Caparini (Lega), tassare le prostitute per pagare il Canone Rai

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Abolire definitivamente il canone Rai, compensando i minori incassi con la tassazione sulla prostituzione. E’ la proposta contenuta in un emendamento alla legge di bilancio, a prima firma Davide Caparini, segnalato dalla Lega Nord. "Entro sessanta giorni dall’approvazione della
presente legge – si legge nella proposta di modifica – il Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro della salute, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro della giustizia, con proprio decreto stabilisce le modalità finalizzate a regolamentare l’esercizio consentito della prostituzione nelle abitazioni private in edifici ove non sono presenti abitazioni con destinazione d’uso diversa, site in comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, prevedendo le modalita’ che garantiscano i dovuti controlli igienico sanitari e stabilendo contemporaneamente nuove misure atte a contrastare il fenomeno della prostituzione in luoghi pubblici o aperti al pubblico".
 
L’emendamento, spiega Caparini, "riunisce due battaglie storiche della Lega, con l’una copriamo l’altra. Aboliamo il canone Rai con i proventi del
meretricio". Il deputato leghista ricorda che gia’ dal 2011 i giudici costituzionali hanno reso possibile la tassazione dei proventi della prostituzione "indipendente" e "professionale". La sentenza emessa nel 2010 e ribadita nel 2011, traeva origine dall’impugnazione di atti di accertamento dell’Agenzia delle Entrate ad una sedicente ballerina di locali notturni di cui l’amministrazione fiscale aveva riscontrato "una sensibile differenza" tra i versamenti eseguiti sui conti bancari ed il reddito di lavoro dipendente percepito presso il locale. "La nostra proposta – spiega ancora – vuole prendere atto di cosa il giudice costituzionale ha sancito come legale e tassabile ai fini Iva e Irpef". La copertura andrebbe "ben oltre" l’introito annuale del canone, pari a 1,7 miliardi, conclude Caparini.

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  1. Dopo decenni di nullafacenza e danni provocati stando annidati nelle istituzioni della Repubblica che tanto disprezzano ma dalla quale tanto prendono, mandiamo finalmente a lavorare consiglieri, presidenti, sindaci, deputati e senatori della Lega (pagarli lautamente per uscirsene con baggianate come questa è una follia) e con quello che guadagnano paghiamo un minimo di reddito a chi oggi si prostituisce, in modo da arginare il fenomeno.

  2. Evidentemente non si è letto l’articolo: la Corte Costituzionale ha reso tassabile il reddito derivante dalla prostituzione, che non è vietata dalla legge. Manca solo il passo ulteriore: regolamentarla. Opplà ci sono i soldi per eliminare il canone RAI (certo in RAI ci sono un sacco di “prostitute/i”con compensi altissimi. Certo non è un bel lavoro per una figlia: però se è una libera scelta, con adeguati controlli sanitari, senza sfruttamento, ecc…..forse è meglio che fare l’infermiera di notte, ecc

  3. quando lei sarà convinto che per i suoi figli, i suoi genitori, i suoi nipoti possa essere preferibile esercitare la prostituzione (con tutte le regole del caso, ovvio) rispetto ad altri lavori e dunque sarà orgoglioso di quanto i suoi parenti saranno bravi e professionali nel mestiere del sesso a pagamento, allora e solo allora avrà diritto di esprimere questa proposta.

  4. Non sono Bepi e capisco quello che intende dire, ma mi permetta una riflessione: tra una figlia prostituta (facendo finta che sia un mestiere esercitato legalmente e regolamentato) e una figlia avvocato, verrebbe da dire che si potrebbe essere orgogliosi della seconda e non della prima, ma per quale motivo in realtà? Io credo sia una questione di valori, ma di quali valori stiamo parlando? Una figlia avvocato potrebbe svolgere la sua professione in modo per niente etico e farebbe un sacco di soldi, ma io non ne sarei affatto orgoglioso. Il problema, appunto, sono i valori percepiti dalle persone, al giorno d’oggi il successo è considerato un valore, ma in realtà non lo è affatto, in quanto risulta evidente che il successo si possa ottenere in maniera disonesta. Noi consideriamo la prostituzione una cosa degradante anche perchè è illegale (con tutto quello che ne consegue) e per il nostro retaggio cristiano (con tutto quello che ne consegue), ma se togliamo queste due cose, c’è da essere più orgogliosi di una figlia prostituta che esercita onestamente il proprio mestiere o di una figlia che ha fatto successo (economico e sociale) disonestamente? Non sto dicendo illegalmente, ma disonestamente, che non è la stessa cosa. Come vede, i valori su cui basiamo i nostri giudizi a volte sono influenzati dall’ambiente che ci circonda e si perdono di vista quelli veri. Sulla prostituzione…sare bbe bello se se ne potesse fare a meno (vorrebbe dire che tutti hanno una vita sessuale soddisfacente), ma a giudicare dalla definizione “mestiere più vecchio del mondo” non credo sia possibile, quindi meglio legale che illegale.

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