Rigamonti bis, Triboldi: entro il 2018 potremmo iniziare i lavori per il nuovo stadio

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(a.t.) “Spero che in futuro la città abbia uno stadio all’altezza”, ha detto il sindaco Emilio Del Bono. “L’ho messo nero su bianco: ho la certezza che saremo protagonisti di una nuova storia in un nuovo impianto. Ci stiamo lavorando seriamente, il progetto va avanti”, ha risposto il presidente del Brescia Calcio Alessandro Triboldi. Si è parlato molto del futuro del Rigamonti, questa mattina, alla conferenza di presentazione del nuovo libro dei giornalisti Marco Bencinvenga e Ciro Corradini dedicato ai 101 gol che hanno fatto la storia delle rondinelle (NE DIAMO CONTO A QUESTO LINK).

Il primo stadio del Brescia calcio fu a Campo fiera, poi in viale Piave e dal 1959 si gioca nella sede attuale. Da aprile – dopo anni di proposte e controproposte cadute nel vuoto – inizierà ufficialmente il confronto per realizzare il nuovo impianto. “Sarà nel medesimo luogo”, ha ricordato il sindaco, “vogliamo ragionare su un progetto percorribile e dimensionato sulla città. Da primavera, quando lo studio di fattibilità sarà depositato, inizieremo a discuterne più seriamente”. Anche a costo di fare qualche piccolo ritocco al Pgt,h a sottolineato Del Bono, “ma nella chiarezza che il nuovo impianto – pur salvaguardando le funzioni di servizio – non potrà essere l’occasione per fare speculazione immobiliare”.

“Le idee di un museo dedicato al Brescia e di un’area dedicata alla fisioterapia mi piacciono”, ha quindi evidenziato Triboldi, “ma tutte le scelte saranno conseguenti all’approfondito studio di mercato che faremo per verificare la sostenibilità finanziaria dell’opera. Comunque il 2018 è un orizzonte traguardabile”.

Il sindaco ha quindi sottolineato che la presenza di impianti sportivi adeguati è un elemento importante per la vita e lo sviluppo della città. Da qui “il nuovo stadio e il palazzetto da 5mila posti, ma anche il lavoro che dovremo fare per riportare in città il Basket Brescia Leonessa (oggi a Montichiari) e la Millenium Volley (a Bagnolo), oltre che per dare un impianto all’atletica leggera, con il progetto di Sanpolino che diventerà esecutivo entro fine anno”.

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  1. Intanto sul palazzetto EIB tutto tace. La famosa firma viene costantemente promessa e rimandata. Siamo i cittadini di Brescia ci posso far sapere le vere ragioni del continuo spostare di questa benedetta firma?

  2. rimarrò sempre dell’idea che invertire stadio di calcio con quello di rugbry sia la soluzione migliore…. e magari in un futuro avere la possibilità di ospitare una partita “importante”

  3. Ah, sentiamo Del Bono parlare finalmente anche di sport e di impianti sportivi. In realtà è tutto in mano a Giorgio Lamberti, ex Assessore allo Sport ai tempi di Corsini e oggi Presidente factotum della S.Filippo Spa, la controllata al 100% dal Comune di Brecsia. Sì, perchè allora Lamberti dettava linee di indirizzo e controllava mentre la S.Filippo, giustamnete, si occupava di gestione. Oggi invece, tra l’altro con qusai tutti gli impianti sportivi passati nel tempo in gestione alla S.Filippo, Lamberti di fatto si occupa di: indirizzo, gestione e controllo di tutto quanto attiene lo sport a Brescia. Bene, diranno molti, bravo e complimenti. Ma c’è qualcosa che non quadra in questa “tuttologia pubblica diretta ed indiretta”, anche perchè Lamberti è socio di una sua importante società di gestione di impianti sportivi. Mah…

  4. il signor Lambertino solleva alcune osservazioni importanti che evidentemente qualcuno ha interesse a lasciare sepolte. Queste figure legate alle amministrazioni di sinistra che restano in qualche modo legate a interessi pubblici e anche privati al contempo andrebbero risolte o no??

  5. Mettere un grande atleta ed esperto di gestione di impianti sportivi a gestire impianti sportivi vi sembra davvero una pessima idea? E quali sarebbero questi fantomatici conflitti di interessi? Ne avete prove o parlate per partito preso? Ah, forse voi siete tra quelli che trovano una buona idea mettere una che millanta di essere laureata, senza nemmeno essere diplomata, come ministro dell’Università… All’asilo si diceva: chi lo dice sa di esserlo. Esistono ancora le brave persone per fortuna a questo mondo.

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