Radio Onda d’Urto, la Cgil lancia un appello agli iscritti per sostenerla

La neosegretaria annuncia un contributo simbolico alle due emittenti radiofoniche in difficoltà e chiede ai militanti di fare lo stesso

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Damiano Galletti e Silvia Spera, Cgil di Brescia
Damiano Galletti e Silvia Spera, Cgil di Brescia

“Ecco perché sosteniamo Radio Popolare e Radio Onda d’Urto in difficoltà economica”. E’ questo il titolo del comunicato stampa inviato nella mattinata di oggi dalla neosegretaria della Cgil di Brescia Silvia Spera.

“Radio Popolare e Radio Onda d’urto – si legge nel comunicato – sono due emittenti importanti nel panorama informativo locale e nazionale. Da sempre attente al mondo del lavoro e alle questioni sociali, il loro ruolo informativo e di sensibilizzazione è ancor più necessario in una fase come quella attuale, caratterizzata da un lato da un attacco ancora più feroce a diritti e condizioni del lavoro e dall’altra da un mercato dell’informazione sempre più difficile, omologato e soggetto a una mutazione profonda. Sono radio libere, attente al lavoro, ai lavoratori, alle situazioni sociali sempre più complesse, alle derive razziste, xenofobe e fasciste che attraversano in maniera preoccupante la società”.

Quindi la Spera lancia un appello agli iscritti affinché sostengano le due radio. “Entrambe le emittenti, per ragioni in parte diverse – incalza – stanno affrontando una difficile situazione economica e di sostenibilità finanziaria. La Camera del Lavoro di Brescia, convinta della necessità che l’informazione costi ma abbia anche un grande valore, ha deciso di sostenerle con un contributo simbolico,. L’invito a iscritti e non solo, al di là del gesto compiuto dalla Camera del Lavoro, è a sostenere l’informazione libera”.

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  1. Se tutti gli iscritti alla cgil dessero un euro e i sindacalisti cento euro, potrebbero salvare tranquillamente le loro radio e, già che ci siamo, pagare il regolare affitto a tutti quelli che tutelano perchè sfrattati, con il solito appello alla casa come diritto per tutti. E già che siamo in tema povertà, passando ad un’altra congrega, nei fatti come la cgil, la curia di brescia, con i propri soldi e quelli di preti e vescovi, potrebbero sfamare ed alloggiare i numerosi poveri di città e provincia senza tanti inutili appelli. Chissà che finalmente si possa realizzare la tanto redistribuzione della ricchezza da loro sempre strombazzata… Dai allora, sbrigatevi perchè la fame e il freddo non aspettano scuse e posticipi…

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