Raccolta differenziata, scatta l’ora X. Alle 18 il via nella zona gialla a est della città

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Il conto alla rovescia è finito. Alle 18 di oggi il nuovo corso della raccolta differenziata diventa realtà anche a Brescia, con la “zona gialla” – quella a Est della città – ad aprire le danze. Dodici assemblee, opuscoli informativi, una squadra di operatori pronti a bazzicare le vie di San Polo, Sanpolino, Buffalora, Bettole, Sant’Eufemia, Caionvico e Porta Venezia per rendere il più agevole possibile un cambiamento che, gradualmente, interesserà tutta la città.

Occhio all’orologio. Il primo bidoncino esposto sarà quello verde di vetro e alluminio (entro le 21). Ci sarà tempo fino alle 23 per quello blu della carta e quello giallo della plastica. La raccolta infatti, avviene in due fasi: dalle 21 all’una il vetro; dalle 23 alle 6 carta e plastica. I vecchi cassonetti sono ormai un lontano ricordo e sono stati rimossi lasciando spazio a quelli a calotta destinati alla raccolta di umido e indifferenziato mediante l’utilizzo della tessera.

Dopo la zona gialla (Est) sarà il turno di quella azzurra a giugno (Sud). A ottobre la zona verde (Ovest), a gennaio 2017 la zona viola (Nord). Chiusura nell’aprile del 2017 con la zona rossa, il centro storico.

Per quanto riguarda le temute multe ci sarà tempo per tutti per comprendere il meccanismo. Prima delle sanzioni, infatti, arriveranno dei richiami con adesivi ad hoc affissi ai bidoncini.

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UN COMMENTO

  1. Nel frattempo l’operazione OMB (società costruttrice anche dei nuovi cassonetti per la raccolta rifiuti, da poco tornata in mani private al 95%) decisa e voluta dalla Giunta Paroli significa ad oggi una perdita secca di 50 milioni di euro per le casse comunali. Festeggiamo anche questo…

  2. E’ un segno di civiltà tenersi i rifiuti in casa… Bravo, di questo passo ci terremo anche le fogne in casa, così festeggeremo meglio…

  3. Italia paese comunista ! Ti obbligano a tenerti i rifiuti in casa anziché consentirti di conferirli liberamente quando hai tempo ! Già non abbiamo tempo per niente adesso pure questa !!

  4. L’imposizione del sistema lascia intravvedere l’incapacità dei nostri amministratori e di A2A di gestire la raccolta rifiuti. Il fatto poi di obbligarti a differenziare in casa tua aumentando le tariffe rende ancora più fastidiosa tutta l’operazione. Per uno come me molto critico verso le multiutility, devo dire che qui c’è pane per i miei denti (avvelenati), come anche per Ciclo idrico che non fa altro che aumentare le tariffe dell’acqua ripeto aumentate in due anni del 6,5% sia nel 2014 che nel 2015 e sia nella componente fissa che in quella variabile (basta vedere le bollette!). Un aspetto positivo in A2A l’ho notato e quindi, visto che voglio essere obiettivo, va evidenziato: ultimamente c’è un incentivo a dematerializzare le bollette invitando i clienti che hanno la domiciliazione bancaria a farsi mandare le fatture on line attraverso uno sconto annuo che per le utenze domestiche vale Euro 6,00 per l’energia e Euro 5,40 per il gas domestico (non teleriscaldamento) e che si ripete ogni anno. Una buona cosa, almeno incentivante, per diminuire il consumo di carta, come da una direttiva europea. Perchè non pensarla anche per la raccolta rifiuti? Avrebbe reso meno amara la pillola da inghiottire…

  5. Aumento del 25% in bolletta…Servizio inadeguato e mediocre. Non so dove metterlo? Siii nel C…o del !?! Ma…Ci penso Iooo…bruciamo i rifiuti di altre città!?! Ci rendono il Triplo…!!!!

  6. Tutti le città civilizzate fanno la raccolta differenziata. Il problema non sono i rifiuti. Il problema sono i civili . Il recupero è talmente semplice che mi domando chi stia polemizzando abbia problemi mentali .

  7. Per quanto mi riguarda facevo già da anni la differenziata con dei contenitori per plastica, vetro, carta che una volta alla settimana circa svuotavo ai cassonetti. Ora ho solo sostituito i contenitori con i bidoncini ed invece di andare ai cassonetti mi fermo sotto casa. La tariffa è un po’ aumentata? Beh vengono fuori di casa a prenderti i rifiuti! Ricordo le polemiche che ci furono quando installarono i cassonetti perché bisognava fare qualche decina di metri a piedi e poi tutti che volevano il cassonetto comodo, ma nessuno lo voleva davanti a casa. IL problema, ha ragione Alex, non sono i rifiuti ma i civili!

