Monte Isola, la tassa di sbarco finisce nei rifiuti. Legambiente all’attacco: sbagliato

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Monte Isola è la più grande isola lacustre d'Italia
Monte Isola - Carzano
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“Apprendiamo con stupore dalle dichiarazioni rese dal Sindaco di Monte Isola che una quota degli introiti della imposta di sbarco, ben 56 mila euro, verrebbe utilizzata per ridurre il peso della tariffa dei rifiuti. Per il 75% ne beneficierebbero le utenze domestiche e per il 25% le attività commerciali di Monteisola”. A darne annuncio è il responsabile di Legambiente Dario Balotta, che con una nota stigmatizza il comportamento dell’amministrazione  lasciando intendere che la destinazione delle risorse sarebbe contraria a quanto deliberato dallo stesso Comune.

“I proventi della tassa adottata da MonteIsola”, scrive Balotta, “sono stati giustificati con la manutenzione e la pulizia dei sentieri, le attività turistiche e di tutela dell’ambiente obiettivi questi condivisibili per un territorio da tempo trascurato e al tempo stesso delicato. Per non vanificarne l’uso non deve diventare un mero pedaggio ‘sulla bellezza’, ma un pedaggio ‘per la bellezza’, in cui i visitatori possano riconoscersi negli interventi che l’amministrazione pubblica realizzerà. Interventi che andrebbero resi noti e dichiarati al visitatore di Monteisola quando paga la tassa. Diversamente, il prelievo viene letto come uno dei tanti modi per rimpinguare le aride e indebitate casse comunali. Peraltro il regolamento dell’imposta all’articolo 3”, conclude il responsabile di Legambiente, “non prevede una mancia per i cittadini dal sapore propagandistico ma esclusivamente interventi per i beni culturali ed ambientali, per il turismo e per i trasporti pubblici locali”.

IL REGOLAMENTO COMUNALE:

Monte Isola, documento d'approvazione della tassa turistica
Monte Isola, documento d’approvazione della tassa turistica

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