Sicurezza, Rolfi: meno militari a Brescia, Del Bono alzi la voce

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“L’aumento dei militari a Milano andrà a scapito di Brescia: quello che avevamo previsto si sta realizzando e il sindaco Del Bono non alza un dito per difendere la nostra città.” Così commenta Fabio Rolfi, vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone, le dichiarazioni del Procuratore Generale della Repubblica Dell’Osso circa la diminuzione dei soldati stanziati a Brescia.

“Durante l’era Del Bono – specifica Rolfi – la situazione sulla sicurezza è andava via via peggiorando, ed ciò è sotto gli occhi di tutti. Tagli alle forze dell’ordine da parte del Governo, meno magistrati, nessun aumento dell’organico di Polizia e Carabinieri, Polizia Locale utilizzata principalmente per elargire multe e adesso, ciliegina sulla torta, per venire incontro alle richieste del sindaco di Milano, anche i militari stanziati nella nostra Città stanno diminuendo. Il primo cittadino di Brescia si desti dal torpore e alzi la voce con il suo Governo, pretendendo la giusta considerazione che la seconda città della Lombardia merita.

Certamente infatti la situazione bresciana delle periferie non è più rosea di quella milanese. Sarebbe il caso quindi di non aspettare fatti di sangue, come accaduto a Milano, per poi ritrovarci – conclude Rolfi – a invocare più sicurezza quando il danno è ormai fatto.”

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UN COMMENTO

  1. Spiace dover dare ragione a Rolfi, ma la pseudosinistra ha sempre negato che esistessero problemi di sicurezza, in particolare a Brescia. Sono vent’anni che nega l’evidenza.

  2. Colmiamo le lacune della nostra Polizia Municipale! I giornali parlano di una mobilità da parte degli altri comuni. Si faccia presto o si faccia un concorso. Agenti solo per Brescia non militari oggi qua domani la

  3. Ci mancavano anche i ricatti della Turchia, che lungi da noi l’ingresso di questa nazione in Europa e c’è da chiedersi perchè oltre che dall’Europa la Corte Europea dei diritti dell’Uomo non la espella anche dalla Convenzione e l’ONU -UNHCR, che non si è di certo tirata indietro dal denunciare l’Italia a questa Corte sui profughi, taccia e non dica una parola su questa Nazione che ciu vuole nuovamente ricattare coi profughi? Ma l’UNHCR l’ha letta la Convenzione di Ginevra del 1951 che all’art. 31 spiega bene che chi scappa ha diritto di andare clandestinamente senza essere punito, purchè vada subito alle autorità di quel Paese a giustificarsi con motivazioni valide , solo in un Paese che puo’ raggiungere direttamente. E da questo Paese possono andare in altri Paesi solo se chiedono l’autorizzazione? I Siriani quindi a meno che non prendano un aereo possono raggiungere direttamente solo la Turchia o la Giordania o il Libano, quindi Erdogan se li deve tenere tutti lui e noi in caso di ricatti potremmo anche rimandarglieli indietro. Idem per l’Africa. Non sarebbe ora che si rivedessero queste regole internazionali e prevedere per il bene di tutti, per prevenire dai ricatti e usare le persone come armi, rivedere le norme internazionali sull’asilo affinchè queste persone vengano protette in zone franche di gestione internazionale ONU-UNHCR a spese internazionali??? Ognuno nei loro continenti?

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