Massetti (Confartigianato): non scenderemo in piazza, ma il governo ci ascolti

Il presidente degli artigiani: condividiamo in pieno le preoccupazioni del presidente di Confindustria Boccia e di gran parte del mondo economico

0
Eugenio Massetti
Eugenio Massetti

«Condividiamo in pieno le preoccupazioni del presidente di Confindustria Boccia e di gran parte del mondo economico, ma noi non intendiamo scendere in piazza: piuttosto continueremo a bussare alle porte dei ministri offrendo le nostre idee e i nostri progetti per rilanciare le imprese, vero motore dell’economia e base per poter realizzare molte delle misure annunciate dal in campagna elettorale». Così , presidente di Brescia Lombardia che prosegue: «Poche volte siamo scesi in piazza ma, forse sarà un caso, dopo l’ultima è caduto un . Per questo ritengo importante, per noi ma anche per i nostri interlocutori, cercare il dialogo. Un confronto dove scambiarsi idee e pareri e dal quale possono nascere quelle soluzioni necessarie perché le cose ricomincino a girare per il verso giusto. Del resto, dopo mesi di proclami, bisognerà arrivare alle scelte vere e alcune di queste ci preoccupano molto. Soprattutto visto il clima di incertezza e di continua battaglia che sembra essere calato sul Paese, che frena la fiducia degli imprenditori e rende la ripartenza sempre più difficoltosa».

Per Massetti ciò che serve, prima di tutto, è una seria riflessione da parte del Governo. Un esempio? «Si dà tanto addosso alla Germania, senza pensare che dobbiamo ringraziare le grandi case automobilistiche tedesche se le fabbriche italiane e gli artigiani italiani vengono scelti come loro fornitori. Perché se è vero che noi siamo i migliori, è altrettanto verto che questa cosa va riconosciuta. Non possiamo dare continuamente addosso a chi ci dà il lavoro. Certamente alcuni atteggiamenti vanno chiariti; si può ridiscutere di tutto, ma c’è modo e modo. Non possiamo continuare ad assistere a chi fa campagna elettorale per le prossime elezioni demolendo anche quel che di buono è stato fatto in passato. Gli imprenditori non ci stanno. Vogliono un cambiamento, ma che sia un cambiamento vero nei confronti delle imprese. È per questo che come Confartigianato stiamo mettendo in atto azioni di persuasione e di collaborazione nei confronti di vari ministeri, con delle controproposte sulla tassazione, sull’Iva, sulla riduzione della percentuale del cuneo fiscale. Sulle cose che chiediamo da sempre, cioè, ma che di fatto sono ancora ferme al palo. Anche perché i problemi sono gli stessi di sempre, ma c’è un atteggiamento di paura che si sta innescando e non fa bene. Per questo continueremo a proporre soluzioni: il tema vero è se ci ascoltano. In Italia, solo per citare il comparto artigiano, ci sono 500mila imprese, 96mila delle quali in Lombardia, che decidono spontaneamente di pagare una tessera annuale per associarsi: vuol dire che ripongono la loro fiducia in noi. E noi non vogliamo tradire quella fiducia. Mi auguro che i ministri di questo governo lo capiscano» conclude Massetti.

Comments

comments

Lascia una risposta (la prima volta la redazione deve accettarla)

Per favore lascia il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome