Sindaco di Brescia? Meglio fare l’idraulico: Del Bono prende 11 euro all’ora

Il sindaco percepisce circa 22 euro lordi all'ora, ma ogni anno firma un bilancio da 350 milioni e il patrimonio dell'ente è di crica 1,4 miliardi di euro

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Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, foto dalla pagina ufficiale di Facebook del sindaco
Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, foto dalla pagina ufficiale di Facebook del sindaco

di Andrea Tortelli – Faccio un mestiere ricco di soddisfazioni, certo, ma non proprio uno di quelli che le madri sognerebbero nella vita per sistemare il figlio. Dovrebbe dire questo il sindaco di Brescia Emilio Del Bono (qui l’intervista di BsNews.it) se valutasse il suo “lavoro” attuale con i parametri del mercato. Basta fare un veloce calcolo matematico, infatti, per scoprire che lo stipendio del sindaco di Brescia (tecnicamente un precario con contratto a termine e scadenza a cinque anni, prorogabili solo per un altro quinquennio) si aggira intorno agli 11 euro (lordi) all’ora. Una cifra che cozza con il fatto che il primo cittadino del capoluogo bresciano amministra ogni anno un bilancio che si aggira intorno ai 350 milioni di euro. E dispone di un patrimonio complessivo di almeno 1,4 miliardi di euro.

 

I dati su quanto incassa Del Bono sono alla luce del sole, pubblicati sul sito del Comune nel nome della trasparenza prevista dalla normativa. Il primo cittadino di Brescia guadagna 5.929,83 euro lordi al mese (poco più di 3mila al netto delle imposte). In un anno la cifra lorda supera di poco i 70mila euro. Molto – molto – meno di quanto percepiscono il direttore generale della Loggia (162.796 euro lordi, 89.538 netti) e il segretario comunale (119.804 lordi, 65.892 netti). Ma anche meno dello stipendio medio del dirigente di una micro azienda manifatturiera bresciana.

 

I tempi dei rimborsi-spese “liberi” poi – nella politica bresciana e lombarda – sono passati da un pezzo. I benefit del sindaco di Brescia si limitano a cellulare, pasti di rappresentanza e autista per le attività di servizio, come qualsiasi manager privato e pubblico. Poco di più. Tanto che lo scorso dicembre – solo per fare un esempio – il sindaco di Brescia ha dovuto perfino fare la colletta tra gli assessori per pagare il buffet della conferenza stampa del bilancio di quanto fatto dalla sua giunta nel 2016.

 

Ma quanto guadagna, dunque, Emilio Del Bono all’ora? Mediamente – l’agenda del sindaco lo dimostra – l’attività quotidiana di Emilio Del Bono inizia alle 9 di mattina e finisce alle 8.30 di sera dal lunedì al venerdì, a cui si aggiungono i sabato mattina e qualche serata. Orari che si allargano, ovviamente, a dismisura in campagna elettorale. Il totale fanno circa 11 ore e mezzo al giorno (spesso anche i pranzi sono lavorativi), per un totale di circa 65 ore alla settimana e di circa 260 ore al mese. Un ritmo di lavoro che lascia poco tempo per fare un’altra professione.

 

Il calcolo della paga oraria di Del Bono, comunque, è presto fatto: il sindaco di Brescia in carica guadagna circa 22 euro lordi all’ora, poco più di 11 al netto delle imposte. Circa la paga oraria di un idraulico. Con la differenza che il sindaco – rappresentando il livello decisionale più vicino alla gente – è spesso costretto rispondere ai cittadini su qualsiasi questione (a partire dalla sicurezza, che pure sarebbe competenza statale) e ha responsabilità dirette di livello altissimo: dalla salute pubblica all’amministrazione di un patrimonio miliardario, nel caso di Brescia.

 

Secondo la classifica stilata da Mediobanca R&S per il periodo 2011-2015, infatti, la Leonessa – con 6 società controllate (tra cui A2A, Brescia Infrastrutture, Brescia Mobilità, Centrale del Latte, Consorzio Brescia Mercati e San Filippo) e 12 partecipate – è il terzo comune italiano con il portafogli di società partecipate più pesante, dopo Milano e Roma. La Loggia, infatti, ha un patrimonio di 1,46 miliardi di euro (1,1 solo da A2A), contro i 2,4 di Milano, i 2 di Roma e gli 1,35 di Torino.

