Porte Franche, clamoroso a Erbusco: al referendum vincono i no

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Nonostante un fronte ampio deI sostenitori, al referendum di domenica ha vinto il no all’allargamento delle Porte Franche (le cosiddette Porte Franche 2). I votanti sono stati 2998 (il 45 per cento, quorum di validità raggiunto) e il 53,94 per cento di questi (1.616) si è espresso per il no, mentre il sì si è fermato al 45,96 per cento (239 voti in meno).

“Oggi è stata una grande giornata di partecipazione, in cui la cittadinanza è stata chiamata a prendere parte ad un processo decisionale comune relativo al governo del territorio. Sarebbe stato bello conoscere anche l’opinione del restante 54,34%, per rendere ancora più condivisa e partecipata la scelta”, si legge sulla pagina Facebook del Comune di Erbusco, “Come affermato nelle scorse settimane, il progetto di ampliamento delle Porte Franche NON sarà inserito nella variante al PGT”.

Contro l’ampliamento delle Porte Franche – secondo quanto riportato dal sito di Rovato –  si era espressa anche la politica rovatese, con una mozione – caso unico – votata all’unanimità dalle forze politiche di maggioranza e opposizione.

-Totale votanti: 2998 (45,66% degli aventi diritto): la consultazione è VALIDA.
-Totale sì: 1377 (45,96% dei votanti)
-Totale no: 1616 (53,94% dei votanti)
-Nulle o non valide: 3 (0,1% dei votanti).

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UN COMMENTO

  1. Perché clamoroso. Alcune volte, pur di fronte al ricatto morale dello “sviluppo” e della creazione di nuovi posti di lavoro (precarissimi e a discapito di altri posti di lavoro), vince la ragionevolezza. Questa corsa cannibalesca alla sopravvivenza dei centri commerciali basata solo sul “chi ce l’ha più grosso” è destinata a lasciarci solo scheletri elefantiaci di rovine. Speriamo che questo sia solo il primo passo.

  2. Chi ha votato no è un incosciente, ma vi rendete conto di quanti posti di lavoro ci sarebbero stati ? Qualcuno deve portare avanti il progetto a tutti i costi !!!!!!!

  3. ma smettiamola con questa favola dei posti di lavoro ! per uno assunto cento sono lasciati a casa suvvia non ci crede piu’ nessuno

  4. Chi ha votato NO ha ragionato, e molto seriamente, sul futuro della Franciacorta che non può essere una distesa di centri commerciali intervallati da qualche vigneto.

  5. Un’ azienda deve comunque aprire per…i posti di lavoro (quanti, quali, di dove, con quale contratto ?) e un’altra, che magari inquina, non garantisce sicurezza, evade le tasse, non deve comunque chiudere…sempre per i posti di lavoro. Ed infatti, quattro giovani su dieci non ha un posto di lavoro, la disoccupazione totale è tornata a crescre esaurito il bonus fiscale del Jobs Act, il PIL è fermo al dato del 1999, i consumi sono inchiodati e la capacità di reddito media degli italiani è colata a picco. Allora, smettiamola con gli specchietti per le allodole che fannno solo gli interessi di pochi speculatori senza regole e senza confini.

  6. Per la serie: “Facciamoci del male”
    bene , la “decrescita felice” risolverà tutti i nostri problemi ….basta crederci e attendere , la storia farà il suo corso!!
    salutoni

  7. il tipo dice che il futuro non può essere una distesa di centri commerciali , vero , però nemmeno una distesa di vigneti che già sono esponenziali al grande problema dei fitofarmaci e diserbanti vari ,chi vive nei pressi dei vigneti rischia grosso e tutti lo sappiamo!!Beviamoci su ,un buon vino Franciacorta ai fosfati e solfati fa sempre bene!!

  8. Fra cemento commerciale in una guerra senza quartiere per spartisrsi una torta sempre più piccola e solfiti dei vigneti io scelgo i secondi. Cin cin…

  9. Sai quanti contadini in sudamerica hanno IL LAVORO perchè coltivano PAPAVERI per produrre eroina o cocaina? E le fabbriche di armi quanti posti di lavoro anche quelle !!! Perchè per il POSTO DI LAVORO non difendi anche quelli?

  10. Chi ha votato no non venga poi a protestare se non hanno lavoro o per la crisi. Poi assurdo che abbiano fatto un referendum.
    Dovevano costruirlo e basta.

  11. E smettiamola di dire che i centri commerciali creano posti di lavoro… non sono fabbriche. Ogni “nuovo posto di lavoro” significa che qualcun’altro nel raggio di 15km resta a casa.

  12. contro Erbusco si sono schierati i paesi limitrofi compreso Rovato che stà ultimando un nuovo centro da 6000 mq !!! appena ultimati i centri commerciali che ospitano Burger King , Roadhouse , ecc… A chi hanno chiesto??? la cittadinanza è stata chiamata ad esprimere il parere? dove sono gli ambientalisti e tutto il fronte del NO ???

  13. Ma scusate… alle porte franche ci sono diverse aree vuote, non assegnate, negozi che hanno chiuso… cominciassero a riempire quelle prima di costruire altri spazi!
    E poi, esistono stabili vuoti, sfitti, da ristrutturare in tutta la provincia… perchè costruirne di nuovi?
    Oggi le persone apprezzano strutture riqualificate, cariche dei storia, ricordi, ma anche di novità per la loro nuova funzione. E’ un fenomeno mondiale… dagli ex-magazzini di Barcellona ai quartieri di Berlino, a ex-magazzini di Brescia, luogo di ritrovo, aperitivi, nuova vita…

  14. Qualsiasi persona dotata di buon senso o di un minimo di capacità di analisi si chiederebbe a quale quantificazione reale della domanda risponderebbe l’offerta del il nuovo centro commerciale. E poi si chiederebbe quanto la speculazione edilizia e gli “affari sommersi” della grande distribuzione abbiano devastato luoghi e dannneggiato piccole realtà commerciali ed artigianali senza recare benefici nè all’occupazione nè al PIL, che è fermo quantitativamnete al valori 1999. E poi, alla fine. chi deve dare le autorizzazioni pubbliche non avrebbe nemmeno bisogni di dare la parola ai cittadini per dire un no secco a chi bussa alla porta del Comune. Se poi vogliamo guardare, nello specifico, a come vada il business complessivo del Sig. Moretti in quel comparto, beh allora dite voi la vostra…

  15. un esame anche del nuovo mega iper centro ikea che molto probabilmente lascera’ il centro “le rondinelle” prossimamente purtroppo per chi ci lavora in forte crisi ovviamente

  16. sarebbe auspicabile il recupero di capannoni dismessi e di aree industriali chiuse da tempo prima di rubare aree all’agricoltura. Poi parlano di lanciare i prodotti bio l’agricoltura bio e soprattutto il vino bio….

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