Panama Papers, sette imprenditori e manager bresciani nel fascicolo

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Ci sono anche tracce bresciane nei Panama Papers, il fascicolo riservato digitalizzato composto da 11,5 milioni di documenti confidenziali creato dalla Mossack Fonseca, uno studio legale panamense che fornisce informazioni dettagliate su oltre 214.000 società offshore, includendo le identità degli azionisti e dei manager. I documenti mostrano come individui ricchi, compresi funzionari pubblici, nascondano i loro soldi dal controllo statale.

Sono 7 i nomi riconducibili alla nostra provincia pubblicati da L’Espresso: T.B., imprenditrice di Lumezzane, E.T., manager di Ghedi, F.C. e O.C., del settore arredo casa, M.L.G., imprenditrice nel settore delle macchine utensili, M.V.,moglie di un imprenditore veneto, e P.S.M., imprenditore nel settore petrolifero.

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  1. Della serie: immigrati del nord a Panama. Sarebbe bello conoscere l’orientamento politico di costoro e di cosa pensano degli immigrati senza portafoglio che ci rubano il lavoro, 35 euro…..

  2. Penso che a loro, come a tutti se potessero, non interesserebbe asolutamente niente di queste persone, come non interessano ai benpensanti che li vogliono qui ma alle spalle degli altri, non disposti naturalmente a rinunciarr ai loro diritti acquisiti per chi sta peggio…

  3. ma ci siamo resi conto che è in atto una lotta di classe? solo che invece di prendercela con quell’1 % della popolazione mondiale che detiene la metà della ricchezza del pianeta, o con l’altro 20% che detiene il 43% lasciando solo il 7% al resto della popolazione, facciamo la guerra dei poveri (dati diffusi poco prima del World Economic Forum a Davos in svizzera

  4. Non è vero. Io individuo i responsabili di questa invasione selvaggia e sono, guardacaso, non il popolino o chi è povero, ma i sinistri radicalchic che votano pd, il clero e tutta quella gente brava (si fa per dire) a parole ma che alla fine li vuole qui per sfruttarli e scaricarli su chi sta peggio. Quindi non faccio guerra tra poveri!

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