Stefana, bando a vuoto. Sel: preoccupazione e vicinanza alle famiglie

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Con una nota la Federazione provinciale SEL-Sinistra Italiana di Brescia, sottolinea di aver accolto con grande preoccupazione la notizia dell’esito nullo del bando per la cessione del sito di via Bologna della Stefana s.p.a. di Nave.

“Rinnoviamo la nostra vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie – si legge nel comunicato firmato da Simone Zuin – non possiamo accettare che due anni di lotte e sacrifici si concludano con la procedura di mobilità e con lettere di licenziamento. Auspichiamo che nei prossimi giorni gli industriali bresciani, e non, decidano di investire in questa realtà economica, con grandi potenzialità, e non facciano definitivamente fallire un’azienda storica come la Stefana. E’ importante che tutte le Istituzioni si facciano carico della situazione, dando risposte concrete e accettando la richiesta di rinnovo della cassa integrazione guadagni straordinaria, che i lavoratori e la Fiom di Brescia hanno presentato al Ministero del lavoro”.

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  1. Monari, il tuo appello alla saggezza e a prendersi responsabilità è caduto nel vuoto, come sempre quando persone come te, incoerenti fino al midollo, parlano. Ed infatti, visto che non sei capace nemmeno di risolvere e di intervenire nei problemi che creano i tuoi amati pargoli sacerdoti, hai la presunzione di parlare in casa degli altri. Ma, come sempre, tutto per fare odience, che tanto ormai nemmeno quella fa notizia e l’autorevolezza di un vescovo, causa le tue omissioni e gli interventi radicalchic, è andata sotto i tacchi. Complimenti…

  2. Ma che ci stanno a fare preti e gerarchie ecclesiastiche? A succhiare risorse a noi povera gente, per dire scemenze di circostanza trite e ritrite. Mantenuti dallo stato italiano. E abolire tutti i mille, e cioè 8 per mille alle religioni e allo stato, 5 per mille alle onlus e enti di ricerca, 2 per mille ai partiti. Sapete che il contribuente, dalla somma di questi balzelli, risparmierebbe 1,5% delle proprie tasse? Poi chi vuole dare dà senza l’aiuto e l’obbligo del fisco. Il problema sarebbe che dovrebbero chiudere una miriade di boteghe de saatì, chiesa cattolica in primis, che vivono alle spalle della collettività. Ma nessuna forza politica ha l’onestà intellettuale di farlo. Troppo potere evidentemente…. E intanto chi perde il lavoro si arrangia, e loro vivono alle nostre spalle nel loro bel mondo dorato. Cosa volete che capiscano quindi?

  3. Adesso che gli imprenditori sono spariti, anche a causa delle vostre sbagliate rivendicazioni tese soltanto a spremere l’imprenditoria e a dare privilegi a categorie di lavoratori, ci ritroviamo le aziende che chiudono, nessuno che vuole più investire in italia perchè troppo alti i costi del lavoro, i lavoratori licenziati e senza più speranze in quanto il lavoro non c’è per nessuno, e i sindacati che adesso elemosinano con gli imprenditori, pregandoli di investire. Questo è quello che avete seminato negli anni passati, invece di tutelare il lavoro, anche in prospettiva futura. No, tutto subito, in pensione a 50 anni, 35 anni di contributi e non se ne parla di lavorare un mese in più (mentre oggi ciao…. si arriva a più di 40 anni e zitti), pensioni al retributivo (mentre le generazioni presenti e future subiranno le conseguenze di queste scriteriate politiche), e via col lavoro precario a tutte le età. Tanto ormai voi avete puntato sulla nuova utenza: stranieri senza tutele, senza pretese, che fanno la tessera perchè vogliono la cittadinanza e farsi mantenere da pantalone, e voi vi garantite la sopravvivenza… Altro che tutela dei lavoratori…

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