Il rettore Pecorelli dà il suo addio alla città

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Difficile credere che andrà subito in pensione. Più probabile pensare che accolga l’invito fatto pubblicamente dal governatore Roberto Maroni di collaborare (a titolo gratuito come impone la legge) in Regione sui temi della sanità e non solo. In ogni caso dal 1 novembre il rettore uscente dell’Università degli Studi di Brescia Sergio Pecorelli sarà un uomo "libero", terminato il mandato settennale come magnifico rettore dell’ateneo. 

La cerimonia di commiato si è svolta al Teatro Grande con venti giorni di anticipo sulla data di uscita alla presenza di tutti i rappresentanti delle istituzioni che gli hanno tributato onori e ringraziamenti. A sua volta Pecorelli ha sottolineato di aver lavorato sempre nell’interesse delle istituzioni all’interno di un discorso durato un’ora e mezza in cui ha percorso i risultati ottenuti in questi sette anni, i progetti avviati e i successi ottenuti. Nessun cenno, e avrebbe stupito il contrario, sulle vicende meno "magnifiche" che hanno interessato il rettore e l’ateneo nell’ultimo anno del suo mandato (la Guardia di Finanza negli uffici ad indagara su un presunto abuso di ufficio e la sospensione da presidente dell’Aifa per presunto conflitto di interessi).

Il testimone è passato ora idealmente nelle mani di Maurizio Tira che ha già iniziato a lavorare in questi giorni nella sua nuova veste sebbene l’investitura ufficiale sarà appunto quella del 1 novembre. 

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  1. Dal primo novembre Pecorelli sarà un uomo libero. Sì, però aspettiamo almeno l’esito dei procedimenti giudiziari che ha in corso…

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