Loggia, trattativa difficile sul contratto integrativo dei 1.600 dipendenti

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“Siamo ronti al dialogo ma servono risposte concrete sui tanti problemi che affliggono l’Amministrazione”, a dirlo è – con una nota – la Cgil che invoca un cambio di passo della Loggia nella trattativa per il contratto integrativo dei dipendenti. L’accordo tra Comune e le rappresentanze dei 1.600 dipendenti non pare comunque facile. Tra i settori più caldi: anagrafe, scuole, servizi sociali e Polizia locale, che sarebbe anche pronta allo sciopero.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

Come ogni anno la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo con il Comune di Brescia si rivela una corsa ad ostacoli.

Ci sono vincoli nazionali, dai continui tagli e limitazioni a cui il governo centrale da anni costringe i comuni all’assenza di rinnovo di un contratto nazionale da oltre sei anni, ma ci sono anche questioni strettamente locali. Tra questi ultimi il problema più grande è sicuramente la riduzione del personale. Negli ultimi due anni ci sono stati circa 200 pensionamenti su un totale di circa 1600 dipendenti. Erano pensionamenti annunciati e previsti ma, invano, abbiamo chiesto al Comune di agire per sanare le prevedibili conseguenze. Il Comune non lo ha fatto, limitandosi ad attingere poche persone dai famosi esuberi dovuti alla riduzione dell’Amministrazione provinciale, peraltrO attraverso una sorta di concorso offensivo per i lavoratori dell’amministrazione provinciale stessa e non utile rispetto alle proprie esigenze. Il risultato è che sono state presi solo 12 lavoratori, distribuiti nei vari settori senza alcun accordo aziendale.

È vero che c’è un blocco derivante dall’incapacità di Regione Lombardia di chiudere la vicenda esuberi delle Province (la Lombardia è l’unica Regione nel Nord Italia ad avere ancora persone sul portale nazionale dei trasferimenti) ma ci sono state anche possibilità non colte (61 persone, come da piano triennale dell’occupazione) dal Comune di Brescia, con conseguenti gravi responsabilità rispetto alle condizioni di lavoro e di servizio.

Avevamo chiesto di discutere le aree di maggiore crisi per verificare eventuali azioni possibili di miglioramento ma il Comune ci ha informato a posteriori o siamo venuti a conoscenza di esternalizzazioni o di mobilità senza aver condiviso criteri o modalità. Non solo, avere addirittura informazioni su dati e numeri – necessari per svolgere al meglio il nostro ruolo di rappresentanza – nel Comune di Brescia è esperienza fin troppo faticosa.

Per meglio definire lo stato di disagio proviamo ad elencare alcune delle priorità che, oltretutto, maggiormente coinvolgono la cittadinanza.

*Anagrafe*: aumento dei servizi offerti ai cittadini( divorzio breve, nuova carta d’identità, unioni civili, jus soli e cittadinanza) ma riduzione del personale presente dovuta ai pensionamenti non sostituiti,carichi di lavoro e di stress per cercare di tenere gli sportelli aperti e non arrecare disagi ai cittadini ;

*Scuole materne e nidi*: rimane stabile la situazione di sofferenza nelle scuole dell’infanzia dovuta a:

– continuo aumento di richieste aggiuntive di mansioni alle insegnanti e parallelamente continua diminuzione di risorse professionali: insegnanti supplenti, riduzione ore di compresenza, funzionarie di circolo e ad oggi stand-by della figura dirigenziale

– mancato ripristino dei tagli operati in precedenza nelle risorse economiche complessive del settore;

*Servizi sociali*: Mancato trasferimento di personale Amministrativo dalla Sede al territorio. Inadeguata formazione del personale amministrativo dei Centri sociali inquadrato in cat. B rispetto

all’apprendimento dell’utilizzo dei necessari programmi informatici per il corretto avvio di ogni procedimento amministrativo. Adeguamento del riconoscimento economico per il personale che svolge mansioni superiori rispetto al proprio profilo professionale. Ridefinizione del contingente tecnico (assistenti sociali) in rapporto ai pensionamenti e agli aumentati carichi di lavoro. Monitoraggio e valutazione del processo di riqualificazione del personale ex SAD dopo l’appalto alla Cooperativa

*Biblioteche*: il servizio viene oggi garantito dalla presenza di volontari e personale del servizio civile. Dopo numerose richieste dell’esecutivo RSU siamo stati convocati. Speriamo di poter essere ascoltati.

*Polizia Locale*: la proposta riorganizzativa dell’amministrazione sta provocando forti disagi ai dipendenti che dopo due assemblee molto partecipate ci hanno dato mandato per chiedere al Prefetto di avviare le procedure per poter indire lo stato di agitazione ed eventualmente programmare uno sciopero.

Noi rimaniamo disponibili al confronto e al dialogo ma ci aspettiamo qualche risposta concreta che possa ridare dignità al difficile lavoro che quotidianamente i dipendenti del comune svolgono al servizio dei cittadini.

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UN COMMENTO

  1. La giunta del bono sara ‘ ricordata per i disastri organizzativi,la gestione disastrosa del personale che ha determinato solo umiliazioni e un clima organizzativo totalmente negativo. Svariate riorganizzazioni improvvisate,avvicen damento di direttori generali e tanto altro hanno compromesso l’organizzazione!il tutto condito da superficialità, clientelismo,assenza di professionalità. Che delusione!

  2. La gestione del personale è uno dei capitoli più bui di questa amministrazione! Che vergogna!c’è addirittura un dirigente che non ha nemmeno la laurea, assunto in spregio alla legge senza che sindacati e opposizioni dicessero nulla! Per non parlare di altri dirigenti assoldati solo per la fedeltà. ..non certo per meriti e capacità! Senza un cambio di etica nella gestione della cosa pubblica ci possono essere solo disastri!zero meritocrazia!che vergogna! Emilio ha cambiato l’aria del comune…. in peggio!!!

  3. La situazione deve essere drammatica veramente al Comune di Brescia se addirittura la Cgil fino ad oggi prona ed adulante nei confronti di sindaco Emilio osa criticare La Loggia! il Comune di Brescia deve recuperare la decenza a partire dalla gestione del personale e probabilmente anche il senso della legalità visto il clientelismo imperante! ormai conta solo la tessera e l’amicizia di sindaco e assessori: basti vedere le nomine ad personam dei dirigenti per capire l’andazzo!

  4. Ma gli impiegati che erano nelle cinque circoscrizioni, quando le hanno chiuse, che fine hanno fatto? In alcune notavo che erano in quattro o cinque, oggi mi sembrano due. Gli altri dove sono stati ricollocati? Poi vorrei capire il rapporto fra impiegati e dirigenti. Ad occhio, non ho guardato i dati, mi sembra che siano parecchi i dirigenti, istruttori direttivi, rispetto agli impiegati semplici.

  5. Ingenui. Regione Lombardia non ha nessun interesse a risolvere il nodo personale delle Province. Rolfi & Co vogliono solo dimostrare che la riforma fa acqua e se ne fregano se Brescia è sotto di 30 agenti. Del Bono non ha alcun interesse a potenziare l'organico della Locale perché deve stare prono al ministero e al PD. Il cittadino bresciano si tiene una città da far west

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