Oratori lombardi, pubblicato il bando da 2 milioni e mezzo all’anno

Nello specifico le domande potranno essere presentate dalle parrocchie con un un'unica istanza per richiedente e la procedura sarà accessibile dalle ore 10 del primo marzo fino alle ore 16 del 10 maggio di quest'anno

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Pubblicato il bando per gli oratori lombardi - foto da ufficio stampa
Pubblicato il bando per gli oratori lombardi - foto da ufficio stampa

Pubblicato il bando denominato “Interventi strutturali negli oratori lombardi”, che mette a disposizione  2 milioni e mezzo all’anno (biennio 2018 – 2019), per un totale di 5 milioni di euro. Nel merito è intervenuto il Presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali Fabio Rolfi

“È stato pubblicato – afferma Rolfi – il bando per gli interventi strutturali negli oratori lombardi. Queste risorse, 5 milioni di euro per il biennio 2018-2019, sono state messe a disposizione dalla Giunta regionale per finanziare fino al 90% del costo complessivo delle opere, che potranno riguardare la realizzazione di nuove strutture, piuttosto che il miglioramento dell’accessibilità di quelle esistenti, mediante l’abbattimento delle barriere architettoniche o ristrutturazioni. Nello specifico le domande potranno essere presentate dalle parrocchie con un un’unica istanza per richiedente e la procedura sarà accessibile dalle ore 10 del primo marzo fino alle ore 16 del 10 maggio di quest’anno; il contributo per  intervento dovrà essere compreso fra i 70 mila e i 300 mila euro che verranno rimborsati a interessi zero in vent’anni.

La Regione continua a investire negli oratori lombardi, una vera e propria galassia fatta da centri di aggregazione giovanile che svolgono da sempre una funzione importantissima di garanzia anche in rapporto al contrasto dei fenomeni di disagio dei nostri ragazzi, specialmente in ambito urbano e nelle periferie. La collaborazione fra la Lombardia e queste realtà continua in modo proficuo e continuerà nel futuro, proprio perché siamo consapevoli – conclude Fabio Rolfi – di quanto sia fondamentale il lavoro svolto al servizio della collettività.”

 

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  1. Perchè dare tutti questi soldi a strutture private quando quelle pubbliche (consultori, palestre, piscine, biblioteche, asili, scuole, ….) non hanno risorse? Sempre x raccattare i voti del clero? Non ne prendono già abbastanza di soldi con la truffa dell’8 per mille? Guardate che non siamo in uno stato confessionale e dare risorse pubbliche sottratte ai servizi per i cittadini porta anche a porsi la domanda sulla posizione di privilegio che ha la confessione cattolica su tutte le altre (musulmana, ortodossa, protestante, buddista, geovita,….). O dovremo finanziare anche quelle, sempre a scapito dei servizi ai cittadini?

    • Sono lustri ormai che gli oratori non hanno più la funzione aggregante e sociale di un tempo (peraltro, tutta da discutere…), ma si persiste diabiolicamente nel finanziarli solo per finalità politiche e di propagnada elettorale. Basta pensare ad asili e scuole pubbliche al limite dell’agibilità per capire come il denaro pubblico scarseggia e si butta invece via in operazioni come quella di cui purtroppo va fiero il Rolfi di turno.

  2. E poi non dobbiamo dimenticare che quelle strutture rimangono private, cioè di proprietà delle singole parrocchie che possono fare e disfare a loro piacimento. Insomma contributi a fondo perduto per finanziare opere che dovrebbero competere ad enti privati. Come al solito i preti spendono i soldi degli altri e poi comandano loro su come utilizzarli. E la massa ancora a credere che dandoli a loro non li diamo agli stranieri… Possibile che nessuna forza politica prenda finalmente una posizione chiara e affronti una volta per tutte queste gravi, onerose e pesanti problematiche che sono sacche di autentico privilegio?

  3. Insomma, oltre a mantenere questi principi con l’obbligo dell’otto per mille, dobbiamo anche pagare le opere che rimangono a loro. E questi sovrani, nel lusso e senza problemi e preoccupazioni, gestiscono dispoticamente e da sovrani assoluti quanto è stato sottratto alla gente, anche non credente o di un’altra religione. E in Italia, vigendo, dicono, la democrazia, si tollerano queste palesi ingiustizie con la politica che non le affronta e le combatte.

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