Brescia inverte la rotta: gli occupati tornano a crescere. Ma i giovani restano a casa

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    L’occupazione torna a crescere. Ed è la prima volta dal 2007. E’ questo, forse, il dato più eclatante tra quelli diffusi nelle scorse dal centro studi di Aib, che ha fatto sintesi di una ricerca realizzata su un campione di 235 imprese iscritte che complessivamente danno lavoro a 27mila persone.

    La crescita, come si legge nei dati, è modesta (più 1,9 per cento, che si abbina al calo dei disoccupati passati dal 9,1 per cento del 2014 all’8,7 del 2015) e si è ben lontani dal raggiungere i livelli pre-crisi, ma l’inversione di tendenza c’è stata. E a determinarla, secondo gli industriali, sono stati più gli sgravi (87%) che i nuovi contratti (55%).

    Incoraggiante è anche il fatto che siano in forte crescita i contratti a tempo indeterminato (più 47 per cento). Così come dati positivi arrivano dalla Cassa Integrazione Guadagni, che si è ridotta del 22 per cento (le ore autorizzate sono state 34,9 milioni contro le 45,2 del 2014) con l’ordinaria che è scesa del 18 per cento, la straordinaria che è calata del 7 e quella in deroga scesa del 74 per cento.

    Ma non tutto è positivo, perché tra le cifre spicca anche come la disoccupazione giovanile nella fascia 15-24 anni sia in drammatica crescita: dall’8,9 per cento del 2007 al 35,9 per cento di oggi, quasi quattro volte tanto.  

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    1. Onestamente penso sia meglio trovino lavoro gli over 45 che mantengono famiglia piuttosto che i giovani. Certo. L’ideale sarebbe disoccupazione 0 ma se ho 1 posto di lavoro meglio a un padre di famiglia che a un ragazzino che ha più futuro (e che di solito è mantenuto dal padre di famiglia di cui sopra

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