Caccia al cinghiale, la Regione: si potrà fare solo con vestiti colorati

Con la Legge semplificazione, approvata questa mattina dal Consiglio regionale, sono state apportate numerose modifiche alle regole venatorie

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Caccia al cinghiale, obbligo di divise colorate e cappello per i cacciatori
Caccia al cinghiale, obbligo di divise colorate e cappello per i cacciatori

Meno burocrazia e procedure più semplici per i cacciatori lombardi. Grazie agli emendamenti alla Legge semplificazione, approvata questa mattina dal Consiglio regionale della Lombardia, sono state apportate numerose modifiche alle regole venatorie nella nostra regione.

OBBLIGO DI VESTITI E CAPPELLO COLORATI

L’assessore ha promosso un emendamento relativo all’obbligo di utilizzo dei capi colorati per chi pratica la al cinghiale. Nell’esercizio della al cinghiale nelle forme collettive della braccata, della girata e della battuta, sarà obbligatorio per tutti i partecipanti indossare giubbino con pettorale e dorsale di colori ad alta visibilità, nonché copricapo avente medesime caratteristiche.

“Volevo intervenire in difesa della sicurezza dei cacciatori. – ha aggiunto Rolfi – La caccia al cinghiale presenta una maggiore percentuale di rischio, poiché si svolge in aree forestali a ridotta visibilità. Ci allineiamo quindi ad altre Regioni, dove la caccia al cinghiale è maggiormente praticata e dove l’obbligo di indumenti ad alta visibilità era già in vigore”.

CACCIA, LE ALTRE MODIFICHE APPROVATE DALLA REGIONE

Con gli emendamenti alla legge semplificazione si è proceduto a:
– togliere il limite delle 55 giornate di caccia massime annuali;
– stabilire il censimento a carico degli Ambiti territoriali di caccia-Atc e validato dalla polizia provinciale;
– semplificare le norme di funzionamento degli Atc per evitare situazioni di stallo (con il voto del presidente che vale doppio);
– chiarire il concetto di residenza venatoria;
– semplificare le norme di calcolo delle distanze tra capanni ed edifici;
– ampliare il periodo caccia alla volpe;
– inserire il divieto di svolgere più di due mandati per i consiglieri nei comprensori alpini o negli ambiti di caccia per favorire il ricambio;
– chiarire le norme sull’annotazione sul tesserino dei capi abbattuti.

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