Lombardia, aperte le iscrizioni all’elenco lobbysti della Regione

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Un cartello dal mondo anglossassone, in cui le lobby sono realtà riconosciute da tempo.

La nuova legge regionale sul riconoscimento e la regolamentazione dell’attività di lobbying entra nella fase attuativa. Sul Burl (il Bollettino di Regione Lombardia) è stato infatti pubblicato il provvedimento che avvia di fatto le procedure per accreditarsi presso il Consiglio regionale per svolgere le attività “di rappresentanza di interessi collettivi”. La definizione dei soggetti che possono farlo è prevista dalla nuova legge (approvata dal Consiglio regionale), che li individua in “persone, organizzazioni, enti, società, associazioni, fondazioni e comitati” che intendono “presentare ai decisori pubblici le proprie proposte, richieste, valutazioni, ricerche, analisi”. Il ruolo delle organizzazioni rappresentative di interessi collettivi viene così valorizzato e reso trasparente, a garanzia della più ampia partecipazione ai processi decisionali.

Per iscriversi all’Elenco, i lobbisti operativi presso il Consiglio regionale lombardo dovranno registrare -oltre alle generalità e ai dati dell’ente che si rappresenta- anche i potenziali destinatari delle proposte. Inoltre, servirà la fedina penale pulita: nessuna condanna passata in giudicato per reati contro la pubblica amministrazione e il patrimonio. Ai rappresentanti di interessi la legge impone il dovere della trasparenza nei rapporti con le istituzioni regionali ed è loro vietato di proporre regali o benefici o fare pressioni indebite. Ogni anno (entro il 28 febbraio) avranno l’obbligo di presentare una relazione sui consiglieri incontrati e per quale processo decisionale. In caso di “dichiarazioni scorrette o non veritiere” è prevista la cancellazione dall’elenco, con relativo stop all’azione di rappresentanza.

 

Ulteriori informazioni e documenti su www.consiglio.regione.lombardia.it

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