Rovato, arrivano i cartelli con divieto di burqa in scuole e uffici

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I divieto di coprirsi il volto (anche con il burqa) nei luoghi pubblici
I divieto di coprirsi il volto (anche con il burqa) nei luoghi pubblici

Le polemiche, ancora una volta, non mancheranno. L’amministrazione comunale di Rovato guidata da Tiziano Belotti, infatti, ha fatto affiggere in tutti gli edifici pubblici di sua competenza un cartello di divieto d’accesso con il volto coperto, come previsto dall’Art. 5 della Legge 22 maggio 1975, n. 152: “E’ vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo”. Una iniziativa fortemente voluta dal Carroccio.

“Nulla di nuovo quindi. – si legge sul sito della sezione Locale della Lega – Si tratta solo di ribadire molto chiaramente quello che stabilisce una legge nazionale. Riteniamo che per prima cosa si debba garantire la massima sicurezza nei luoghi pubblici e pensiamo che questa “vecchia” legge sia ancora uno strumento molto efficace. Negli edifici della Regione Lombardia questo divieto è stato ribadito con cartelli simili ai nostri già all’inizio del 2016. Noi dobbiamo tutelare i nostri cittadini. Prima viene la sicurezza della collettività. È inammissibile, ad esempio, che una mamma islamica con il volto totalmente coperto dal burqa entri in una scuola pubblica per riprendere il figlio, magari pensando che gli insegnanti la riconoscano. A Rovato questo è già accaduto – conclude la Lega – e noi non lo tollereremo più”.

LA REAZIONE DEL PD 

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  1. Bravissimo Sindaco. E’ quello che dovrebbero fare tutti i Sindaci in tutta Italia e anche in Europa, se davvero fossero importanti i diritti umani dei propri cittadini e non solo all’interno degli edifici pubblici, ma questo divieto dovrebbe essere esteso anche alle strade ed ai giardini, dopo che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nel 2014 in una sentenza verso la Francia li ha definiti lesivi dei diritti e delle libertà altrui, le nostre, e una lesione dei valori minimi di uno Stato Democratico. Ma di tutelare i valori minimi della democrazia sia in Italia che in Europa non c’è molto interesse, altrimenti una bella direttiva europea che vieti i Burqa e Niqab l’Europa l’avrebbe già dovuta fare valida per tutta l’area Schengen dato che lasciarli ancora liberi di circolare anche per le strade ormai è chiaro rappresentino una discriminazione verso le nazioni democratiche. Auguri Sindaco, speriamo che le varie associazioni che tutelano gli immigrati non le si scaglino contro come hanno già fatto in passato con varie denunce. Ma da far valere questa volta c’è questa sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 2014 che dimostra palesemente che sia nei luoghi pubblici che per strada dissimulare il volto è una lesione dei nostri diritti umani e della nostra democrazia.

  2. Se anche questa volta interverranno per annullare questi divieti, si dovrebbe far valere anche la legge 286/98 IL CUI ART. 43 COMMA 3 vieta le discriminazioni nei confronti dei cittadini italiani. E i burqa e niqab ledendo i nostri diritti e libertà e valori minimi di uno stato democratico dovrebbero rientrare a pieno titolo tra i divieti di questa legge sulle discriminazioni verso i cittadini italiani ed essere vietati sia nei luoghi pubblici ma anche nei giardini, per le strade e come si vede nelle foto su internet anche nei mercati di Rovato cosi\’ come in tutta Italia.

  3. Ma quant burqa hanno quelli di Rovato. Sono proprio incivili. Io non ne ho mai visto nemmeno uno a Brescia. L’unico da quelle parte é quello che portava quella italiana svitata con il padre leghista.

  4. Anche questa italianissima convertita all’ISLAM che circolava per le strade in Niqab, quali decisioni hanno poreso i giudici nei suoi confronti? La lasciano circolare ancora in Niqab per le strade consentendole di discriminare tutti quelli che incontra?I giornali hanno dimenticato di dare questa notizia!

  5. Forse questo signore non frequenta quartieri quali san faustino, carmine, zona via trento, zona via veneto e quindi di donne col volto coperto non ne vede mai ! Forse questo signore abita in panoramica o in viale venezia e si sa che di extracomunitari lì non si possono permettere affitti prestigiosi – oppure il signore INCIVILI è solo il solito CUCUUUUUUU

  6. Sono sempre per strada e di burqa o similia non ne ho mai visto. Il problema del burqa non è affatto la sicurezza, ma la violenza sulla donna che é costretta a portarlo.

  7. La Merkel sta perdendo voti a causa dell’immigrazione e a Monaco leggendo in internet di burqa ce ne sono in gran quantità, come a Londra e in altri Paesi europei. Se Italia ed Europa per privilegiare l’ISLAM non rispettano i valori minimi di uno stato democratico che la dissimulazione del volto con burqa e niqab, che paesi democratici siamo??? L’Europa si considera già islamica forse?? Se queste donne vogliono indossare burqa e niqab se lo mettano in casa e se lo tolgano quando escono di casa: Se lo mettano all’interno della loro moschea e se lo tolgano quando escono. In questi due luoghi sono libere di metterselo quanto vogliono, ma per strada, nei giardini, nei mercati e in qualsiasi altro luogo pubblico ci discriminano e ledono i nostri diritti

  8. Infatti nella legge italiana hanno vietato l’obbligo di circolare in modo irriconoscibile, senza giustificato motivo,. Probabilmente proprio per lasciare la libertà di potersi riparare dal freddo con una sciarpa oppure di indossare una mascherina medica. Chiaramente questi sono mezzi che possono indossare tutti quanti islamici e non. Ritenere invece burqa e niqab giustificato motivo per coprirsi il volto, perchè non si indossano per non farsi riconoscere ma sono attuazione di una tradizione di determinate culture, non solo è inaccettabile ma è discriminatorio, perchè significa generare per questa cultura un privilegio dii sesso (perchè lo usano solo le donne e non tutti, ammesso che sia un privilegio perchè è di fatto una prigione) razza e religione. Senza considerare che la Corte Europea dei diritti dell’Uomo lo ha definito nel 2014 una lesione dei nostri diritti e libertà e una lesione dei valori minimi di uno stato democratico. Quindi sarebbe da vietare subito in tutta Italia, in tutta Europa e non solo all’interno degli edifici pubblici ma anche per strada, nei giardini dato che rappresentano una discriminazione nei nostri confronti.

  9. Finalmente qualcosa di concreto, che vadano via dal nostro paese questi cammelli mascherati imburchinati, che vadano al loro paese e che si creino anche un sistema numerico loro ! Ignorantoni africani

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