Acqua pubblica, sì della Provincia: in primavera il referendum

Il prezzo del voto sarà salatissimo: 1,8 milioni in caso di accorpamento con altre elezioni, il doppio se la data del voto sarà indipendente dalle altre votazioni

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L'approvvigionamento d'acqua è a rischio
L'approvvigionamento d'acqua è a rischio

“Volete voi che il gestore unico del Servizio idrico Integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?”. E’ questo il quesito su cui in primavera saranno chiamati a esprimersi un milione di cittadini della Provincia di Brescia.

A deciderlo ufficialmente è stato il consiglio provinciale, che ha dato il via libera al referendum sull’acqua. Il presidente della Provincia dovrà scegliere per la consultazione una data compresa tra il 30 aprile e il 30 giugno. Ma prima dovrà risolvere una grana non da poco: trovare i milioni di euro necessari per finanziare il referendum.

Il prezzo del voto, infatti, sarà salatissimo: 1,8 milioni in caso di accorpamento con altre elezioni, il doppio se la data del voto sarà indipendente dalle altre votazioni (nei prossimi mesi, lo ricordiamo, si voterà per diversi Comuni, Regione e Parlamento).

A promuovere il referendum ambientalisti, sinistra e diversi Comuni bresciani. Il referendum determinerà l’eventuale ingresso di soci privati nel nuovo gestore unico Acque bresciane. Il via libera alle consultazioni è stato approvato con nove voti e le astensioni di Lega (Zanardini e Pasinetti), Forza Italia (Mattinzoli e Bertini) e Per Brescia Provincia (Vivaldini).

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