Morte Sana Cheema, il padre confessa: l’ho strangolata

Rischiano una condanna durissima, anche la pena di morte, le tre persone arrestate in Pakistan per la morte di Sana Cheema, la 25enne di origine pakistana - ma residente da anni a Brescia - uccisa ad aprile in patria

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Sana Cheema, in una foto da Instagram
Sana Cheema, in una foto da Instagram

Rischiano una condanna durissima, anche la pena di morte, le tre persone arrestate in Pakistan per la morte di , la 25enne di origine pakistana – ma residente da anni a Brescia – uccisa ad aprile in patria.

L’autopsia, come riferito ieri, ha sentenziato che il suo decesso non è stato provocato da cause naturali: l’osso del collo era rotto e per questo è stato ipotizzato lo strangolamento.

Da settimane, con questo sospetto, erano stati fermati in Pakistan il papà di Sana, Ghulam Mustafa, il fratello Adnan Mustafa e lo zio Mazhar Iqbal. Dopo l’esito degli accertamenti medici – secondo quanto riportato da diverse fonti – il padre avrebbe confessato di averla uccisa strangolandola, facendosi aiutare dal figlio.

Resta da chiarire ancora il movente. Secondo le ipotesi investigative la giovane avrebbe pagato lo stile di vita “troppo occidentale” (come Hina Saleem) e il rifiuto di prestarsi al matrimonio combinato per lei dalla famiglia.

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  1. […] Via Sana Cheema. Così – con un’intitolazione posticcia – è stato modificato il cartello stradale di via Bevilacqua a Brescia nella giornata di oggi dai sostenitori di Giorgia Meloni, la leader nazionale di Fratelli d’Italia arrivata in città per sostenere la corsa del suo partito in Loggia e per ricordare la 25enne pakistana assassinata dai familiari in Pakistan perché rifiutava le nozze combinate. […]

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