Pallanuoto, niente da fare per l’An: la Coppa Italia va alla Pro Recco

A spuntarla, il fortissimo team ligure che arriva al cambio di panchine sul più due (5-3), grazie al cento per cento fatto segnare in superiorità (3 su 3, il dato finale sarà 4 su 7), e con il sette bresciano non altrettanto lucido nello stesso fondamentale

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An Brescia pallanuoto
An Brescia pallanuoto

Tanta generosità e tanto ardore non bastano contro la Pro Recco: a Bari, nella finale della Coppa Italia 2018, l’An Brescia viene superata per 7 a 5 (2-1, 3-2, 2-0, 0-2, i parziali), alla fine di un match in cui le difese sono state le vere protagoniste. Tanto pressing, con marcature mirate (vedi il duello Janovic-Ivovic) che si sono protratte per quasi tutto l’incontro, e pesanti “mani addosso” anche a metà campo, il tutto per una gara che, forse, ha offerto poco dal punto di vista dello spettacolo, ma che, senz’altro, ha regalato parecchio agli amanti delle sfide accese.

A spuntarla, il fortissimo team ligure che arriva al cambio di panchine sul più due (5-3), grazie al cento per cento fatto segnare in superiorità (3 su 3, il dato finale sarà 4 su 7), e con il sette bresciano non altrettanto lucido nello stesso fondamentale (3 su 7 a metà partita, 5 su 12 alla conclusione). Comunque, davvero encomiabili la grinta e la voglia di provarci ad ogni costo, messe in acqua da Presciutti e compagni: costretta sempre a rincorrere, la squadra di Sandro Bovo non demorde mai, prima risale dal meno 3 (4-1) con le reti di Rizzo e Guidi, poi, dopo essere rimasta a secco per l’intera terza frazione, reagisce nuovamente e, nell’ultimo quarto, manda in bianco l’attacco recchelino (e già questa è un’impresa) e riapre il risultato (7-5) con le segnature di Vukcevic e Paskovic; a quel punto, però, si fanno sentire la stanchezza accumulata nella dura semifinale di ieri e gli sforzi odierni, e il Recco ha buon gioco nel controllare i minuti che precedono il suono dell’ultima sirena.

“Complimenti al Recco, sono stati bravi – dice a caldo, il presidente biancazzurro, Andrea Malchiodi, al seguito del gruppo -; noi potevamo stare di più in partita ma abbiamo commesso qualche errore di troppo e contro un avversario così, non te lo puoi permettere. Davanti a un team di campioni abbiamo offerto una grande prova, riaprendo il match per due volte, ma non è bastato: occorre ripartire dalle tante buone cose fatte e riprovarci con più rabbia agonistica”.

“Considerando anche la partita di ieri – commenta coach Bovo -, sono decisamente contento, abbiamo disputato due match veramente duri, senza mollare neanche di un centimetro: dobbiamo essere orgogliosi. Oggi abbiamo costruito tanto e pure sbagliato tanto, ma l’atteggiamento m’è piaciuto molto. Sicuramente, gli sbagli sono stati indotti anche dalle loro qualità, ma noi avevamo nelle braccia una semifinale davvero intensa, giocata a neanche ventiquattr’ore di distanza. Purtroppo, il concetto è sempre quello: per prevalere, a noi, occorre la partita perfetta mentre loro non devono rivelarsi al cento per cento. Altra nota lieta è stata la prova dei nostri tre giovani, in entrambe le sfide hanno garantito minuti importanti dimostrando che il gruppo si fa sempre più solido”.

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