Acque inquinate, Legambiente lancia l’allarme per Brescia: la nostra salute è a rischio

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“Le acque sotterranee in diverse zone e quelle di molti corsi d’acqua sono significativamente contaminate da sostanze pericolose di origine urbana, agricola e industriale: a rischio la salute, la qualità delle colture, l’ecosistema. Servono provvedimenti urgenti da parte di Governo, Regione e AAato. Un monitoraggio più sistematico della qualità delle acque, sanzioni più incisive contro chi inquina, maggiori investimenti per la depurazione e per le bonifiche dei suoli”.

A dirlo è Legambiente Brescia, che commenta così i risultati di 6 anni di indagini (2009-2014) diffusi da Arpa sulle acque superficiali e sotterranee della provincia di Brescia, che si aggiungono ai dati già disponibili sugli acquiferi del capoluogo e del Mella.

Tra i casi esemplari citati, lo stato delle acque superficiali del bacino del fiume Oglio e Lago d’Iseo che presenta “un inquinamento molto diffuso”, con la “presenza di sostanze pericolose prioritarie (PP), quali il cadmio e composti o il mercurio e composti, in corsi d’acqua importanti utilizzati per l’irrigazione dei terreni agricoli, è un fatto molto grave (vedi ad esempio il cadmio nella roggia Fusia). La Valcamonica – continua la nota – ha pochi collettori e infrange le norme europee; il depuratore di Paratico continua a non funzionare correttamente. Il bacino lacustre è ormai prossimo a un punto di non ritorno”.

Quindi Legambiente evidenzia come dei cinque bacini acquiferi definiti dall’Arpa, solo uno sia valutato come buono. “Ilquadro riassuntivo – si leggeè molto preoccupante e non è sufficiente chiedere una deroga al rispetto delle direttive europee fino al 2021, ma è necessario mettere in campo azioni che permettano di migliorare lo stato qualitativo delle acque. Oggi dobbiamo rilevare che in qualche caso è stato accertato anche il peggioramento della qualità delle acque sotterranee e i progetti di miglioramento non ci sono”.

I circoli Legambiente di Brescia chiedono quindi alla Provincia la costituzione di un tavolo operativo di confronto che predisponga al più presto una strategia organica di risanamento, completa di cronoprogramma e piano finanziario. 

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