Del Bono inaugura il comitato elettorale: ripartiamo dalle promesse mantenute

Tanti grazie e la promessa di ripartire dai fatti, chiedendo ai cittadini di rinnovare la fiducia a chi ha fatto tante cose per Brescia. Così si è espresso il sindaco Emilio Del Bono questa sera, intorno alle 18, di fronte a tutto lo stato maggiore del Pd e dei partiti alleati e a numerosi cittadini arrivati in Corso Garibaldi 2 per l'inaugurazione del comitato elettorale

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Emilio Del Bono e Laura Castelletti all'inaugurazione del comitato elettorale Del Bono, foto Andrea Tortelli BsNews.it
Emilio Del Bono e Laura Castelletti all'inaugurazione del comitato elettorale Del Bono, foto Andrea Tortelli BsNews.it

Tanti grazie e la promessa di ripartire dai fatti, chiedendo ai cittadini di rinnovare la fiducia a chi ha fatto tante cose per Brescia. Così si è espresso il sindaco questa sera, intorno alle 18, di fronte a tutto lo stato maggiore del e dei partiti alleati e a numerosi cittadini arrivati in Corso Garibaldi 2 per l’inaugurazione del comitato elettorale.

Il sindaco ha aperto il suo discorso ringraziando gli assessori, il vicesindaco e i consiglieri della sua maggioranza per il lavoro fatto e la fedeltà dimostrata.

Quindi ha passato in rassegna quanto fatto, partendo dall’ambiente e sottolineando – con un chiaro riferimento alla sua rivale – che “altri hanno fatto dichiarazioni firmando strumenti urbanistici che andavano nella parte opposta”. Ancora, il sindaco ha ricordato i passi in avanti fatto sulla Caffaro, le bonifiche, il quasi raddoppio della raccolta differenziata, l’investimento sul trasporto pubblico (passato da 41 a 54 milioni di passeggeri) e la nascita del più grande parco di mitigazione urbana d’Europa, il parco delle cave.

Del Bono ha poi passato in rassegna quanto fatto sulla cultura, dal recupero del mercato dei grani alla pinacoteca, dal Musil al teatro romano, per poi arrivare agli impianti sportivi (dal Palaleonessa al Polivalente di via Collebeato.

Massimo Minini ed Emilio Del Bono, foto Andrea Tortelli per BsNews.it
Massimo Minini ed Emilio Del Bono, foto per BsNews.it

“Abbiamo pensato al sociale”, ha aggiunto, “quando sono arrivato il bilancio su questo fronte era ai minimi termini: 29 milioni. Ora siamo a  34. Nella convinzione che non vogliamo fare una poltiica non per pochi, ma per tutti, anche i soggetti piàù deboli”.

Il candidato del centrosinistra, quindi, ha posto l’accento sull’importanza dei quartieri e sulla sicurezza: “Non ci spaventa questo tema”, ha detto, “ma mi auguro che sia una campagna elettorale onesta: serve l’onestà intelellettuale di dire ai bresciani quello che siamo realmente in condizione di fare. Non è un bell’inizio quando si fanno proposte senza avere le competenza. Qualcuno, di recente, ha dichiarato che espellerà i clandestini, ma non ha competrenza per farlo. Non è onesto. Io dico”, ha precisato, c”he vanno espulsi e che chi ha la competenza lo farà”.

Prima di chiudere Del Bono ha richiamato i valori dell’umiltà e dell’ascolto. Per poi tirare una stoccata a chi come e potrebbe ricandidarsi in Loggia nonostante i nuovi incarichi (in regione e in Parlamento). “Si fa una cosa per volta: non bisogna candidare chi ha altri icnarichi: non è corretto”.

“Non ci acconteniamo di quanto fatto”, ha concluso Del Bono, “c’è una bella differenza fra chi promette senza aver mai fatto nulla e chi promette avendo alle spalle cose concrete. Penso che i cittadini questo sapranno distinguerlo. Noi la nosta parte l’abbiamo fatta”, ha concluso, “ora tocca bresciani fare la loro ed esprimere il giudizio dicendo se ritengono che abbiamo onorato gli impegni, dandoci una nuova fiducia per fare il tratto di strada che ci manca. Insieme ce la facciamo”.

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  1. Tutto vero e condivisibile quanto dice il Sindaco uscente. Ma non cita la realtà dei numeri, cioè quelli del bilancio comunale, non tanto perchè sia quasi in equilibrio strutturale, ma perchè gravato in via permanente e continuativa dai costi di gestione del Metrobus e soprattutto dalle ancora pesanti rate dei mutui da rimborsare. Vi si è fatto fronte in questi ultimi cinque anni vendendo tranche di “gioielli di famiglia”, cioè quote di partecipazioni strategiche (A2A e Centrale dl Latte) o attingendo ad alcune riserve o rinegoziando in parte i mutui, ma comunque riducendo il patrimonio netto del Comune. Certo, questa è un’eredità e come tale va considerata. Magari rinfacciando proprio alla rivale Vilardi che, pur di inaugurare l’infrastruttura, Lei, la sua Giunta e Paroli prima introdussero la pesante addizionale IRPEF “di scopo” e poi accordarono all’Ati-Ansaldo una transazione stramilionaria sulle cosiddette riserve anzichè andare in giudizio e difendere le ragioni del Comune di Brescia, lasciando infine sospesa l’approvazione dell’ultimo bilancio della loro consigliatura. Cosa fare in più o di diverso per far tornare i conti del Metrobus, questa è una domanda per tutti i candidati Sindaco, pur considerando qualche milionata di euro in più di dividendi di A2A, ma anche i minori introiti da Stato e Regione ?

  2. Bel coraggio dire che questa amministrazione si è occupata dei problemi dei quartieri. A numerose segnalazioni di cittadini esasperati in vari quartieri della città per cose non fatte o per interventi calati dall’alto, l’amministrazione non ha risposto, non ha voluto sentire i cittadini, ha lasciato cadere, come fanno sempre questo tipo di amministrazioni che, con le parole dicono di essere umili e pronti all’ascolto, ma nei fatti ti impongono le loro scelte e arrogantemente si trincerano nei loro palazzi con i tecnici e i funzionari complici, anzi, lasciati senza direttive precise e quindi arroganti con i cittadini.
    Quanto a metrobus e inceneritore, sappiamo la complicità e le pesanti responsabilità fra destra e sinistra in questi assurdi progetti che hanno indebitato il comune per decenni. E naturalmente e colpevolmente tacciono. Adesso vogliono inventarne un altro: il tram.

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