Casa, a Brescia provincia calo del 11 per cento degli sfratti

Per quanto riguarda gli sfratti convalidati a Brescia città si registra un ulteriore calo del 17% rispetto al 2015; la diminuzione rispetto al 2014, anno corrispondente al “picco” , è invece pari al 40%.

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Sfratti in calo
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I dati forniti dal Ministero dell’Interno in relazione agli sfratti convalidati nel 2016 confermano la positiva inversione del trend relativo all’emergenza abitativa. Per quanto riguarda gli sfratti convalidati a Brescia città si registra un ulteriore calo del 17% rispetto al 2015; la diminuzione rispetto al 2014, anno corrispondente al “picco” , è invece pari al 40%.

Negli altri Comuni della Provincia la riduzione degli sfratti convalidati rispetto al 2015 è del 11% mentre la diminuzione rispetto al record negativo registrato nel 2013 è del 23%.

Dopo molti anni si riducono anche le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale Giudiziario che risultano pari a 3.597 nell’ambito della Provincia di Brescia complessivamente considerata con un calo del 17,54 % rispetto al 2015.

“Evidentemente – commenta Fabrizio Esposito del Sicet di Brescia – vi è un allentamento della morsa della crisi economica che favorisce un’attenuazione del fenomeno e così pure alcuni effetti positivi sono stati prodotti dalle varie misure “tampone” messe in atto dai diversi livelli istituzionali (Stato, Regione, Comuni) grazie anche al concorso delle parti sociali.

Tuttavia, trattandosi di un problema che riflette un cambiamento strutturale della domanda abitativa e della capacità di spesa delle famiglie, non sono sufficienti i provvedimenti che mirano semplicemente a gestire la fase acuta del problema.

Se si intende uscire definitivamente dal tunnel della crisi abitativa – conclude Esposito – è necessaria una riforma organica della legge 431/98 che regola il mercato delle locazioni e, al tempo stesso, appare indispensabile il rifinanziamento del settore delle ‘case popolari’ per costruire un sistema d’offerta pubblica adeguato al fabbisogno ed in linea con quelli dei Paesi Europei più avanzati”.

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