Radio Onda d’Urto costretta a pagare 180mila euro al Fisco: “una rapina politica”

L'emittente lancia un appello chiedendo ai adioascoltatori di aderire alla campagna abbonamenti da 7 euro al mese che ha preso il via oggi e si chiuderà domenica 17 dicembre

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Il logo di radio Onda d'Urto, emittente antagonista di Brescia
Il logo di radio Onda d'Urto, emittente antagonista di Brescia

Circa 180mila euro, a tanto ammonta la somma che l’Agenzia delle entrate chiede a Radio Onda d’urto: una somma che – informa una nota dell’emittente antagonista – mette in pericolo la sopravvivenza stessa della radio, che “rischia di non avere le risorse per quest’anno radiofonico e coprire così le spese fino alla prossima Festa di agosto”.

La vicenda – bollata come una “rapina politica” – risale al 2006, quando Radio Onda d’Urto ha fatto uno scambio di frequenze con un network commerciale privato per eliminare problemi di interferenze. “Dopo aver chiesto indicazioni a funzionari del ministero delle Comunicazioni e a vari esperti del settore su come realizzare regolarmente l’operazione – spiega un comunicato – abbiamo ceduto la nostra storica 106,5 Fm in cambio di quella attualmente occupata. Si è trattato di un baratto, senza alcuno scambio di denaro, che non ci ha fatto guadagnare nulla in termini finanziari, ma ci ha permesso di avere un segnale senza più disturbi. Dopo alcuni anni ci è stato intimato di pagare”.

Ma l’Agenzia delle entrate la pensa diversamente: trattandosi di una plusvalenza (l’operazione ha un valore stimato di circa 400mila euro), infatti, c’è da pagare un salatissimo conto. La Radio ha fatto ricorso e vinto in due gradi di giudizio, ma l’Agenzia ha impugnato la sentenza portando il caso in Cassazione. “Qui – spiega ancora l’emittente antagonista – secondo il parere dei nostri consulenti e legali, avremmo, con molta probabilità, perso: difficilmente l’Alta Corte avrebbe infatti riconosciute la peculiarità e l’anomalia di una emittente come Radio Onda d’Urto, gestita da un’Associazione culturale senza fini di lucro e che – per questo – non ha obbligo di mettere a bilancio le proprie frequenze”. Ma “un pronunciamento negativo della Cassazione avrebbe significato una sanzione da oltre 450 mila euro, con conseguenti pignoramenti, che avrebbe minacciato la stessa esistenza della Radio o – comunque – l’avrebbe pesantemente ipotecata per molti anni”.

Per questo Onda d’urto informa di aver preso “la decisione probabilmente più sofferta della nostra storia: sottostare al “ricatto” dell’Agenzia delle entrate e pagare 180mila euro per salvaguardare Radio Onda D’Urto dalla “roulette russa” della Cassazione”.

Per pagare, spiega ancora una nota della radio, “abbiamo dovuto utilizzare tutte le riserve che avevamo accantonato in dieci anni (…) adesso non abbiamo più un soldo, siamo stati messi a terra ma siamo assolutamente intenzionati a risollevarci e a non farci tappare la bocca”. Da qui la decisione di lanciare un appello e chiedere ai radioascoltatori di aderire alla campagna abbonamenti da 7 euro al mese che ha preso il via oggi e si chiuderà domenica 17 dicembre.

Per informazioni: 03045670 o www.radiondadurto.org/sostienici

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