Elezioni, i commenti dei politici bresciani su Facebook

Di seguito riportiamo i commenti pubblicati su Facebook da alcuni rappresentanti dei partiti coinvolti nel voto

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Alfredo Bazoli
Alfredo Bazoli

Di seguito riportiamo i commenti pubblicati su da alcuni rappresentanti dei partiti coinvolti nel voto.

Qui i risultati di Brescia alla Camera.

Qui gli eletti nei collegi uninominali.

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Considerazioni a caldo.
Intanto, e per prima cosa, una sconfitta bruciante del , non c’è che dire. Sotto il 20%, un vero disastro, indizio di una nostra incapacità di raccogliere consensi dentro questo vento impetuoso di ribellione che soffia. Vento che ha gonfiato le vele dei partiti più dichiaratamente antisistema, la Lega, che ha asfaltato (e forse ucciso definitivamente) Berlusconi, e il M5S, che ha preso una valanga di voti al sud, il primo vero partito meridionale.
A pezzi, oltre al pd, escono Forza Italia, e anche Liberi e Uguali, la sinistra scissionista che, come la storia insegna, sa solo scassinare ma non sa costruire.
Ora però arrivano i problemi, perchè nessuno ha i numeri per governare, e sarà davvero difficilissimo mettere in piedi una maggioranza minimamente solida. Tutti gli scenari sono aperti, ma tutti estremamente fragili.
La speranza è che non si metta a repentaglio quanto di buono fatto in questi anni, che non si deragli dalla strada virtuosa che abbiamo intrapreso, sarebbe davvero un disastro per il paese.
Si vedrà.
Quanto a noi, al pd, ci sarà tempo e modo di ragionare su quanto accaduto, non credo sia utile precipitare le cose.
Certo paghiamo tanti errori, di stile e di comunicazione, oltre a questa dirompente voglia di ribaltare il sistema che emerge prepotente dagli italiani, e che non poteve che punire chi ha governato negli ultimi anni, a prescindere dai risultati.
Ne riparleremo.
Ora lecchiamoci le ferite, rimbocchiamoci le maniche, e proviamo a guardare avanti. Senza dimenticare il nostro ruolo, la nostra responsabilità nei confronti di chi ci ha votato, e nei confronti del paese.

(PD)

É stata una sconfitta, pesante e, di questa misura, inaspettata. Punto.
Da qui si deve ripartire per ogni analisi, considerazione e reazione. Ora si tratta di costruire una rinascita. Ascoltando di più le persone, meno, molto meno, chi inventa giustificazioni, si trasforma in sciacallo, o, peggio ancora, se la cava dicendo “io lo avevo detto”.
Una cosa è certa abbiamo sbagliato noi, non certo gli elettori che in modo fin troppo severo ci hanno giudicato.

MASSIMO REBOLDI (PD)

Sotto il 20% non era mai accaduto. Una batosta che fa male. Ci sarà il momento delle analisi e della ricerca delle cause. E ci sarà il momento della ripartenza, perché il mondo non è mica finito stanotte!!!
Per ora calma. Adesso è il tempo del riposo e della vicinanza l’un l’altro in questi momenti di delusione e sconforto.
Approfittiamo di queste ore per sentirci nuovamente parte di una sola comunità, di un gruppo di donne e uomini che si riconoscono nei valori dell’uguaglianza e della solidarietà.

GIORGIO DE MARTIN (PD)

Uno dei pochissimi dati positivi di questo voto è il risultato del Partito Democratico in città. Con il 26.7% a Brescia siamo il primo partito. Merito di Emilio Del Bono.

(PD) 

Poche chiacchiere. Sconfitta bruciante.
Riflettere sulle cause.
Riorganizzare le fila.
Ripartire di slancio con tutti coloro che che condividono un fatto indiscutibile, un sentimento e una conseguenza.

Il fatto: la sinistra non c’è più! Il voto degli italiani è chiarissimo. Leu, rappresentato dalla 2^ e 3^ carica dello Stato, da Bersani, D’Alema e altri autorevoli esponenti, prende meno voti della Meloni. Meno della destra sovranista e becera.
C’è un centrosinistra, rappresentato dalle macerie del Pd al 40%, che può ancora fare la sua parte se smette di guardarsi l’ombelico, dividersi e candidare persone vs il territorio. Se si riorganizza, riprende l’attività dei circoli e ritorna alle primarie per selezionare la classe dirigente. Se torna allo spirito unitario de … L’Ulivo.

