Gli italiani? Risparmiatori, ma non troppo: la rata media è di 360 euro

A diffondere questi dati, secondo quanto riportato dal quotidiano Bresciaoggi on line, è stato nei giorni scorsi uno studio di Crif sull'utilizzo del credito rateale da parte dei consumatori italiani e bresciani

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Gli italiani? Sono risparmiatori, ma non come i loro genitori e i loro nonni. Hanno un tasso di proprietà di prime case tra i più alti al mondo, certo. Ma un cittadino su tre del Paese ha contratto un debito – un mutuo in un quinto dei casi – e la media pro capite è di circa 35mila euro. Con una rata mensile da pagare di 360 euro.

A diffondere questi dati, secondo quanto riportato dal quotidiano Bresciaoggi on line, è stato nei giorni scorsi uno studio nazionale di Crif (azienda specializzata in sistemi di informazioni creditizie e di business information) sull’utilizzo del credito rateale da parte dei consumatori italiani e bresciani.

PER COSA CI SI INDEBITA?

Dalla ricerca emerge che i cittadini del Belpaese sono comunque tra i meno indebitati del Vecchio Continente, tanto più se si fa il rapporto con i Paesi del Nord. Ma – come riferito in apertura – il 34,6 per cento della popolazione maggiorenne italiana ha comunque contratto un debito che sta restituendo a rate.

Sono però le ragioni di questo prestito a differenziare i cittadini di oggi da quelli di ieri. E la “classifica” è di quelle che qualche sorpresa la suscita. Al primo posto – tra le rate da pagare – ci sono i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, che pesano per il 43,3% del totale. Concretamente, dunque, gli italiani contraggono debiti per affrontare le “grandi” spese inevitabili, come l’automobile e il dentista. Oppure per fare fronte a bollette di importo particolarmente elevato o a sanzioni.

In un caso su tre (33,9 per cento), invece, si tratta semplicemente di prestiti personali. Somme meno rilevanti chieste per far fronte a piccole necessità, oppure all’esigenza di acquistare beni voluttuari come il televisore. Ma un esempio molto più moderno sono le vacanze, che – come riferiscono diverse ricerche – sempre più gli italiani comprano a rate.

In questo quadro è sempre più utilizzato lo strumento della cessione del quinto, che consiste in un prestito in cui la rata di rimborso non può superare il valore del 20% dello stipendio mensile netto (uno dei siti di riferimento è cessione-quinto.com, mentre dipendenti ed ex dipendenti pubblici possono consultare Cessione Quinto Inpdap) con una durata minima di 24 mesi e una massima di 120, senza la possibilità cominque di eccedere il 90esimo anno di età (anche se alcuni gruppi bancari arrivano fino al 95esimo).

Ultima fetta della torta, la più piccola, è la componente mutui per l’acquisto di prime case che incide per il 22,8 per cento sul totale. Ma si tratta di un settore in costante aumento anche in tempi di crisi e i timidi segnali di ripresa degli scorsi mesi, percepiti anche nel Bresciano, promettono di non interrompere questa tendenza.

DOVE CI SI INDEBITA?

Per quanto riguarda, infine, la suddivisione regionale dei debiti – un po’ a sorpresa – lo studio rivela che è la Toscana la regione più indebitata d’Italia, seguita dal Friuli Venezia Giulia e dalla Sardegna. I più virtuosi sono invece in Trentino, poi ci si sposta più in basso nella Penisola: in Basilicata e Molise.

 

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