Traffico illecito di rifiuti, A2A Ambiente rischia lo stop

Gli avvisi di chiusura delle indagini dovrebbero partire a breve. Nel frattempo il procuratore aggiunto Raimondi ha presentato le sue richieste al gip.

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L'inceneritore di A2A

“Chiedo l’interdizione dall’esercizio dell’attività per tutte le società coinvolte nel traffico di rifiuti dalla Campania. Anche A2A Ambiente”. Con queste parole – riportate dal Giornale di Brescia – il procuratore aggiunto Sandro Raimondi ha presentato la sua richiesta al gip che ha un mese di tempo per rispondere attraverso un’ordinanza. A breve dagli uffici della Procura dovrebbero arrivare gli avvisi di chiusura dell’inchiesta.

Inchiesta partita nel 2014 quando all’interno del capannone della società Trailer di Rezzato si sviluppò un incendio. Una volta spento il rogo, i vigili si trovarono di fronte ad un vero e proprio deposito di rifiuti stipati in balle e anche tonnellate di rifiuti ancora da imballare. Da qui scaturì l’indagine del Noe e poi l’inchiesta. Secondo l’accusa, nell’inceneritore di A2A a Brescia venivano bruciate ecoballe provenienti dalla Campania, si tratterebbe di rifiuti speciali non pericolosi.

Ora A2A Ambiente rischia il commissariamento, la sospensione temporanea dell’attività o il divieto di lavorare con la pubblica amministrazione. Dipenderà tutto dall’ordinanza che emetterà il gip dopo l’8 novembre. Nel frattempo la multiutility bresciana si difende attraverso le parole del suo avvocato Piermaria Corso: “Abbiamo spiegato di non aver commesso alcun illecito e neppure reati. Siamo sicuramente in un momento molto delicato”.

Insieme con A2A Ambiente sono coinvolti nell’inchiesta 14 gruppi, due persone finora sono state arrestate e 26 iscritte nel registro degli indagati.

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  1. Bello avere l’inceneritore a Brescia: oltre all’inquinamento e all’inutilità dell’opera, vista anche la raccolta differenziata (a proposito quanto recupera il comune dalla vendita del riciclato e a quando l’abbassamento delle tariffe per chi è riciclone?), ci tocca smaltire i rifiuti del sud e pipparci il relativo inquinamento. Bravi Corsini e Martinazzoli, scelte lungimiranti, compresa quella della metro, che hanno compromesso per sempre l’ambiente e i conti della città.

    • Già, proprio così. Martinazzoli e Corsini chiamarono “sfide” sia l’inceneritore, sia la nascita di A2A che il Metrobus: alla resa dei conti si è trattato di “sfighe” supportate da una serie di…ecoballe (cioè vantaggi di qua e di là per il Comune e le sue casse, i cittadini e la sostenibilità ambientale). Su tutto, citiamo nel caso specifrico il presunto controllo su A2A da parte dei soci pubblici, che in realtà dipendono al cento per cento dalle strategie private della multiutility. “Fin che la barca va, lasciala andare…” cantava Orietta Berti, ed è tutta qui la visione strategica del Comune di Brescia…

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