Brescia, i rifiuti al termoutilizzatore tornano a crescere

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L'inceneritore di A2A
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I riifiuti bruciati dal termoutilizzatore di Brescia sono tornati a salire dopo il calo degli ultimi anni. E’ quanto emerge dal confronto dei dati 2014-2015 – diffusi ieri dall’assessore all’ambiente del Comune di Brescia Gianluigi Fondra e dal responsabile di settore Angelo Capretti – in confronto a quelli del 2016, recentemente diffusi in consiglio comunale in risposta a un’interrogazione della grillina Laura Gamba.

I NUMERI

Nell’occasione Fondra e Capretti hanno segnalato alcuni dati relativi al 2014 e al 2015, a partire – appunto – dalle tonnellate di rifiuti conferite al termoutilizzatore: se nel 2014 le tonnellate si aggiravano sulle quasi 740mila, ecco che l’anno successivo il numero si è ridotto di oltre 50mila (circa 686mila nel 2015). Un dato che conferma la tendenza degli ultimi anni (nel 2010 erano 809.327), invertita soltanto lo scorso anno (con un dato di 725.155 tonnellate di rifiuti).

Nonostante il calo nel conferimento di rifiuti Fondra ha tenuto comunque a sottolineare che l’energia elettrica prodotta nel 2014 è stata superiore (585 Gigawattora) rispetto al 2015 (515), così come l’energia termica prodotta, (777 contro 733) nonostante il calo dei volumi dei rifiuti bruciati.

Un altro dato significativo è quello relativo alle Pm10 e al Pcb. Nel caso delle pm10, sempre paragonando il 2014 con il 2015, c’è stato un aumento che ha fatto toccare 0,4 tonnellate l’anno rispetto alle 0,2 del precedene; mentre per il Pcb è stato registrato un miglioramento da 0,005 a 0,003 grammi annui. Entrambi i valori, comunque, restano ampiamente sotto i livelli di legge. E’ invece da migliorare l’aspetto che riguarda le immissioni, in particolare quelle di ossidi.

 

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