Discarica Castella, il Codisa dice ancora no e critica Gardauno

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Ancora un no alla discarica Castella. A pronunciarlo è il Codisa che risponde così al ricorso della società Castella Srl contro la bocciatura della discarica da parte della Regione. Il comitato di San Polo critica anche Gardauno (socia di Castella Srl) perché “ha totale partecipazione pubblica” ed è inconcepibile che “possa fare ricorso contro un diniego per incompatibilità ambientale che è stato supportato da provincia di Brescia, dai tre Comuni di Rezzato, Brescia e Castenedolo, da ARPA e ASL bresciane e dalle associazioni ambientaliste.

ECCO IL TESTO DEL COMUNICATO

La Società Castella S.r.l. (composta da RMB S.p.a. e GardaUno S.p.a.) il 5 aprile 2016 hanno presentato ricorso al TAR contro il diniego della Regione Lombardia alla realizzazione della discarica Castella, diniego decretato l’8 febbraio 2016.

Non concepiamo come una società pubblica come Gardauno, che ha totale partecipazione pubblica e che dovrebbe tutelare la salute dei cittadini, possa fare ricorso contro un diniego per incompatibilità ambientale che è stato supportato da provincia di Brescia, dai tre Comuni di Rezzato, Brescia e Castenedolo, da ARPA e ASL bresciane e dalle associazioni ambientaliste.

Non abbiamo bisogno di imprese pubbliche che ricercano solo il profitto, a discapito dell’ambiente. Dai dati Arpa risulta che il quantitativo di rifiuti prodotto/gestito dalle delle due società raggiunge poco meno del 25% del volume che sarebbe disponibile nella discarica. Non si capisce quindi la necessità di una discarica così grande. Forse per accogliere rifiuti certamente non provenienti dal nostro territorio?

Non abbiamo bisogno di criticità, ma di bonifiche, su un territorio che nei decenni passati è stato fortemente inquinato e martoriato.

Per questo il Co.Di.S.A. e LEGAMBIENTE si sono opposti al ricorso al TAR che la Società Castella S.r.l. . ha presentato. Questo atto è stato depositato il 5 aprile, l’udienza è stata fissata in tempi stretti, l’11 maggio 2016.

In un paese in cui è proverbiale la lentezza della giustizia, è stupefacente la celerità con cui è stata fissata l’udienza. Tempi che, notiamo, vengono riservati solo ai poteri forti.

Codisa (Comitato Difesa Salute ed Ambiente)

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  1. Come mi diceva un amministratore di uno dei tre Comuni coinvolti, “non ha alcun senso che Rezzato, Castenedolo e Brescia debbano spendere tempo, denaro (perché gli avvocati costano e sono soldi di noi cittadini anche quelli) ed energie per difendersi da altri comuni (quelli di Gardauno) che vogliono realizzare una gigantesca e mostruosa discarica sul territorio di un comune diverso dai loro, esportando così fuori dal loro territorio rifiuti, problemi, inquinamento, malattie, criticità ed intascando fior fiore di quattrini per farsi belli agli occhi dei propri cittadini”. Gardauno è composta dai seguenti enti : Calcinato 0,10%, Calvagese della Riviera 2,05%, Carpenedolo 1,00%, Desenzano del Garda 21,86%, Gardone Riviera 2,34%, Gargnano 2,83%, Leno 0,10%, Limone sul Garda 0,98%, Lonato del Garda 10,83%, Magasa 0,20%, Manerba del Garda 3,03%, Manerbio 0,10%, Moniga del Garda 1,56%, Muscoline 0,10%, Padenghe sul Garda 3,12%, Polpenazze del Garda 1,76%, Pozzolengo 2,64%, Puegnago del Garda 2,34%, Roè Volciano 3,81%, Salò 9,37%, San Felice del Benaco 2,64%, Sirmione 5,75%, Soiano del lago 1,27%, Tignale 1,17%, Toscolano Maderno 3,00%, Tremosine 1,85%, Valvestino 0,20%, Verolanuova 0,10%, Comunità montana, 1,00% e Provincia di Brescia, 9,76% + Azioni Proprie 3,14%. Mi piacerebbe sapere cosa ha detto la Provincia, che è socia al 9,76%, nelle famigerate “stanze dei bottoni”

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