Il 2016 della prefettura: non solo Floating Piers nella provincia dei record

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(a.tortelli) “Non solo Floating Piers”. E’ questo – significativamente – il titolo che il prefetto di Brescia Valerio Valenti ha voluto dare alla conferenza stampa di fine anno per fare il punto sulle attività del presidio dello Stato nella Leonessa, provincia che su molti fronti (dall’immigrazione alle armi, passando dagli incidenti) si trova ai primi posti nella classifica italiana. Con tutti i numeri del 2016 della Prefettura (che oggi dà lavoro a una settantina di persone) e gli obiettivi per il prossimo anno.

“Di Floating Piers si è parlato abbastanza e non vorrei nemmeno soffermarmi troppo sulla vicenda dei migranti”, ha detto il prefetto, “non sono certo queste le uniche cose che abbiamo fatto quest’anno. Il nostro lavoro è caratterizzato da una quotidianità fatta di molti impegni. Tutto comunque”, ha precisato, “con il fine ultime di promuovere la coesione sociale”.

SICUREZZA E LEGALITA’ – Le riunioni del Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico – che dà pareri al prefetto – sono state 23, le riunioni di coordinamento con le forze di polizia 41. Con una media di un vertice alla settimana. Nel 2015 i delitti denunciati sono stati 56.231 (di cui 28.829 furti, 571 rapine), mentre nel 2016 sono scesi a 47.313 (24.135 furti e 436 rapine): un calo complessivo del 15, 6 per cento, “se pure c’è un incremento preoccupante dei furti in appartamento, soprattutto nell’area dell’Ovest”. “Si tratta di un fenomeno facilmente aggredibile”, ha sottolineato Valenti, “servirebbe un coordinamento interprovinciale: di certo le telecamere intelligenti possono aiutare, ma in generale serve una maggiore attenzione. Vorrei sottolineare comunque che questo fenomeno non coincide con i richiedenti asilo: in prevalenza si tratta di cittadini dell’Est, di rom e di sinthi”. Il prefetto, quindi, ha citato il fenomeno delle truffe agli anziani, “su cui mi prometto di fare di più”, e il mare esteso dei reati telematici. Per poi evidenziare come “su via Milano, in città, si sta facendo molto e la situazione sta migliorando”. Sempre sul fronte della legalità, quindi, Valenti ha citato l’attività della Prefettura sul versante della formazione e i diversi protocolli di legalità sottoscritti dall’ente, tra cui quello con Cepav per gli appalti Tav: “Su questo la nostra attenzione per evitare illegalità e infiltrazioni è massima”.

FORZE DI SICUREZZA E ARMI – In questo quadro sono proseguite le attività di controllo sulle 25 agenzie investigative e gli 8 istituti di vigilanza presenti sul territorio. Con 831 decreti di rilascio o rinnovo per le guardie giurate, 200 per gli addetti alla sicurezza e 220 per le guardie ecologiche volontarie. Sono 45, invece, i rinnovi alle altrettante fabbriche d’armi operanti nel bresciano e alle 22 che si occupano di equipaggiamenti militari, alle 10 che collezionano e studiano armi e alle 101 che vendono esplosivi civili al dettaglio. Gli altri numeri raccontano di 600 licenze per trasporto d’armi e altrettante per armi pesanti, 6 rinnovi di depositi di munizioni miliari e 600 licenze di trasporto di esplosivi.

IMMIGRAZIONE – Per quanto riguarda l’immigrazione, i numeri danno conto di 1.151 espulsioni amministrative contro le 1162 del 2015. “A questo provvedimento io francamente non credo: credo molto di più agli accompagnamenti alla frontiera, che nel 2016 sono più che raddoppiati”, ha sottolineato Valenti, “ma il prossimo anno intensificheremo ancora questa attività”. In tale contesto i richiedenti asilo sono cresciuti del 29,7 per cento (da 1989 a 2.831 unità, suddivise su 92 Comuni). Le richieste di concessioni di cittadinanza (“per cui comunque Brescia è seconda in Italia dopo Milano”) sono calate, passando da 1.107 (per matrimonio) a 4.870 (per residenza) a 1.051 (matrimonio) a 4.686 (residenza). Tendenza diversa per le concessioni: da 768 (matrimonio) e 3.168 (residenza) a 717 e 4.242. Ancora: le richieste di ricongiungimenti familiari sono passate da 1.688 a 1.476, le richieste di nulla osta al lavoro stagionale da 175 a 229, le richieste di conversione di permesso di soggiorno da 77 a 60. Mentre le sessioni di integrazione e formazione civica sono state 48, con 1.610 partecipanti, i testi di italiano 87 con 4.350 partecipanti. Tra i progetti per il futuro, Valenti, ha quindi citato quello che vuole portare Brescia a “diventare un modello del dialogo interreligioso”.

