Mottinelli: il referendum ci lascia una Provincia più forte

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“La Provincia? L’esito di questo referendum ci lascia un ente più forte”. Con queste parole il presidente del Broletto Pier Luigi Mottinelli ha aperto oggi la conferenza stampa per il bilancio di fine legislatura. “Come noto io ero a favore della riforma Renzi e il mio è uno dei soli cinque Comuni bresciani in cui ha vinto il Sì”, ha sottolineato Mottinelli, “ma il risultato del voto dice che le Province rimangono enti costituzionali e come tali devono disporre di risorse proprie adeguate. Se il governo non interverrà sui tagli previsti, nessuno dei nostri enti sarà in grado di chiudere un bilancio: ho fiducia nel fatto che tutto si risolverà”.

Quindi, Mottinelli ha evidenziato come l’esito del voto debba necessariamente portare anche a una revisione dei piani regionali di ridefinizione dei confini provinciali (l’ipotesi di più eclatante era l’”autonomia” della Valcamonica). “E’ plausibile una riperimetrazione che aggrega più province, non un progetto che scorpori porzioni di territorio”, ha detto. Per poi sottolineare che il nuovo biennio che lo aspetta (anche se il voto potrebbe essere accorpato con le amministrative della primavera 2019) sarà caratterizzato da un maggiore coinvolgimento delle aggregazioni territoriali dei Comuni, a partire dalle Comunità montane (quella dell’Alto Garda potrebbe presto estendersi a tutto il lago), passando dalla Franciacorta, per arrivare a nuove aggregazioni – “in una, due o tre realtà” – di tutti gli enti della Bassa.

Ma l’ambizione resta quella di uscire dai confini della Leonessa: “Tengo molto al rapporto con le Province vicine”, ha spiegato il presidente, “l’idea che si possa valorizzare la Lombardia Orientale come realtà affiancata a Milano è una grande carta da giocare per lo sviluppo dei territori. Le Province di Bergamo, Cremona e Mantova, con i Comuni capoluogo, hanno già iniziato a lavorare su questo fronte”.

Mottinelli, ancora, ha sottolineato la sinergia con il primo azionista del Broletto, la Loggia, e – interrogato dai giornalisti sul proprio futuro – ha sottolineato di non guardare a Roma. “Non sappiamo quando si voterà, ma comunque mi pare che la legge preveda per i presidenti delle Province l’ineleggibilità in enti superiori e io sono convinto che sia per me doveroso portare a termine il mandato qui”.

Un’ultima nota, il presidente del Broletto l’ha quindi riservata alla scottante questione delle migliaia di multe piovute sulla Goitese. “Avevamo tre strade: confermare tutto, ritirare l’atto (confermando le multe passate ed evitandone di nuove) oppure percorrere la strada dell’annullamento. Noi abbiamo preso quest’ultima, la più coraggiosa, perché la politica deve assumersi la responsabilità dei propri errori (anche se quest’atto l’ha firmato il mio predecessore). Ora”, ha concluso, “seguiamo con interesse la partita dei ricorsi”.

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  1. Correva l’estate 2013 e il sig. Ministro Delrio con il suo ddl svuotava le province di legittimazione e di mezzi in vista di una semplificazione istituzionale verso un rafforzamento delle unioni tra comuni e citta’ metropolitane … 2017 tutto ricomincia! Le province di allora (anno 2013) esclusivamente capro espiatorio politico sociale del paesello che gridava “via le poltrone”! Ahahah. Referendum costituzionale NO secco e le province rinasceranno. Ahahah Nuove risorse e nuove poltrone e auto blu in arrivo. Il tutto con delle belle decisioni tra 4 amici al bar senza ovviamente elezioni democratiche ahaha che bravi !!!! Poi si riempivano la bocca e ci riempivano le “scatole” raccontandoci della nostra o meglio della loro costituzione mavaaaaa

  2. Ha difeso la legge del rio ha fatto campagna elettorale per il si ovvero ha fatto di tutto per cancellare o ridurre ai minimi termini la Provincia ora gioisce ….. Per cortesia Dimetti.

  3. Un’elucubrazione, anzi una serie di elucubrazioni che lascia allibiti per come i politici siano capaci di dire e non dire, affermare una cosa e pensarne un’altra, mostrarsi convinti e smentirsi di brutto. Uno schifo, cui bisognerebbe rispondere, come cittadini, con una serie di bordate in stile referendum sino a convincerli che siamo arcistufi di vederli e sentirli parlare a vuoto e di nullità assolute distanti anni luce dal riguardare il bene comune e gli interessi veri delle comunità. A casa.

  4. questa storia o meglio anche questa storia delle province italiane e’ a dir poco vergognosa. Non e’ colpa di nessuno ma nel frattempo tutti ai posti di comando con i vari benefit che ne conseguono maaahh

  5. Da abolire sono ke regioni che centralizzano le risorse e sperperano il controllo dei cittadini si ha sul territorio piccolo certo non può essere che vi siano provincie con 200000 abitanti come non devono esistere comuni con 100 abitanti tutto deve essere riorganizzato con buon senso già ma chi ????

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