Traffico di rifiuti, la Lega attacca la Loggia e chiede chiarezza

Si scalda, a Brescia, il clima politico attorno all'inchiesta sulle ecoballe tossiche che sarebbero state bruciate nell'inceneritore cittadino all'insaputa di A2A

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Fabio Rolfi (Lega Nord)
Fabio Rolfi (Lega Nord)
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Si scalda, a Brescia, il clima politico attorno all’inchiesta sulle ecoballe tossiche che sarebbero state bruciate nell’inceneritore cittadino all’insaputa di A2A. Con due note, infatti, l’assessore regionale Simona Bordonali e il consigliere Fabio Rolfi chiedono chiarezza sulla vicenda, attaccando azienda e Loggia

Simona Bordonali: “Aria in città cambiata in peggio”

“L’indagine della procura di Brescia, che ringrazio, getta una lunga ombra sullo smaltimento dei rifiuti in città. Mi auguro che si faccia chiarezza anche su possibili conseguenze per la salute dei nostri concittadini, già costretti a pagare un aumento della tassa sui rifiuti e ora beffati anche da questa vicenda. L’aria in città in questi anni è cambiata, purtroppo in peggio”. Lo ha detto Simona Bordonali, assessore regionale alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione.

“La Lega Nord è da sempre contraria allo smaltimento dei rifiuti napoletani nel termovalorizzatore di Brescia e questa inchiesta ci dà un ulteriore motivo per continuare la nostra battaglia. È tempo che A2A torni a rispondere agli interessi del territorio bresciano e non solo a mere logiche di mercato” conclude Bordonali.

Fabio Rolfi: “Vicenda di una gravità inaudita”

“La vicenda del traffico di rifiuti illegali provenienti dalla Campania, al centro delle indagini emerse in queste ore, è inquietante oltre che di una gravità inaudita.” Lo afferma il vice capogruppo della Lega Nord al Pirellone, Fabio Rolfi.

“Ciò che realmente fa specie – afferma Rolfi – è che A2A, l’azienda della città, possa essere anche solo sfiorata dall’accusa di traffico di rifiuti. Se le indagini confermassero quanto riportato dalla stampa si rischia di andare ad incrinare pesantemente lo storico rapporto di fiducia fra A2A e la città di Brescia. Si parla infatti di numeri non esigui: 100mila tonnellate di rifiuti campani non trattati in lombardia, di cui 20 mila, accertare al momento, finite nel nostro impianto cittadino. Per questo motivo chiederemo che la Loggia istituisca un’apposita commissione d’indagine comunale per far piena luce su quanto accaduto. Pretendiamo di sapere cosa non ha funzionato, quali controlli incrociati vengono eseguiti di prassi e ciò che l’azienda intende fare per impedire che in futuro accadano certe situazioni. Analogo discorso in questo senso vale anche per Arpa, dato che la sicurezza dei bresciani merita la massima attenzione.

Vogliamo sia fatta chiarezza in tempi rapidi, anche perché in gioco c’è la salute dei bresciani, che sono stati costretti a respirare le ceneri dei rifiuti illegali campani; gli stessi cittadini a cui il Comune chiede sacrifici quotidiani con una raccolta differenziata caotica e malfunzionante, che pagano di più e rischiano multe se dimenticano il bidoncino fuori casa dopo le 9 di sera. Se questo è il nuovo corso ecosostenibile di A2A, come orgogliosamente dichiarato dal Del Bono – chiosa Rolfi – c’è davvero da rimpiangere il passato.”

 

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