Il sentimento: nonostante il malpancismo degli italiani, noi dobbiamo continuare a credere nei nostri valori, non rinnegandoli, non copiando gli slogan, ma affrontando di petto i temi dei vincitori, perché credo che i molti elettori che ci hanno voltato le spalle siano recuperabili. Noi siamo ancora la parte buona della politica italiana. I nostri amministratori locali ne sono la prova. A Brescia il Pd è sempre il primo partito.

Infine, la conseguenza della sconfitta: Niente inciuci con M5S. Niente stampelle, perché … “prima viene l’interesse del Paese”, così allunghiamo l’agonia. Chi vince ha il dovere di organizzare una maggioranza per governare. Se ne assumano la responsabilità, se sono capaci.
Renzi – io non l’ho votato, ma gli sono grato – dimissionario, deve portare a congresso alla svelta il PD. La sua leadership è finita. Non so chi sia in grado dentro il Pd di sostituirlo. Fuori, io ho stima e simpatia di questo bravo ministro. CALENDA.

Una battuta finale: complimenti ai fenomeni che hanno inventato e votato questo sistema elettorale. Molti dei quali, manderei a volantinare le periferie.

Per quanto mi riguarda, ci sono sempre. A Brescia abbiamo lavorato bene. E abbiamo ancora tante cose da fare. Emilio Del Bono, il Pd, tutto il centrosinistra meritano la conferma. Rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo. Grazie a tutti i militanti che si sono impegnati. Viva il PD. Avanti tutta!

(LEGA)

Ciao Tajani, salutaci Bruxelles

(LEGA)

ABBIAMO VINTO! La città di Brescia sarà rappresentata alla Camera dei deputati da una parlamentare della Lega. La mia gioia è superata solo dalla voglia di lavorare.
Grazie di cuore a tutti coloro che mi hanno dato una mano, volantinando con -5 gradi e accompagnandomi a ogni mercato o gazebo.
Grazie di cuore ai cittadini di Brescia, Roncadelle, Castel Mella, San Zeno Naviglio, Borgosatollo, Castenedolo, Cellatica, Nave, Collebeato e Flero per avermi dato fiducia.
Grazie di cuore a Matteo Salvini per aver creduto in me.
È stata una campagna elettorale difficile, ma emozionante. Il meglio deve ancora venire!

CORRADO DELLA TORRE (LEGA)

…vedere gli iper indipendentisti ex leghisti denigrare Salvini e gioire per i 5S, cioè per il partito più terrone che esista, che teorizza il reddito di cittadinanza ossia il mantenimento della terronia a vita, mi mette un’infinita pena e umana pietà per loro

(LEU)

Vado a letto. Disorientato.
Domani analizzeremo il peggior risultato per la sinistra da quando voto.
E nessuno può brindare.

(LEU)

Non rinunceremo a parlare di sinistra, anche se il Paese va da un’altra parte.
Il tema ora é quale sinistra.
Serve un cambiamento radicale di persone, linguaggi, modalità.
Non per inseguire i 5 stelle, ma per recuperare ciò che abbiamo regalato loro, con anni di tatticismo, personalismo, calcolo opportunistico.
Anche il programma migliore non basta se non è incarnato da uomini e donne che abbiano storie politiche in linea con quei principi.
La fiducia non si ricostruisce in pochi mesi; servono discontinuità e segnali chiari di cambiamento. Quelli che Liberi e Uguali non è stato in grado di lanciare.
Quanto a me, tutti abbiamo bisogno di qualcosa che ci faccia battere il cuore…per me la politica resta questo. A fatica, ma anche oggi.

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1 COMMENT

  1. “La sinistra sa solo scassinare e non costruire”, dice Bazoli. Esattamente come Renzi, a voler ben vedere, dal momento che il galletto toscano si è distinto per l’incapacità di costruire l’unità del PD, di dare ascolto alle voci degli altri e non solo alzare la propria, di guardare ai rischi dell’uomo solo al comando. E soprattutto Renzi ha scassinato l’idea originaria di un PD come sintesi di due anime, quella cattolico-democratica e quella progressista, per buttarsi, da quel 40% ottenuto alle Europee, sull’idea del suo personale Partito Nazionale, catalizzatore di tutte le anime, le ideologie, le variabili politiche in circolazione. I risultati sono tutti nel 4 marzo 2018. Bazoli, purtroppo oggi renziano, dovrebbe anche ricordarsi la sua partenza in politica, quando fu tra gli animatori dell’Asinello prodiano e soprattutto dovrebbe onorare con grande rimpianto la memoria di suo padre, tra gli ideatori dell’Ulivo, quello sì vincente come idea e come consensi elettorali.

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