Inquinamento domestico, bresciani preoccupati e poco informati

Quasi la totalità dei bresciani (94%) ammette di saperne poco o nulla. Tra le minacce più temute, inquinamento dell’aria (60%) e dell’acqua (56%). Proprio sull’acqua del rubinetto bresciani divisi: il 54% la beve abitualmente, ma il 46% preferisce evitarla

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Inquinamento domestico a Brescia
Inquinamento domestico a Brescia

Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche. L’Istituto Superiore di Sanità, ad esempio, stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio. Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili.

E a Brescia?  Come nel resto d’Italia, anche qui l’informazione è poca: come emerge dall’ultima ricerca1 effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, il 52% dei bresciani ammette di averne una conoscenza limitata e addirittura quasi la metà (42%) ne ignora del tutto l’esistenza.

Tra le minacce domestiche più temute dai bresciani, si collocano ai primi posti le sostanze nocive nell’aria (60%), l’inquinamento dell’acqua (56%) e le radiazioni nucleari ionizzanti (46%). Preoccupano anche le fughe di gas (44%), mentre solo il 24% dei bresciani si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.

Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico? Secondo gli intervistati della città lombarda, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (68%) e curandone l’igiene e la pulizia (64%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 62% pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.

Meno numerosi, invece, i bresciani che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (22%), o acquistando un depuratore dell’acqua (12%).

Ed è proprio l’acqua potabile di casa che divide i bresciani. Se il 54% degli intervistati dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 46% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.

Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene l’80% dei bresciani. Come? Il 46% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 24% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e il 10% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.

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