ECONOMIA – Tra i servizi al cittadino da citare le certificazioni antimafia per le imprese, passate da 5.005 a 6.779, con 458 iscrizioni in white list (contro 386). Sono in aumento però le vittime di usura ed estorsione (da 50 a 53) e le vittime di terrorismo (da 13 a 15), mentre le vittime del dovere (come i militari vittime di conflitti a fuoco) sono calate da 16 a 6. I tavoli coordinamento a tutela d’occupazione sono stati 6, le riunioni del “tavolino sfratti sono passate da 58 a 92”: “un risultato molto positivo – ha sottolineato Valenti – perché siamo riusciti a limitare di molto l’utilizzo della forza pubblica”.

EVENTI – Sul fronte delle manifestazioni, la più significativa è stata senza dubbio The Floating Piers (18 giugno e 3 luglio) in cui sono state rilevate ben 1.465.000 presenze. Ma non vanno dimenticate la Mille Miglia, Travagliato Cavalli, la Fiera di San Faustino e gli eventi legati all’anno giubilare della misericordia.

ANAGRAFE E COMUNI – Da segnalare, nel 2016, anche 170 cambi di nome e cognome (contro i 154 del 2015) e 25 ricorsi anagrafici (da 25 a 20). Ma anche i diversi appuntamenti elettorali del 2016 (tra cui le elezioni in 27 comuni), lo scioglimento del consiglio comunale di Mura e il caso di Adro in cui “a seguito di incontri con il sindaco e i consiglieri di minoranza del Comune e all’attività di mediazione del prefetto, i consiglieri che si erano autosospesi dalle sedute del consiglio comunale come forma di protesta hanno ripreso il ruolo istituzionale al quale è legato il proprio mandato”.

PATENTI E STRADE – Le patenti sospese sono state 2.416, i sequestri di veicoli 2.663, i fermi di veicoli 1.089, le confische 323 (in calo rispetto al 2015) e i ricorsi ex articolo 203 cds 2.276 e al giudice di pace 873. “Con la Provincia vorrei introdurre al più presto il piano di controllo degli autovelox, in una logica di riduzione: il lavoro è già a buon punto, con il nuovo anno affronteremo certamente la questione”, ha detto Valenti, “ho parlato anche con il neorettore dell’Università Tira: incrociare i dati degli incidenti gravi, la geolocalizzazione e lo studio di tutti gli elementi disponibili (perizie, verbali etc) può essere utile per verificare le ricorrenze e prevenire il fenomeno”.

STUPEFACENTI – Infine le segnalazioni per uso di stupefacenti sono stati 1.083 segnalazioni, di cui 232 hanno riguardato minori, con 853 colloqui e 685 provvedimenti. 

