Inquinamento dell’aria: secondo l’Oms Brescia è 48esima in Europa

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La Polonia piange, ma Brescia non ride. Secondo un report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, la Leonessa è stata la 48esima città peggiore d’Europa sul fronte dell’inquinamento ambientale. In classifica ci sono 33 loalità polacche, 9 bulgare, 5 ceche e solo tre italiane: Soresina, Settimo Torinese e Brescia appunto.

La graduatoria dell’Oms prende in considerazione la quantità di particolato presente nell’aria delle città, segnalando il livello di particelle Pm 2.5 per metro cubo. A guidare la classifica sono le città polacche di Zwiec e Pszczyna, Brescia è invece risultata 48esima in Europa.

Su questi dati va all’attacco il comitato guidato da Maurizio Bresciani: "Se i dati pubblicati su diversi quotidiani indicano nell’inquinamento atmosferico una delle cause principali per i danni al cervello, che dire di questa classifica che ci piazza fra i primi 3 centri in Italia per l’elevata concentrazione di PM2,5 che sono assai più pericolose delle PM10? Sarà forse per una probabile menomazione cerebrale degli abitanti bresciani o di quanti dovrebbero provvedere alla tutela della nostra salute che a Brescia sembra che tutto possa avvenire nella più consueta normalità?".

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  1. Non c'entra Emilio.
    Il problema è di chi ha approvato l'inserimento di un inceneritore che risulta primo in Italia in termini di rifiuti smaltiti in un'area altamente carica di altri insediamenti. Un inceneritore a ridosso di 6 corsie di tangenziale, sei corsie di A4, riquadrato a est dalla A21, con il vapore acqueo e le emissioni uscenti dai filtri di alfa acciai,almag, fonderie Mondini, duferdofin, centrale policombustibile a carbone e olio denso

  2. Gran bei primati, poveri bresciani. Non mi meraviglia che quando si incontra pubblicamente o privatamente Corsini, affermi che ha praticamente dimenticato, qusi rimosso dalla memoria la sua lunghissima esperienza da primo cittadino di Brescia, ben dodici anni in tutto. Tante sventure e buchi neri, anche e non solo ambientali, li ha visti da vicino. Assecondandoli o meglio dovedoli spesso assecondare, o magari non facendo ciò che si poteva fare un po’ più pensando al bene comune e un po’ meno agli equilibri politici, di potere, di consenso. E’ andata così, meglio dimenticare quindi, ha ragione…

  3. Paroli fu pure Assessore di Corsini nei primissimi anni novanta: un ciellino e un cattocomunista. Fermi, l’onnipresnete sul sipario, era invece allora momentaneamente espatriato per affari in Argentina; spirava un’anteprima del vento manipulitista con l’inchiesta Lombardia Informatica sulla truffa alla sanità della Regione Lombardia, inchiesta condotta da un PM di nome Antonio Di Pietro. Documentatevi, interessante, la storia spesso si ripete…

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