Sana Cheema: aperta un’inchiesta sulla morte, ma molte cose non tornano – ECCO QUALI

Emergono nuovi dettagli sulla morte di Sana Cheema, la 25enne partita per il Pakistan e morta in circostanze misteriose a Gujirat, sua zona natale. Al momento l'unica certezza è che la verità sembra molto più intricata di quanto emerso nelle prime ore

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Sana Cheema in alcune foto tratte da Instagram
Sana Cheema in alcune foto tratte da Instagram

Emergono nuovi dettagli sulla morte di Sana Cheema, la 25enne partita per il Pakistan e morta in circostanze misteriose a Mangoval (nel distretto di Gujirat, sua zona natale). Al momento l’unica certezza è che la verità sembra molto più intricata di quanto emerso nelle prime ore.

SANA: , O ?

Secondo quanto pubblicato da diverse fonti, infatti, le autorità pakistane stanno indagando sulle cause del decesso: le ipotesi emerse all’attenzione dei media – entrambe, pare, sostenute da amici ed esponenti della comunità Pakistana – sono al momento quelle di un infarto o di un omicidio perché “rifiutava il matrimonio combinato deciso dalla famiglia ed era innamorata di un italiano”. Ma non è escluso nemmeno il suicidio. Resta da capire, poi, se siano vere le notizie per cui sarebbe stata la madre della 25enne a denunciare l’ipotetico dell’omicidio.

DAL MATRIMONIO COMBINATO ALLO STATO DI SALUTE: COSA NON TORNA

Anche sul matrimonio combinato esistono spiegazioni opposte: qualcuno lo nega, altri dicono che la giovane era pronta a sposarsi e non aveva contenziosi con i familiari, mentre alcuni amici affermerebbero l’opposto. Mentre a rafforzare l’ipotesi della morte per cause naturali – secondo quanto riferito dal quotidiano Avvenire – ci sarebbe anche un certificato medico che testimonierebbe come la 25enne aveva avuto in malore in strada lo scorso 11 aprile. Una circostanza che cozzerebbe con le ferite al collo che, secondo alcune fonti, avrebbe avuto la giovane al momento del decesso. Da qui la decisione delle autorità pakistane di porre l’area della sepoltura sotto sequestro e di fare l’autopsia sul corpo.

LA QUESTIONE DELLE DATE

Il giallo riguarda anche le date. Sana, infatti, gestiva un’agenzia per pratiche automobilistiche in via Milano, a Brescia. Ma l’aveva chiusa frettolosamente ed era partita per il Pakistan. Quando? Secondo l’attivista e regista pachistano Wajahat Abbas Kazmi – che ha pubblicato un articolo in italiano su un blog – la 25enne era in Italia fino a febbraio. Mentre altri affermano che era partita per il Pakistan a novembre. Resta da capire, inoltre, se la giovane sia partita volontariamente o meno e se avesse prenotato anche il viaggio di ritorno.

LA POSIZIONE DI PADRE E FRATELLO DI SANA

Padre e fratello della giovane non sono stati arrestati nell’imminenza dei fatti, ma fermati e rilasciati al termine di un lungo interrogatorio. Poche ore fa, però, Repubblica e altre fonti hanno riferito che le autorità pakistane avrebbero diffuso una notizia secondo cui i due sarebbero stati presi in custodia. I due, inoltre, avrebbero il divieto di lasciare il Pakistan fino a che l’autopsia sulla giovane non avrà chiarito i dettagli della morte. Sul caso si è attivata anche la Farnesina, tramite l’Ambasciata a Islamabad. Nel frattempo le polemiche continuano.

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