 

Insomma: il sindaco di Brescia si trova nel paradosso di amministrare un impero economico, pagato quanto un idraulico e meno di decine dei suoi collaboratori. Per chi è onesto e non dispone di grandi patrimoni personali – marxianamente parlando – non si tratta certo un affare.

 

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  1. Ma la sinistra non occupa le cariche per passione? Dopotutto ad in disoccupato quei soldi farebbero molto comodo e molti sindaci sono proprio disoccupati senza opportunita’.

  2. Quello che nell’articolo è definito patrimonio di 1,46 miliardi rappresenta in realtà il totale delle partecipazioni detenute dal Comune di Brescia ovvero, nell’attivo dello stato patrimoniale, quelle che sono definite immobilizzazioni finanziarie nel bilancio di una società (così dal 2011 anche per le società pubbliche nell’allineamento contabile pensato e voluto da Mario Monti). E’ la voce di bilancio che si è depauperata significativamente negli ultimi due anni a seguito delle “svendite” di quote di Centrale del Latte e A2A per far fronte in primis all’indebitamento per il Metrobus. Per converso, anche il patrimonio netto del Comune (differenza tra attivo e passività a breve e medio lungo termine) si è pure depauperato per l’ulteriore massiccio accesso alle riserve e sempre per onorare i debiti del Metrobus. E non dimentichiamo infine che tutti bresciani pagano tuttora una pesante addizionale IRPEF che a suo tempo Paroli “vendette” come tassa di scopo sempre per il trenino che va da nord a sud della città. E’ di questo che il Del Bono 2 che succederà al Del Bono 1 dovrà occuparsi e preoccuparsi tostamente, non tanto per lui, ma per i suoi figli e pure per i suoi nipoti e soprattutto per i bresciani tutti che a ben altre necessità e priorità avrebbero voluto veder destinato il miliardo di euro di denaro pubblico speso per il Metrobus…

  3. Fare il sindaco non è un affare, lo sanno tutti. O meglio tutti gli onesti, come mi pare siano stati Corsini,Paroli ed Emilio Del Bono. Un po’ di ” passione politica ” ci vuole ed un po di gloria. Ma a caro prezzo. Ci si dedica alla città senza adeguati compensi e con molte responsabilità . Un calciatore mediocre, un cuoco, un vicepresidente di Telecom guadagnano 100 volte di più. È giusto ? Certamente dirà di sì colui che ama più la sua squadra rispetto alla sua città.
    Non v’è dubbio che serve un riequilibrio dei valori sia etici che economici.

    • Vada a leggersi i bilanci degli ultimi tre anni del Comune e poi mi risponda alle seguenti domande: a quale valore sono iscritte la partecipazioni ? Che differenza c’è tra valore a cui è iscritta una partecipazione a bilancio, valore di mercato e poi magari prezzo del titolo sul mercato mobiliare in cui la società è quotata ? A quale prezzo sono state dismesse dal Comune le tranche più pesanti di A2A rispetto all’attuale valore di mercato ? Di quanto è diminuita la voce immobilizzazioni finanziarie negli ultimi tre bilanci ? Quali effetti economici (temporanei, straordinari, una tantum e non strutturali) ha prodotto la svendita di A2A e di quanto ci siamo poi privati sotto forma di quote di dividendi inevitabilmente non incassati con queste svendite proprio alla luce delle attuali performance di A2A ? Quanto determina ed incide il socio Comune di Brescia sulle strategie e la gestione di A2A ? All’ultima domanda rispondo io: zero assoluto, nel senso che semplicemente e fideisticamente “prendiamo nota”. Nel bene e nel male, sperando che la seconda strada non venga mai imboccata. Non era così con ASM…

  4. Chi stabilisce l'”adeguato” compenso caro Sandro? Per me, per esempio, una badante pagata 1000 Euro per assistere giorno e notte un anziano non è un compenso “adeguato”. Per molti altri invece lo è e si scandalizzano che non trovano bresciani… Il datore di lavoro trova adeguato, anzi troppo, lo stipendio che dà ai propri dipendenti. I dipendenti, al contrario, lo trovano troppo basso…

