Finta vendita delle scuole, Bozzoni: la mia condanna frutto di una sentenza politica

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“Una sentenza politica? Verrò assolto”. Con queste parole il sindaco di Pontevico Roberto Bozzoni ha commentato – con una nota ufficiale che riportiamo di seguito – la sentenza che qualche giorno fa l’ha condannato in primo grado a un anno e due mesi di carcere per aver finto, nel 2010, la vendita degli istituti scolastici comunali al fine di aggirare i vincoli del patto di stabilità, incassando e restituendo 400mila euro. Condannati anche un consulente e due imprenditori, mentre sono stati assolti un’altra dipendente e il sindaco di Bagnolo Mella Cristina Almici, che è revisore dei conti di Pontevico. Bozzoni ha annunciato ricorso e si è detto certo del fatto che sarà assolto entro la fine del mandato, ma nel frattempo cresce il numero di coloro che chiedono le sue dimissioni.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO

UNA SENTENZA POLITICA?

Il riferimento alla sentenza di primo grado che mi riguarda direttamente voglio ribadire con forza la mia innocenza!!!

Nel dibattimento in cui sono coinvolto non è mersa una sola prova di colpevolezza a mio carico.

Sono a dir poco amareggiato per una sentenza di condanna assurda.

Ho già incaricato il mio legale di presentare il ricorso in appello al fine di ottenere finalmente giustizia.

Ricordo a tutti coloro che si sono affrettati a chiedere le mie dimissioni che in Italia una persona è innocente fino al terzo grado di giudizio. Cosa diranno e faranno costoro quando verrò assolto?

Come si può esultare per la condanna di un sindaco innocente, anche se non rappresenta la propria area politica?

Quello che oggi è capitato a me, domani potrebbe accadere a qualsiasi cittadino onesto e per bene.

Ho sempre lavorato per l’esclusivo interesse del mio Comune e continuerò a farlo con la dedizione e l’onestà che ho sempre dimostrato, in 42 anni, in tutti gli ambiti della vita sociale.

Se tornassi indietro, rifarei esattamente tutte le scelte che ho fatto, anche in merito a revoche di assessori e alle decisioni che hanno portato al ricambio generazionale della quasi totalità della vecchia classe politica pontevichese.

Ho sempre affrontato i problemi con forza e determinazione e continuerò a farlo: sono stato condannato mentre rivesto la carica di Sindaco e verrò assolto da Sindaco in carica.

Con stima e affetto per tutti i Pontevichesi,

il Sindaco

Dott. Roberto Bozzoni   

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  1. Un paio di domande al Sindaco di Pontevico: davvero lei non sapeva che un imprenditore avrebbe versato 400 mila euro sul conto corrente del Comune? Davvero non sapeva che la finalità dell’operazione era quella di eludere il Patto di stabilità? Forse avrà ragione nel sostenere che non ci sono prove e che la legge, forse, non può condannarla. Ma come la mettiamo con l’etica e la giustizia?

  2. Questa,a nche nel caso di Bozzoni, del ricambio generazionale come toccasana universale o come croce al merito da appuntarsi “a prescindere” sulla giacca di amministratore pubblico, comincia a preoccupare. Quasi che l’età anagrafica avanzata sia automaticamente un vincolo o un limite al buon operare al servizio di una comunità o per il bene comune. E’ un effetto perverso del dogma renziano della cosiddetta rottamazione, che viene da chi, nessuno lo ricorda, guida le sorti del Paese senza essere transitato con una sua coalizione o con un suo programma di governo attraverso il consenso dei cittadini elettori, ma solo graaie alla bendizione di un ultranovantenne, cioè Giorgio napolitano. Che tristezza.

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