Balotta all’attacco: il ponte di Christo costerà ai cittadini almeno tre milioni di euro

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Ottimismo preoccupante – secondo Legambiente – quello che le istituzioni ostentano nell’organizzazione del Ponte di Christo. Molte infatti le criticità e gli aspetti ancora indefiniti di un evento epocale calato in un territorio delicato come il Sebino.

L’artista bulgaro – attacca Dario Balotta – “ha sempre dichiarato di volere sostenere i costi della costruzione (15 milioni di euro). Tuttavia non si può pensare che l’evento avrà solo effetti positivi e nessun costo per i cittadini: una prima stima delle spese sostenute dagli enti pubblici ammontano (ad oggi) a 2,87 milioni di euro. Si va dai 700.000 euro per il potenziamento delle corse ferroviarie (con curiosa soppressione delle corse sulla linea turistica Rovato-Iseo) ai 535.000 euro per strutture e personale sanitario straordinari, fino ai ben 400.000 euro spesi per il sito Iseo Lake”.

La stima è ancora parziale. Un costo notevole – secondo l’esponente ambientalista – sarà rappresentato dallo smaltimento dei rifiuti prodotti (700.000 i visitatori che potranno salire sulla passerella, ai quali si aggiungeranno le decine di migliaia di persone che affolleranno l’area sebina per godere dell’evento da lontano). E quindi “non è difficile immaginare che, a conti fatti, i costi pubblici potranno toccare i 4 milioni di euro”.

“Poiché il Ponte di Christo rientra tra i primi 10 eventi di fama mondiale”, chiarisce Balotta, “la mancanza di un studio ben definito tra benefici e costi (dei quali si apprende solo giorno dopo giorno a spizzichi e bocconi) non possono che generare forte preoccupazione circa la modalità di organizzazione della logistica. Altrettanto preoccupante è che, a fronte di una capacità di portata della passerella pari a 11.000 persone, non siano state disposte misure antiterrorismo (metal detector e altri sistemi di prevenzione e controllo)”.

Secondo uno studio commissionato da Legambiente, “per i residenti dell’area l’effetto negativo dell’opera può essere stimato in 8 milioni di euro. Secondo il professor Renato Pugno, esperto in Economia,professore emerito del Politecnico di Milano assumendo che la popolazione interessata sia di circa 30.000 abitanti, se ciascuno perdesse 15 minuti al giorno negli spostamenti (sono stati ipotizzati due viaggi al giorno) il numero di ore perse a causa della congestione sarà di 405.000. A un valore di 20 euro l’ora il “danno” raggiungerebbe gli 8 milioni di euro”.

“E’ infine difficile pensare – attacca Balotta – che un’opera destinata a essere velocemente smantellata abbia ricadute stabili e temporanee sul territorio. Certamente una vera valorizzazione del territorio a scopi non può avvenire senza quegli interventi di bonifica e di tutela ambientale che per molti aspetti l’area lacustre richiede. Solo così la visibilità generata dal Ponte di Christo potrà avere effetti permanenti sul turismo”.

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UN COMMENTO

  1. chiedete ai montisolani, a quelli di sulzano , di pilzone , di sale marasino se sono contenti…e poi ne parliamo. già adesso la strada litoranea sebina che attraversa sulzano è un caos , per non parlare dei motociclisti che per forza anche se c’è coda , loro devono superare ugualmente, a destra e a sinistra, mettici anche i ciclisti che fanno lo stesso ! razza di cafoni senza rispetto

  2. Se la percorrenza richiede qualche ora (arrivi, fai la coda, cammini, ti fermi a fare i selfie, saluti gli amici, bevi qualcosa, torni….) ci scapperà un bisognino, o no? E allora la “produzione” dove finirà?

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