CONFERENZA STAMPA IN CORSO 

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UN COMMENTO

  1. Anche tanti italiani vorrebbero si facesse piu’ chiarezza sulla sicurezza e sull’immigrazione/in vasione. Se ad esempio vietare i burqa è compito dei Prefetti e non dei Sindaci, lo si dovrebbe proprio vietare visto che oltretutto la Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha definito la dissimulazione del volto con burqa e niqab lesiva dei nostri diritti delle nostre libertà e ancor piu’ dei valori minimi di uno Stato democratico e quindi lasciarli circolare ovunque anche per strada è una discriminazione nei confronti degli italiani e del nostro Stato democratico. Quanto all’immigrazione anche l’attentato di ieri a Berlino incentiva l’insicurezza e non puo’ non far pensare di porre rimedio allle lacune che Europa e Italia per via di leggi persino in dubbio di costituzionalità hanno consentito creando dell’Europa tutta un vero colabrodo di legalità. Prima di tutto andrebbe chiarito che la Corte Costituzionale con sentenza 250/2010 ha stabilito che il reato di clandestinità è costituzionale in quanto è posto a difesa di valori di rango costituzionale come la difesa dei confini, la sicurezza, la sanità e l’ordine pubblico e nessuno ci ha ancora spiegato come mai non viene applicato verso i clandestini presenti inItalia. Un altro colabrodo è la gestione dei respingimenti che avviene a quanto pare concedendo libertà al clandestino di rimpatriare, cosa che ovviamente non avviene, e questa assurda libertà che si lascia al clandestino da rimpatriare è discriminatoria perchè lo privilegia ledendo i nostri diritti e la nostra sicurezza. Addirittura c’è stata una sentenza della Corte Europea sul caso El Dridi che pare abbia ordinato ai Magistrati di disapplicare il carcere nei confronti di chi non ha lasciato il territorio nonostante l’ordine di espulsione, perchè lo Stato non puo’ mettere in carcere il clandestino per via dell’incapacità dello Stato di rendere effettivo il rimpatrio, ma lo Stato deve adoperarsi affinchè il rimpatrio sia effettivo. Quello che ci chiediamo è dove sarà oggi El Dridi, lo Stato come prevede la Corte Europea l’avrà rimpatriato oppure è ancora tra noi come clandestino? C’è poi una delle ultime direttive europee la 2013/33/UE sui richiedenti asilo che andrebbe davvero verificata e analizzata, perchè mentre all’art. 7 è inaccettabile è in dubbio di costituzionalità e di discriminazione nei nostri confronti, perchè garantisce piena libertà di circolazione e non solo, ai richiedenti asilo che altro non sono che sconosciuti della cui identità non vi è certezza come non vi è certezza delle loro intenzioni, che potrebbero essere o furbi o bugiardi o jhadisti, terroristi, e non avere alcun diritto di asilo, ebbene come non puo’ essere discriminatorio e lesivo della nostra sicurezza prevedere per loro piena libertà come prevede l’art. 7 di questa dirfettiva? Invece l’art.8, l’art.9 e l’art. 10 di questa stessa direttiva sono in contraddizione con l’art. 7 ma sono ampiamente protettivi per noi italiani, perchè in particolare l’art. 8 indica i casi in cui i richiedenti asilo possono essere TRATTENUTI (L’art. 2 punto h).spiega bene che TRATTENUTI significa confinati in un luogo specifico privandoli della libertà di circolazione) . Quindi proprio tutti coloro che sbarcano in Italia rientrano in uno o piu’ di uno di questi punti che sono: a) per determinare o verificare l’identità o la cittadinanza, b) …quando c’è pericolo di fuga; c) per decidere sul diritto del richiedente di entrare nel territorio; d) nell’ambito di una procedura di rimpatrio; e) quando lo impongono motivi di sicurezza nazionale o di ordine pubblico. f) per verificare quale sia lo Stato membro che deve esaminare la domanda di asilo. l?art. 9 punto 9 poi prevede persino che lo Stato Membro possa farsi rimborsare integralmente o parzialmente quanto la richiesta di asilo è stata formulata in base a informazioni false!!! L’art. 10 Indica che il trattenimento del richiedente ha luogo di regola in appositi centri di trattenimento. Lo Stato che non possa ospitare il richiedente in un apposito centro di trattenimento e sia obbligato a sistemarlo in un istituto PENITENZIARIO provvede affinchè il richiedente TRATTENUTO sia tenuto separato dai detenuti ordinari…. Per quanto possibile i richiedenti sono tenuti separati dai cittadini di Paesi Terzi CHE NON HANNO PRESENTATO DOMANDA DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE. i RICHIEDENTI TRATTENUTI HANNO ACCESSO A SPAZI ALL’ARIA APERTA. Dato che tutti quanti leggendo l’art. 8 dovrebbero essere trattenuti in luoghi specifici privandoli della libertà di circolazione, ma con spazi all’aria aperta, non si dovrebbe proprio distribuire nessuno in Albergo, Canoniche o condomini privati lasciandoli circolare per strada e tra la gente fino a che la loro identità non è stata accertata, ma dovrebbero essere tutti privati della libertà di circolazione e tenuti in centri specifici con spazi all’aria aperta e quando questi sono pieni, pare proprio si preveda il carcere ma tenuti separati dai carcerati comuni e da chi non fa richiesta di asilo.

  2. Stanno dicendo in TV che il terrorista che ha compiuto la strage di Berlino era arrivato tramite i Balcani ed era un pakistano richiedente asilo!!! Capito!!! ????Quei richiedenti asilo che noi avremmo il diritto prima di tutto che si facesse chiarezza che non sono una razza eletta col diritto di invadere i cittadini degli Stati che loro decidono, visto che al massimo come prevede ‘art. 31 della Convenzione di Ginevra del 1951 possono andare clandestinamente nel primo Paese vicino. Poi visto che sono arrivati almeno trattenerli in centri di identificazione sorvegliati e privati della libertà di circolazione o se pieni trattenuti in carcere e non lasciati liberi di circolare tra la gente e distribuiti nei Comuni d’Italia!!! Era un richiedente asilo in Germania libero di circolare in piena disapplicazione della direttiva europea 2013/33/UE art. 8, e 10. Poi da che guerra scappava se era un Pakistano?? URGE UNA DECISIONE EUROPEA E INTERNAZIONALE CON LA QUALE SI RIVEDANO LE REGOLE SULL’ASILO CHE E’ ORA

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