Francesca Parmigiani si candida alla Camera con Pietro Grasso

Ora - dopo l'investitura a mezzo stampa dell'ex sindaco di Brescia Paolo Corsini - è arrivata l'ufficialità: Francesca Parmigiani correrà alla Camera per Liberi e Uguali di Grasso

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Francesca Parmigiani
Francesca Parmigiani

La frattura politica nella lista civica guidata dall’assessore Marco Fenaroli, era nota da tempo. Così come da mesi ormai si sapeva che la giovane consigliere comunale ex Ds era più vicina alle posizioni (critiche) di Sinistra Italiana che a quelle del primo cittadino. Ma ora – dopo l’investitura a mezzo stampa dell’ex sindaco di Brescia Paolo Corsini – è arrivata l’ufficialità: Francesca Parmigiani correrà alla Camera per Liberi e Uguali di Grasso.

“Ringrazio davvero per la fiducia e il sostegno chi ha proposto il mio nome per la candidatura alla Camera”, scrive Parmigiani su Facebook, “In questi casi qualcuno dice: sono a disposizione; io preferisco dire: continuiamo a lavorare insieme anche per questa nuova sfida. Per questo mi piacerebbe si trattasse di una scelta il più possibile condivisa” (…) e “visto che ora si fa sul serio e dato che credo molto nella partecipazione dal basso come metodo necessario per cambiare nel profondo anche le modalità del fare politica, se volete sostenermi, potete farlo al link seguente, compilando il relativo form: www.francescaparmigiani.it”.

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  1. L’ennesima conferma, se mai servisse ancora, della vera natura, partitica e marcatamente ideologica, delle false Liste Civiche a supporto dei vari candidati Sindaco, come appunto quella denominata “Al lavoro con Brescia “. Lo stesso Fenaroli, a suo tempo anche segretario del PCI e consigliere comunale di opposizione a Brescia dello stesso partito (con Trebeschi Sindaco) e poi una vita passata da dirigente nella CGIL, non può certo dirsi estraneo all’ impronta storica catto-comunista. E così, “fuori dal coro” e “civico teorico”, resta in realtà sempe più il solo Sandro Belli e un manipolo di suoi vecchi conoscenti o amici autori di “Bresciacittàgrande 2030”, anno in cui a Brescia profetizzo, come segnale di cambiamento, che il Sindaco sarà o il figlio di Del Bono o il nipote di Corsini o magari uno dei figli dell’On.le Prof.Avv.Gregorio Gitti e della Avv.Francesca Bazoli, figlia del Prof.Giovanni…

    • Quindi è pura illusione pensare che fra 15 anni trionferá il puro civismo e la politica e il potere saranno solo dei brutti ricordi. In questi puerili ragionamenti della brescia che sarà negli anni trenta mi sembra di vedere l’altrettanto puerile e “canora” riforma della chiesa tanto pubblicizzata dal francesco di turno per illudere gli sprovveduti e chi ripone fiducia nella “nobile” anima umana, soprattutto quella degli uomini del clero.

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