Loggia, Del Bono riparte dal 2013, ma ora sono decisivi i grillini

Insomma: contando l'effetto sindaco uscente si arriva molto vicini alle percentuali di cinque anni fa, con un Del Bono e Castelletti che al primo turno potrebbero essere in leggero vantaggio rispetto all'avversario al primo turno

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Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono - fonte pagina Facebook sindaco di Brescia
Il sindaco di Brescia Emilio Del Bono - fonte pagina Facebook sindaco di Brescia

(a.t.) In città, alla Camera, la leghista Simona Bordonali ha preso il 40,8 per cento, contro il 30 per cento secco del Pd Antonio Vivenzi. Mentre il grillino Girgis Sorial si è fermato al 18,2 per cento e Leu è arrivata al 4,4 per cento. Da questo dato – molto più attendibile di qualsiasi sondaggio – riparte da oggi la corsa per Palazzo Loggia, dove cerca la conferma contro la forzista . Anche se il risultato stupefacente della Lega, come ha dichiarato Matteo Salvini in un’intervista esclusiva a BsNews, potrebbe riaprire anche i giochi per il candidato sindaco del centrodestra.

Nel frattempo ci sono i numeri da leggere. Nel 2013, al primo turno, Del Bono ottenne il 38 per cento dei consensi. Frutto del 27,3 del Pd. Ma anche di due civiche forti: quella che portava il suo nome (5,27) e quella della sinistra unita (4,59). A questo dato, poi, si sommò al ballottaggio il 5,8 di . Sul fronte opposto Paroli traguardò il primo turno dietro solo di qualche centesimo di percentuale rispetto a Del Bono. Il primo partito a sostenerlo era il Pdl (14,4), seguito dalla Civica X Brescia (9,6), dalla Lega (8,6), da Fdi (2,7) e da Udc (2,5). Fuori dagli schieramenti il civico Onofri (7,4) e i grillini (6,7 per cento).

Il primo dato che emerge, nel confronto con i numeri attuali, è che la città non è cambiata di molto, perché il 10 per cento di voti che separa i due fronti alla Camera sul capoluogo si declina in maniera leggermente diversa. Il centrodestra, di fatto, ha guadagnato un paio di punti sul 2013. Tutto merito della Lega, che ha triplicato i voti (23,1), mentre Forza Italia ha perso qualcosa (12,3), Fdi è cresciuto (4,8) e i centristi sono spariti (0,9). Nel centrosinistra, invece, il Pd ha perso solo mezzo punto (26,6), con il buon dato di più Europa (in cui sono confluiti anche i castellettiani) al 4,5. Ma a questi voti – in chiave Loggia, se dovesse essere confermata la logica di allargamento a sinistra del 2013 – andrebbe sommato anche un pezzo dei voti di Leu, arrivata al 4,4 per cento.

Insomma: contando l’effetto sindaco uscente si arriva molto vicini alle percentuali di cinque anni fa, con un Del Bono e Castelletti che al primo turno potrebbero anche essere in leggero vantaggio rispetto all’avversario al primo turno. Sempre che Paola Vilardi (o chi per lei) non riesca a fermare l’emorraggia di voti causata dalla frattura di Forza Italia (il fronte dei ribelli è guidato da Maione) e aggreghi qualche progetto civico convincente.

La certezza è che tutto si giocherà ancora una volta al secondo turno, dove stavolta saranno decisivi i grillini, che hanno triplicato i voti (17,9 per cento). E questa è la varabile che non può far dormire sonni tranquilli al centrosinistra.

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