  5. L’adeguatezza là si può, con qualche approssimazione, derivare dal confronto con altri Paesi, dal numero di ore di lavoro, dal grado di responsabilità personale. Oltre a ciò mi pare giusto che dipenda da un principio etico : in uno Stato in grande sviluppo dove non c’è povertà, le disuguaglianze sono quasi trascurabili, in un territorio dove miseria e povertà sono diffuse, l’eccesso di ricchezza è intollerabile, come lo è che un lavoratore o un pensionato guadagni mille volte meno di un manager
    Est modus in rebus !

    • …e questa misura nelle cose chi la stabilisce? Lei? Le convenzioni? Gli altri? E’ comunque relativa, non trova? E proprio perchè è relativa, prima mi sforzerei di trovarla nella gente che più a bisogno, poi, eventualmente, per gli altri. E quindi prima penserei, per esempio, alle badanti e ai tanti sfruttati, poi, eventualmente, della retribuzione del sindaco…

  6. Alcuni commenti qui e sui social denotano come l’invidia sia una dei motori principali della società moderna. Purtroppo.

    • Ma belli e’ ormai famoso per sollevare gli pseudoproblemi di chi sta bene (preti, sindaci ed “elite” varia…). Il resto per lui non esiste.

  7. Troppo spesso politici o politicanti ad un qualsiasi sollecito a risolvere un problema, ad una qualsiasi discussione su un tema che non gradiscono o non conoscono, replicano che : ci sono altri interventi che hanno priorità. Sempre ci sono e ci saranno nella scala delle priorità problemi più in alto, ma terribile sarebbe tentare sempre e solo e da parte di tutti, concentrarsi su un sol tema. Ricordo una storiella popolare che giocava sul fatto di dover scegliere fra dar priorità al mangiare o al bere, L’indecisione dello sciocco somaro, nell’indecisione morì di fame e di sete.
    Attenzione alla Klero-confusione!!

    • Alla parola priorità basta aggiungere le parole importanza, urgenza e, per ultima quando c’è, la scadenza. E’ la costruzione della cosiddetta mappa delle “aree chiave” che gli imprenditori ed i manager ben conoscono quando si occupano di pianificazione, a qualsiasi livello. Ho la sensazione che, proprio guardando alla realtà di gravi problematiche sociali rispetto allo stipendio di un sindaco, questo tipo di analisi porterebbe rapidamente là dove indica il klero-pensiero: altro che confusione !

  8. Tutto sta nel considerare la presunta bassa retribuzione del sindaco un problema. Per me non lo e’. Per me sono ben altre le retribuzioni da aumentare. E quindi, da bravo somaro come tenta di definirmi, preferisco scegliere, al contrario di lei, di preoccuparmi e sollevare i problemi dei tanti lavoratori sfruttati e sottopagati.

  9. Klero o max demagogia ? Preciso che non intendevo darle del somaro. Ma ogni ambito, ogni funzione, ha una propria dignità, un proprio utilizzo e un proprio contenuto di responsabilità e di rischio. Anche per difendere i lavoratori sottopagati bisogna saper gestire, amministrare, governare con saggezza e equilibrio, muovendosi in realtà difficili
    Personalmente preferisco un sindaco pagato al giusto livello ma capace di amministrare e risolvere crisi sociali e ingiusti sfruttamenti.

  10. Klero demagogo.
    Che ne dice del sindacalista Raffaele Bonanni che è andato in pensione con stipendio di 336.260 € e con pensione di 5321 € mensili ??

  11. Per Sandro piero Gobetti: dico che i sindacalisti sono da mettere insieme a preti, sindaci, ed elite varia che non merita alcuna considerazione, come, ripeto, lo pseudoproblema del sindaco, a detta del Belli, sottopagato. Chiaro?