  8. Ed ecco il sinistro semplificare un problema che è complesso perchè gestire i rifiuti di una città non è semplice. Il ragazzino pensa che si civilizzi la gente imponendo un sistema che fa in modo che i rifiuti te li tenga in casa invece che fuori. In più con un aumento consistente della tariffa. Perchè invece non dare la possibilità di scelta: il servizio e lo pago, oppure differenzio in casa e porto io all’isola ecologica la differenziata, quindi non pago il servizio. Non sarebbe più incentivante per differenziare, invece di imporre un sistema che per chi abita in condominio crea notevoli problemi?

  9. Ma chi vuole il servizio sotto casa? A me andavano bene i cassonetti. Inoltre io non ho spazio dove lasciare questi bidoncini: non ho balconi, non ho cantine e nel mio condominio non abbiamo giardino, quindi? Dobbiamo tenerceli in casa i bidoni?

  10. Io ragazzino ??? Ah ah ah magari ! Ho 35 anni e due figli !! Ma il tipo senza balconi e finestre Dove abita i in carcere ? Io non capisco perché siete sempre contro le novità ?!?! Vi ho già spiegato che c è un progetto ossia brescia deve diventare la città più tecnologia e ecologica prima d italiane poi d europa. ! Un progetto che nonostante il quoziente intellettivo di molti voi sta andando avanti. La metro , la raccolta differenziata e poi altre novità. Ma voi continuate a pensare al costo delle ,melanzane e al profugo di collio. Io intento lavoro per voi e vostri figli.

  11. Sostituire gli antichi cassonetti che garantivano la libertà di poter vuotare l’immondizia all’occorrenza o quando ogni persona lo riteneva piu’ opportuno, sono di fatto le splendide idee, che si stanmno estendendo in tutta Italia, di chi ama l’integrazione a tutti i costi. Oggi ci vogliono far integrare meglio anche con l’immondizia facendoci convivere con questa il piu’ possibile. Magari col tempo troveranno anche il modo di farcela mangiare? W lA LIBERTà DEI VECCHI CASSONETTI

  12. Come cervello e ragionamenti di sicuro. Infatti in nome di una presunta modernita’ giustifichi opere inutili e costose che hanno indebitato per decenni la citta’ senza risolvere nulla. Inoltre difendi a tutti i costi il porta a portta dei tuoi amici sinistri in nome di una modernita’ radicalchic non conoscendo la realta’ dei posti. Basta alzare il tuo nasino ed osservare che a brescia esistono anche condomini e palazzine senza balconi ma con le finestre. Impara a osservare e a leggere quello che scrivo prima di sparare a zero come uno studentello di oggi…

  13. Il cambiamento e la novità non sono leve automatiche che garantiscono risultati certi, un futuro migliore, economie evolute, realtà più tecnologiche, magari più posti di lavoro o città più smart e più cool giusto per usare gli abituali inglesisimi ad effetto. Come osserva qualcuno nei commenti, spesso è vero il contrario: in mome del cambiamento e della novità a precsindere, si giustificano scelte azzardate, infrastrutture sovradimensionate, diseconomie gestionali, utopie progettuali. Prima di decidere cosa fare e come farlo, bisognerebbe chiedersi perchè farlo, con quali reali benefici per la collettività, con quale dispendio effettivo e sostenibile di risorse. Manca molto spesso proprio l’analisi, quella che arriva sino ai minimi dettagli, quella che consente di anteporre la parola bene comune a qualunque altro obiettivo e prima di qualsiasi strategia. Se poi le decisioni sono di fatto assunte solo nel retrobottega della politica, dei vantaggi di consenso o, peggio, dell’affarismo clientelare, allora la discussione torna, come nel gioco dell’oca, al punto di partenza.

  14. Ah, dietro i nuovi cassonetti ci sarebbe nientemeno che un progetto che vuole Brescia nelle eccellenze tecnologiche ed ecologiche d’Europa. E se invece ci fosse l’alibi dilatorio per mantenere Brescia tra le città più inquinate d’Europa e la prima in Italia ? E se invece ci fosse A2A con il suo inceneritore da quasi un milione di tonnellate di rifiuti da bruciare obbligatoriamente ogni anno (per l’80% “esterni” a Brescia e provincia) ? E se ci fosse invece il “contentino” da 2 milioni di euro (costo dei nuovi cassonetti) assicurato da A2A al Gruppo Busi per aver acquistato OMB International, cioè la “palla al piede” del Comune di Brescia già costata 50 milioni di euro alle casse comunali ? Andreotti diceva che “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”…

  15. Il problema è che non ci si fida più di niente e di nessuno e si tende a vedere o si vuole vedere sempre la malafede in tutto. Qui non è questione della solita semplificazione (destri, sinistri, bianco, nero, immigrato, clandestino ecc..) ma cogliere quel buono e sano che dobbiamo augurarci tutti esista ancora. Perché altrimenti l’orizzonte è il ritorno alle caverne…….

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