Bigio, Fdi protesta davanti alla sede di Brescia Musei: Minini dimettiti

“Chi distrugge il passato non ha futuro, Minini dimettiti”. Questo il messaggio dello striscione esposto oggi a Brescia da Fratelli d’Italia

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Lo striscione esposto da Fratelli d'Italia contro il presidente di Brescia Musei Massimo Minini, foto da ufficio stampa, www.bsnews.it
Lo striscione esposto da Fratelli d'Italia contro il presidente di Brescia Musei Massimo Minini, foto da ufficio stampa, www.bsnews.it

“Chi distrugge il passato non ha futuro, Minini dimettiti”. Questo il messaggio dello striscione esposto oggi a Brescia da Fratelli d’Italia, che ha organizzato un presidio di protesta dopo le frasi postate sul proprio profilo Facebook dal Presidente della Fondazione Brescia Musei, Massimo Minini, relativamente alla statua “Era Fascista” di Arturo Dazzi (nota in città con il soprannome il “Bigio”) e al dibattito sulla sua collocazione in Piazza Vittoria.

Il numero uno dell’ente controllato dell’Amministrazione Comunale sabato aveva scritto sul social network: “”L’errore è stato di non fare a pezzi quell’orribile statua del Dazzi. Avrebbero risolto il problema alla radice. Quando uccisero Benito i partigiani sapevano esattamente che se lo avessero lasciato in vita sarebbe successo il finimondo. E così provvidero a sistemare le cose”.

Presenti alla manifestazione, oltre ai ragazzi di Gioventù Nazionale, anche l’assessore regionale e dirigente di Fratelli d’Italia Viviana Beccalossi e il consigliere comunale di Forza Italia Paola Vilardi.

“Le parole di Minini – hanno dichiarato i manifestanti – sono intrise di odio e dimostrano l’incompatibilità dell’incarico che dovrebbe ricoprire. Con le dovute differenze e, per fortuna, con modalità differenti. Minini dimostra di voler ragionare similmente a gruppi come l’Isis, volendo distruggere e cancellare il passato che ritiene scomodo. Questo è inaccettabile. Riteniamo le dimissioni, spontanee o consigliate dalla Giunta comunale, doverose e necessariedi”.

“Nemmeno nei Paesi più oscurantisti – ha aggiunto Viviana Beccalossi – si arriva a un tale livello di bassezza e spregio per l’istituzione che si rappresenta”.

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