  12. X Sandro: che c’entra quello che sta dicendo? Tutti vorremmo che l’umanità intera fosse pagata al giusto livello e fosse capace di fare quello per cui è pagata, che ragionamenti… Mi sembra che sia lei che sta andando verso la demagogia per mescolare le carte…

  13. Se dal consesso umano toglie preti, sindaci, elite amministrativa, e,mi par di capire,ogni gestore di risorse o persone, si annulla il contesto sociale. Un’ idea staliniana.

  14. Lei si ricorda chi ( dittatore o capopopolo) ce l’aveva a morte con preti, sindacalisti ed elite varia ?

    Per non annoiare i lettori, caro Klero demagogo, chiudo e la saluto
    La invito a unirsi alla battaglia che stiamo facendo contro le super pensioni dei ricchi politicanti di destra e sinistra.

    • Le vere battaglie, in questo sgangherato Paese alla deriva, sono quelle che è più difficile vincere e ancora prima combattere seriamente ed in modo strutturale: 110 miliardi di evasione fiscale più 130 miliardi di sprechi pubblici all’anno, una cifra mediamente pari a dieci manovre di bilancio ! Le pensioni dei ricchi politicanti sono bruscolini e pure non poco demagogici. Personalmente, inizierei invece a sottrarre alla Chiesa Cattolica quei miliardi di euro che ogni anno si intasca assai indebitamente dai contribuenti che non indicano nella dichiarazione un destinatario dell’otto per mille.

      • Concordo perfettamente. Ed infatti, sulla battaglia dell’8 per mille, NESSUNA forza politica, nemmeno quelle che si fanno paladine dei diritti dei più deboli, scende in campo. A dimostrazione della volontà di mantenere un potere forte sullo stato da parte della chiesa. Quindi Belli, la smetta di continuare a giustificare l’ingiustificabile, ammetta questi privilegi e si attivi anche lei, nel suo piccolo come fanno le persone di buon senso, per eliminare questo abuso e privilegio che una religione ha sullo stato laico…

  15. Lei si ricorda chi ( dittatore o capopopolo) ce l’aveva a morte con preti, sindacalisti ed elite varia ?

    Per non annoiare i lettori, caro Klero demagogo, chiudo e la saluto
    La invito a unirsi alla battaglia che stiamo facendo contro le super pensioni dei ricchi politicanti di destra e sinistra.
    Legga il vero Piero Gobetti che fa sempre bene.

  16. Chissà che un giorno finalmente qualche politico si svegli e abolisca finalmente il tanto ingiusto meccanismo dell’8 per mille. Di sicuro ci sarebbe il Belli in prima linea a protestare perchè lo trova ingiusto, e griderebbe alla volontà di eliminare una classe sociale (elitaria) che lui strenuamente vuole difendere… Eppure le battaglie civili che ci sono state, a partire dalla Rivoluzione Francese, erano incentrate ad abbattere i privilegi di alcuni per avere una giustizia sociale e stesse opportunità per tutti. Tutto quello che in certi contesti, a parole e per comodità o per posa, il Belli afferma, per poi, quando si va a toccare i privilegi delle sue elite, allora non vanno bene e addirittura si accusa chi vuole eliminare questi privilegi, di voler eliminare fisicamente chi ne usufruisce, in buona salsa sinistra radicalchic, quale Belli continua a dimostrare di appartenere. E sempre per ricalcare il buon sinistro pseudoacculturato, fa citazioni ed invita gli altri (naturalmente ignoranti, stalinisti o fascio-nazisti a seconda delle circostanze, perchè esprimono opinioni diverse) a leggersi autori che solo lui pensa di conoscere e che quindi cita…. Mi faccia il piacere, la smetta di fare il maestrino e scenda dal trespolo. Non faccia come i suoi amati preti o i suoi adorati politici con le super pensioni che lei adesso dice di voler abolire ma poi, se dovesse andare in porto (e dubito molto se a proporle sono persone come lei), si lamentano, piangono miserie e trovano scusanti per giustificarli come sta facendo per la retribuzione di Del Bono…

  17. Legga Piero Gobetti liberale antifascista non certo amico di privilegi o elite, nemico di super pensioni, certo non demagogo o stalinista, maestro di equità sociale e ( scendendo molto di livello) legga ciò che ho scritto….probabilmente capirà e modificherà i suoi giudizi, per vero oggi variamente strampalati

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