fastidio. Ordinata e discreta. Un simpatico ritrovo per uno scambio di idee tra lettori, anche un po’ ‘vintage’, o per un perditempo tra bibliomani e bibliofili. Un bell’angolo di cultura e d’amicizia, nulla più. Piccolo, ma tanto piccolo, della nostra Brescia.

Senza i riflettori pubblici per voti da contendersi. Senza associazioni commerciali che poi ti farebbero la guerra in Loggia. Senza il lustro della notorietà. Senza santi protettori in Paradiso. Tutti infilati, quindi, i migliori motivi per un distratto scrollar di spalle e per… lasciar perdere. O forse, proprio per questo, no. Con le prime 500 firme che tra poco raddoppieranno, e più. Virali, come in una rete, ma di passaparola. Leggo di motivazioni amministrative, nonché di contromosse sgarbiane , con minacce di carte bollate e d’avvocati. Rispetto la correttezza delle prime e m’interrogo perplesso sulle seconde.

Non tutto m’è chiarissimo. Confesso. Ma non m’importa. So solo che brandendo sacri e formali principi e scomodando, sul versante opposto, parrucche e toghe nere di tribunale, in casi come questi, anche quando ti va bene, tutti finiscon un gran male. Condividendo ciò che, tra gli altri, ha scritto un amico come il dott. Saulo Maffezzoni, m’associo anch’io al cortese invito rivolto al Sindaco Del Bono. All’Assessore d’una impegnativa ‘Rigenerazione urbana’ che dovrebbe passare con lo sfratto proprio da lì. Aggiungendo pure una sollecitazione agli Uffici preposti, che più volte hanno saputo risolvere con ragionevolezza una montagna di simili problemi. Compreso, per esempio, quello della signora Betta, dell’edicola di corsetto sant’Agata. Un invito a fare il possibile, e pure quel pizzico d’impossibile che si rende necessario, con ragionevolezza e disponibilità nei confronti anche delle piccole cause.

Anzi, a maggior ragione, proprio perché son piccole, ancor più significative. Anche per dire d’uno stile nel rapporto con singoli cittadini. Non mi sembra proprio il caso che il libraio Gigi Perini, come il mugnaio di Potsdam, debba gridare che ‘ci sarà pure un giudice a Berlino’. Quando tutti noi bresciani sappiamo che ci bastano, per risolvere positivamente problemi come questi, due fermate di Metrò ed i nostri buoni uffici di via Marconi.

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UN COMMENTO

  1. EGREGIO/GI..il commento del Dott.Bragaglio mi sembrerebbe buono e rispettoso,il fatto è che i politici usano tante parole e poi non attuare nulla,sempre poi incolpando o scaricando a colleghi o ex compagni di politica.
    Penso invece che quella bancarella così vecchia e ricca di cultura debba esser messa ben in vista,dato ke di cultura di questa città si sa poco…!!Saluti a tutti,…UNO QUALUNQUE

  2. Sono dispiaciuta sapere che verrà’ sfrattato il libraio. Io ho 71 anni sogni volta che posso vado a scegliere qualche libro specie quelli do un euro, visto la mia modesta disponibilità’. Spero che tutto resti cosi e un abbraccio a Gigiv

  3. Giù le mani da Luigi sfrattate tutte quelle locazioni commerciali assurde gestite da svariate e multicolorate etnie
    Il centro ai Bresciani

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