Urago, dimissioni in massa dalla Lega: “Su Lgh pressioni e ricatti per votare come Rovato”

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Dimissioni di massa dalla Lega a Urago d’Oglio, dove praticamenti tutti i militanti – anche quelli non raggiunti da provvedimenti disciplinari – si sono dimessi dal partito, difedendo il sindaco Antonella Podavitte, in polemica con le scelte del Comune di Rovato e dei vertici provinciali del partito in relazione alle nomine di Lgh-Cogeme. Una vicenda che si era chiusa con l’accordo tra Lega e Pd (presidente Pd, in consiglio il segretario provinciale leghista Paolo Formentini) e con diversi provvedimenti di espulsione per consiglieri e membri della giunta uraghese.

Ma la reazione locale è stata dura. Nell’ultima assemblea, pubblicata in diretta video su Facebook, infatti, il consigliere comunale Alessandro Orisio ha attaccato frontalmente il sindaco di Rovato e il partito, parlando di accordi presi sui nomi (in particolare sul milanese Giulio Centemero) al di sopra dei Comuni soci. Orisio ha inolte citato “pressioni, ricatti e minacce” affinché il sindaco di Urago (titolare del 4 per cento delle azioni) non andasse all’assemblea oppure ci andasse votando i nomi imposti da via Bellerio. E sottolineato che ai vertici locali del partito sarebbe arrivata una mail di Formentini, in cui si evidenziava che “qualora il sindaco di Urago non appoggiasse la linea del sindaco di Rovato, peraltro non iscritto alla Lega, saremo costretti a chiedere ai nostri consiglieri a uscire dalla maggioranza”. La richiesta è arrivata, ma i leghisti uraghesi hanno risposto no in blocco all’ordine.

Duri anche gli interventi del vicesindaco Luca Squarzoni Balestra, che ha annunciato l’intenzione di dimettersi dal partito, di Patrizia Piva, di Gianbattista Barbieri e del segretario di sezione Massimo Frigè, che ha sottolineato di non essere mai stato interpellato e ha parlato di scelte “dettate da interesse”.

Tra gli interventi anche quello del sindaco di Castrezzato Gabriella Lupatini, che ha espresso solidarietà ai presenti, parlando di risposta esemplare ai diktat del partito. E al giornalista che ha chiesto ai presenti un giudizio sui sindaci che hanno votato come Rovato, una voce fuori campo ha risposto perentoria: “sudditi di partito”.

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