Prestiti per auto e dentista in crescita nel Bresciano

Brescia è uno dei territori lombardi in cui è più forte la dinamica dei cosiddetti prestiti finalizzati, quelli - cioè - che vengono richiesti alle banche o agli istituti previdenziali per l'acquisto di beni (auto, moto, elettronica) o servizi (viaggi, dentisti etc)

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Brescia è uno dei territori lombardi in cui è più forte la dinamica dei cosiddetti prestiti finalizzati, quelli – cioè – che vengono richiesti alle banche o agli istituti previdenziali per l’acquisto di beni (auto, moto, elettronica) o servizi (viaggi, dentisti etc). Stando ai dati del Barometro di Crif (società del settore), infatti, la leonessa ha registrato nel primo semestre 2017, una crescita dell’0,6 per cento a fronte di una dinamica lombarda sostanzialmente nulla e di un trend nazionale addirittura negativo (meno 0,6 per cento). L’incidenza nel Bresciano  è del 43,3 per cento (sopra la media), mentre la cifra assoluta è di 6.380 euro (l’importo medio dei prestiti personali è di 12.288, contro una media nazionale è 12.951 e una media lombarda 12.580).

Ma come si leggono questi numeri? Ovviamente i dati possono essere interpretati in due modi, radicalmente opposti. Da una parte c’è chi dice che il dato vada letto con la sempre più scarsa propensione al risparmio dei bresciani, che – unita ai postumi della crisi economica iniziata nel 2008 – ha determinato un maggiore livello di indebitamento nel tentativo di mantenere invariato il tenore di vita. Dall’altra c’è chi sostiene invece come l’aumento dell’indebitamento sia dovuto soprattutto a una ripresa della fiducia: si fanno più debiti perché si è convinti che la situazione economica generale (e quindi la propria) sia destinata in qualche modo a migliorare.

Dove sta la verità? Difficile dirlo. Certo è che, in questo quadro, sono sempre più coloro (dipendenti pubblici soprattutto) che utilizzano strumenti come la cessione del quinto dello stipendio o della pensione per finanziare piccole spese necessarie, dal dentista alla sostituzione dell’automobile.

Non a caso uno degli strumenti più gettonati on line è quello della simulazione dei piccoli prestiti, uno strumento concepito proprio con questo scopo e riservato agli iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Tramite un’applicazione on line del sito Inps, infatti, è possibile orientarsi nella richiesta di prestito visualizzando l’importo minimo e massimo che si può ottenere, l’importo massimo in relazione alla rata massima che si vuole pagare o l’importo preciso desiderato. Quindi è possibile presentare domanda (con simulazione ed estratto conto, appunto) di piccoli prestiti e prestiti pluriennali, oppure di estinzione anticipata. I pensionati della gestione pubblica (ex Inpdap), inoltre, trovano a pannello i dati del trattamento pensionistico rilevanti ai fini del calcolo della quota cedibile e della prestazione richiesta.

La pratica dei cosiddetti Prestiti Indap, nel campo dei prestiti finalizzati, è molto frequente.  Si tratta di finanziamenti pluriennali agevolati, che si basano sulla cessione di un quinto massimo dello stipendio o della pensione. A richiederli possono essere sia pensionati sia lavoratori in attività  con un’anzianità di servizio di almeno quattro anni e un contratto a tempo indeterminato. La richiesta va comunque documentata giustificando le necessità personali o familiari, che possono comprendere l’acquisto della casa per un figlio maggiorenne. Il prestito può durare al massimo dieci anni. Una variante sono i prestiti garantiti, riservati a dipendenti pubblici in attività e garantiti appunto contro il decesso, il licenziamento e la riduzione della retribuzione del cedente. Le istruzioni si possono trovare sul sito Inps o su siti come inpdapprestiti.it.

 

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