Referendum sull’acqua pubblica, la Provincia: si farà entro fine anno

Il presidente Pier Luigi Mottinelli e il Vice Andrea Ratti sottolineano che l'ente sta reperendo le maggiori somme possibili per sostenere i costi e dettano i tempi

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L'approvvigionamento d'acqua è a rischio
L'approvvigionamento d'acqua è a rischio

In merito all’atto di diffida ricevuto dal Comitato promotore del Referendum dell’acqua pubblica, il Presidente della Provincia di Brescia e il Vice Presidente e Consigliere delegato al Ciclo Idrico Integrato, Andrea Ratti sottolineano in una nota che la Provincia, al fine di poter procedere all’indizione e allo svolgimento delle consultazione, sta reperendo le maggiori somme possibili per sostenere i costi, somme che saranno appostate nel Bilancio di Previsione 2018/2020, in corso di redazione, e che si ritiene potrà essere approvato dal Consiglio Provinciale entro la fine del mese di aprile 2018.

“Stiamo inoltre studiando – ha precisato Ratti – il contenuto di disciplina transitoria, in deroga al vigente regolamento dei Referendum provinciali, che possa consentire diverse modalità di svolgimento del Referendum in questione, contenendone tempi e costi, considerata la materiale impossibilità di procedere allo svolgimento della consultazione sulla base dei contenuti del Regolamento vigente”.

La disciplina transitoria sarà redatta in tempi brevi, appena terminate le valutazioni in merito alla scelta fra il voto tradizionale e il voto elettronico, sarà poi sottoposta all’approvazione del Consiglio Provinciale previo confronto sui contenuti, con il Comitato promotore.

“Il tutto – ha concluso il Consigliere Ratti – per arrivare a convocare i comizi elettorali nel mese di ottobre 2018.

“Nel rispetto delle richieste dei 55 sindaci – ha sottolineato Mottinelli – il Referendum si farà, anche se resto convinto del fatto che le risorse per esso spese sarebbe stato utile investirle in altre priorità provinciali, anche perché, trattandosi di un referendum consultivo, la decisione finale spetterà poi ancora all’assemblea dei Sindaci.

Fermo restando che l’acqua resta un bene pubblico, come per altro definito dalla delibera provinciale, sarebbe stato, a mio avviso, più utile un confronto tra i Sindaci che avrebbe evitato questo spreco di risorse”.

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